Quindici anni fa L’Aquila è stata scossa da un terremoto di magnitudo 6.3. Un momento ancora vivo nei nostri ricordi. Nell’anniversario di quest’evento ripercorriamo la storia sismica del nostro Paese e, tra alti e bassi, ne tracciamo un profilo ottimistico.

I terremoti in Italia e le domande che ci fanno ben sperare

L’anno passato la rete sismica nazionale dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, INGV, ha localizzato sedicimilatrecentosette terremoti sul territorio italiano. Quasi uno ogni trenta minuti. Fortunatamente, la maggior parte degli eventi sismici non sono avvertiti dalla popolazione. I geologi affermano che è praticamente impossibile riconoscere una scossa premonitrice da quelle che rientrano nella normale attività sismica della crosta terrestre, né è possibile prevederne l’evoluzione o la durata.

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Dall’evento sismico del Sud Italia del 1908 a quello emiliano del 2012 il numero di vittime ha subito un forte calo. Cosa ha fatto diminuire il tasso dei decessi? Come ci si può dunque difendere dal sisma? Come si è evoluta la nostra società negli anni per far fronte a questo rischio? La tecnologia è stata una fondamentale alleata?

Terremoti in Italia

mappa di pericolosità sismica – INGV

Messina, 1908: il sisma che gettò le basi del cambiamento

Il 28 dicembre del 1908 un terremoto di magnitudo 7.2 della scala Mercalli interessò il Sud Italia. La Sicilia orientale e la Calabria meridionale tremarono nella notte. La grande energia che il sisma sprigionò in mare, corrispondente a circa quattrocentomila tonnellate, generò onde di tsunami che in pochi minuti raggiunsero le coste. Si stima intorno alle ottantamila vittime e danni inestimabili.

Le perdite furono in gran parte causate dalla scarsa resistenza dei terreni e dalla scadente qualità delle costruzioni. Fu per questo motivo che l’evento del 1908 segnò l’inizio dell’azione dello Stato per la riduzione degli effetti dei terremoti, attraverso l’introduzione della classificazione sismica del territorio nazionale e l’applicazione di specifiche norme per le costruzioni.

Terremoti in Italia

Terremoto Messina 1908

Terremoto Emilia-Romagna: la quiete dopo la tempesta

Sono le quattro del mattino del 20 maggio 2012, la terra trema. Una scossa di magnitudo 5.9 interessa i territori dell’area nord della penisola italiana. Sette sono le vittime. Sette in confronto ai quasi ottantamila del terremoto del 1908. Cosa è cambiato? Cosa ha ridotto il numero delle perdite umane?

Già nelle prime ore squadre di tecnici e ricercatori del pronto intervento sismico dell’INGV raggiungono l’epicentro colpito dal forte terremoto e installano le prime stazioni sismiche temporanee. Il fine è migliorare la qualità del monitoraggio e la sorveglianza sismica dell’area. Queste stazioni contribuiscono a numerosi progressi negli studi sismologi successivi.

Terremoti Italia

Mappa della sequenza sismica dal 19 maggio al 19 luglio 2012. Fonte: Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia

In centoquattro anni come abbiamo dunque imparato a difenderci dal rischio sisma?

Il Dipartimento terremoti dell’INGV [1] ha fatto passi da gigante sullo studio e la prevenzione dei terremoti in Italia. Dopo 2 minuti da un evento sismico di magnitudo 3.0 della scala Mercalli è possibile avere una prima stima della posizione dell’epicentro, della profondità e della magnitudo del terremoto.

Il Sistema nazionale di protezione civile è stato un aiuto fondamentale. I vari sistemi di monitoraggio, la creazione di campagne di comunicazione come Io non rischio, i canali social che informano in tempo reale e le esercitazioni di evacuazione, come nei campi Flegrei, hanno contribuito a ridurre il numero di vittime, anno dopo anno.

Anche la tecnologia è stata un compagno di viaggio ineguagliabile: dalla gestione dei sistemi di allerta, come IT-alert, all’uso di realtà virtuale, esempio il VR-SISMA,  fino ad arrivare all’impiego di droni e tanti altri. Obiettivo? Rendere la popolazione consapevole e attiva.

Infine, per capire come il numero di perdite umane che un terremoto provoca si è ridotto dobbiamo considerare che i luoghi in cui viviamo sono sempre più sicuri. Questo grazie ad infrastrutture antisismiche, agli incentivi dello Stato per la messa in sicurezza di edifici e altre iniziative atte a ridurre il rischio terremoti in Italia.

Fonti:

[1] Dipartimento terremoti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia
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Mizar Fava

Master in sceneggiatura e critica cinematografica.Appassionata di arte, cinema, fotografia, viaggi e sport estremi.Da più di 15 anni seguo il sistema nazionale di protezione civile in tutte le sue iniziative.Mio padre, per farmi addormentare da piccola, mi raccontava sotto forma di favola le guerre mitologiche greche.Narrare storie è la mia passione fin da bambina.Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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