Sono ormai 18 anni che le scuole secondarie di secondo grado di tutta Italia partecipano al progetto educativoPio La Torre“: si tratta di un percorso culturale antimafia che coinvolge i giovani di molte scuole. Lo scopo è chiaramente quello di formare i ragazzi sul piano della legalità.

Secondo Loredana Introini, la presidentessa del Centro Pio La Torre, le nuove generazioni si ritrovano a vivere in un mondo sempre più complesso, ed è quindi importante creare consapevolezza sul tema delle mafie per permettere ai ragazzi e alle ragazze di muoversi più agilmente nel contesto sociale.

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Le novità del progetto antimafia

Come ogni anno il Centro studi Pio La Torre cerca di analizzare l’evoluzione del sistema mafioso per poterlo spiegare ai ragazzi. Aderiscono a questa edizione 80 scuole secondarie di secondo grado, le quali parteciperanno a 5 videoconferenze in collegamento dalla sede del Centro studi. Gli incontri saranno moderati dagli esperti del comitato scientifico del Centro e la sede sarà attrezzata per accogliere gruppi di studenti in presenza. Prenderanno parte all’iniziativa ragazzi provenienti da ogni parte d’Italia.

I video collegamenti verteranno su temi di attualità legati al mondo criminale. Più nello specifico le tematiche saranno: “La mutazione delle mafie nel XXI° secolo”, “Economia, sviluppo sostenibile, crisi climatica e lotta contro la precarietà nella prospettiva della legalità”, “Cybercrime  e traffico di droga”, “Violenza di genere nella società civile e nelle organizzazioni mafiose”, “Mafia, antimafia e i media”. Il percorso toccherà quindi la questione mafiosa a 360 gradi. Gli argomenti sono molto delicati, ma essenziali per sviluppare una coscienza che miri alla giustizia e alla legalità.

Gli studenti avranno la possibilità di partecipare ai dibattiti che nasceranno dopo le conferenze dei relatori. Prima di ogni incontro gli esperti si adopereranno per raccogliere le domande videoregistrate degli studenti e per fornire agli insegnanti del materiale video per preparare l’incontro. Questa edizione inoltre prevede la stesura di un questionario anonimo sulla percezione del fenomeno mafioso. Il questionario verrà fornito agli studenti e in seguito gli esperti lo analizzeranno, pubblicando i risultati entro aprile 2024.

La storia del Centro Pio La Torre

Pio La Torre è stato un politico e sindacalista molto attivo nella lotta contro Cosa nostra. Uno dei traguardi più importanti che possiamo ricondurre alla sua attività politica è la legge Rognoni-LaTorre. La norma approvata nel 1982 prevede l’inserimento nel codice penale del reato di associazione mafiosa. Quattro anni dopo il suo assassinio, nasce a Palermo un centro di studi e iniziative culturali a lui dedicato. Lo scopo del Centro è quello di valorizzare il patrimonio ideale lasciato da Pio La Torre promuovendo iniziative educative e ricerche sui problemi della Sicilia odierna.

Dal 2007 il Centro offre anche assistenza legale alle vittime di mafia. Tramite uno sportello aperto in alcuni orari, qualunque soggetto pubblico o privato può rivolgersi a un team di avvocati specializzati nel settore antimafia. L’obiettivo di questa interessante iniziativa è quello di tutelare chi dovesse subire pressione mafiosa, in particolare riguardo all’usura e al racket.

Degno di menzione è sicuramente il progetto “Asud’Europa“: un settimanale redatto dal Centro studi Pio La Torre che tratta temi di attualità e legalità. In occasione del progetto scolastico antimafia inoltre viene aperto uno spazio dedicato agli studenti: “Asud’Europa Junior”. Uno spazio scritto e redatto interamente dai ragazzi, per dare ai giovani la possibilità di esprimersi su tematiche sociali e di confrontare le loro idee tramite degli articoli.

Educare all’antimafia nelle scuole

L’arresto del boss Matteo Messina Denaro segna un importante passaggio generazionale all’interno di Cosa nostra. Il Centro studi e iniziative culturali Pio La Torre riporta questo esempio per dimostrare quanto il fenomeno mafioso si evolva nel tempo. Perciò è importante fornire ai giovani i giusti strumenti per poter capire meglio il contesto sociale in cui vivono.

Il presidente emerito del Centro Vito Lo Monaco afferma: “Come evidenziato durante questi 18 anni, l’educazione antimafiosa consente di coltivare future generazioni capaci di cancellare la mafia dal loro futuro”. La presidentessa Loredana Introini aggiunge: “L’importanza di parlare ancora di educazione alla legalità, di antimafia, è data anche dal fatto che le generazioni cambiano e i ragazzi e le ragazze si ritrovano a vivere in sistemi sociali sempre più complessi”.

Emerge quindi una crescente necessità da parte del Centro studi di educare all’antimafia e di rendere partecipi le nuove generazioni nella lotta alla malavita. Il progetto inquadra l’educazione come nuova frontiera della legalità, rendendo gli studenti consapevoli e pronti ad affrontare una società in continua trasformazione.

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Andrea Simoni

Studente di giurisprudenza e appassionato di contrasto alla mafia. Il mio scopo è quello di raccontare e approfondire il tema della legalità da più punti di vista. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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