Il 1° luglio 2025 è entrata in vigore la nuova legge sulla tutela degli animali, nota come Legge Brambilla, per contrastare il maltrattamento animale. Questa normativa, intitolata “reati contro gli animali”, introduce misure più severe per punire chi arreca danno o sofferenza agli animali.

Per comprenderne al meglio le implicazioni, abbiamo intervistato per voi Lella Gialdi, Presidente dell’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animale) di Parma, che ha evidenziato sia gli aspetti positivi, sia i possibili margini di miglioramento di questa attesissima riforma.

La legge Brambilla: una svolta storica contro il maltrattamento animale

maltrattamento animale - presidente ENPA

Fonte: Lella Gialdi, presidente dell’ENPA di Parma

La legge Brambilla segna un vero e proprio cambio di paradigma nella lotta contro il maltrattamento animale. A differenza della normativa precedente, basata sul sentimento umano di pietà verso gli animali uccisi o maltrattati, questa legge, attesa da anni, ora punisce i responsabili di crimini contro gli animali. Fino a quattro anni di carcere e multe fino a 7.000 euro, con aggravanti in caso di reati commessi in presenza di minori o tramite sistemi informatici. «È una legge rivoluzionaria, non solo per l’inasprimento delle pene, ma anche perché concepisce l’animale come portatore di diritto per la prima volta nella legislazione italiana», ha dichiarato Lella Gialdi.

Questo riconoscimento è un passo avanti concreto, pur inserendosi in una realtà sociale complessa. «È necessario un lungo percorso per stimolare nelle persone il rispetto per gli animali», ha aggiunto. Tuttavia, si registra «una crescente sensibilità, testimoniata anche dall’attenzione mediatica e dall’opinione pubblica favorevole alla tutela animale».

La legge, inoltre, opera a 360°, poiché prende in considerazione tutte le forme di maltrattamento, includendo animali domestici, fauna selvatica, specie protette e cuccioli importati illegalmente da altri Stati.

Il ruolo cruciale delle associazioni animaliste

L’entrata in vigore della legge ha rafforzato il ruolo delle associazioni animaliste, che ora assumono una funzione centrale nella protezione degli animali. Ciascuna opera nella propria realtà e si impegna attivamente per far rispettare la legge, soprattutto nella prevenzione del maltrattamento animale. Un esempio è rappresentato dall’ENPA, che dispone di un corpo specializzato di guardie zoofile, con il potere di elevare sanzioni e procedere a sequestri. «Con la legge il loro lavoro è molto più agevolato», ha spiegato la presidente.

Tra le principali novità, spicca l’affido degli animali sequestrati, aspetto che coinvolge da vicino le associazioni. Queste ultime potranno ora presentare appelli o istanze di riesame in caso di sequestri cautelari o preventivi. Inoltre, gli animali sequestrati potranno essere affidati a persone, enti o associazioni, previo pagamento di una cauzione, con l’obiettivo di garantire loro una nuova vita, lontana da sofferenze o maltrattamenti.

maltrattamento animale: Un gruppo di volontari ENPA posa durante una manifestazione animalista in una piazza cittadina.

Fonte: ENPA – Facebook

Educare al rispetto: il ruolo della scuola

Gialdi ha anche sottolineato l’importanza di diffondere la conoscenza della legge nelle scuole. «Un tempo in tutte le scuole, dalle materne alle superiori, c’era sempre molta attenzione da parte degli studenti – ha commentato -. Non ho mai incontrato difficoltà a parlare con loro di animali». Sebbene l’interesse dei giovani rimanga alto, oggi si registra un calo nella richiesta di interventi da parte di esperti del settore. Questo fenomeno potrebbe essere attribuito a diversi fattori, tra cui difficoltà economiche che limitano l’organizzazione di un intervento, scarsa conoscenza delle associazioni e degli esperti presenti sul territorio, oppure una diminuzione della consapevolezza riguardo al benessere animale e alle sue problematiche.

Eppure, la conoscenza della legge è fondamentale per sviluppare un autentico senso civico globale, soprattutto tra i giovani. La responsabilità sociale è necessaria per ottenere risultati positivi e promuovere un cambiamento duraturo nella società. È fondamentale che scuole e istituzioni riprendano a collaborare con associazioni come ENPA per costruire una cultura del rispetto animale, sin dalla giovane età.

Una nuova era per la lotta al maltrattamento animale in Italia

Con l’introduzione di questa legge, l’Italia si allinea finalmente ai Paesi Europei all’avanguardia nella tutela contro il maltrattamento animale, come Regno Unito, Germania, Austria, Svezia e Danimarca. L’elemento più rivoluzionario è il riconoscimento degli animali come esseri titolari di diritto, al pari delle persone dotate di dignità giuridica.

Sebbene non sia ancora chiaro se questa normativa aprirà la strada a nuove leggi, come quelle sugli allevamenti intensivi, sulla caccia o sulla sperimentazione animale, secondo Gialdi, «questa legge è un passo avanti. Se non altro, amplia le vedute delle persone».

La legge Brambilla non è solo una riforma legislativa: è un segnale chiaro che l’Italia è finalmente pronta a garantire una maggiore protezione e dignità agli animali.

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Giulia Mastrocicco

Sono Giulia Mastrocicco. Laureata in Giornalismo, Comunicazione editoriale e multimediale presso l'Università di Parma.

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