Gli Stati Uniti si affermano come significativo banco di prova per la lotta all’inquinamento ambientale. Un recente studio su Science ha esaminato la correlazione tra le politiche sui sacchetti di plastica e la loro incidenza nei rifiuti costieri. Un segnale importante che le politiche ambientali possono fare la differenza.

Quest’estate, anche l’Italia si mobilita per difendere il suo prezioso patrimonio costiero. In aumento le iniziative locali per combattere l’inquinamento da plastica nei nostri mari.

Plastica nei mari: a che punto siamo nel 2025?

Un viaggio negli abissi del Mediterraneo rivela che la plastica è ancora protagonista dell’inquinamento ambientale. Nel marzo 2025, una spedizione scientifica ha documentato nel Calypso Deep, il punto più profondo del Mediterraneo, una delle più alte concentrazioni di rifiuti marini mai registrate: 26.715 oggetti per chilometro quadrato, di cui l’88% in plastica.

Secondo le stime più recenti, a livello globale, tra 75 e 199 milioni di tonnellate di plastica e altri rifiuti galleggiano oggi nei nostri oceani. Ogni anno, 33 miliardi di libbre di plastica finiscono in mare. E non è solo una questione di quantità: il 70-80% di questa plastica arriva da fonti terrestri, trasportata da fiumi, piogge e venti.

America green: i divieti sui sacchetti di plastica funzionano

Negli ultimi anni, gli USA sono diventati un laboratorio a cielo aperto per la lotta contro la plastica monouso. Uno studio pubblicato su Science ha messo sotto la lente d’ingrandimento l’efficacia delle politiche restrittive sui rifiuti di plastica raccolti in oltre 45.000 operazioni di pulizia delle coste. Il risultato? Nelle comunità dove esistono regole precise, la presenza di sacchetti di plastica è risultata dal 25% al 47% più bassa rispetto alle zone senza restrizioni.

I ricercatori si sono chiesti se la riduzione dell’inquinamento ambientale sulle spiagge sia davvero merito dei divieti o semplicemente di una maggiore attenzione delle persone? Per scoprirlo, hanno confrontato l’andamento di altri rifiuti come cannucce e bottigliette, scoprendo che solo i sacchetti hanno rallentato la loro corsa dove sono stati vietati.

La mancanza di una legge federale negli USA crea un puzzle di regole. Solo una decina di stati ha adottato veri divieti, mentre in Europa le norme sono più uniformi. Gli esperti sottolineano che le tasse sembrano essere più efficaci dei divieti, ma la vera svolta arriverà solo con un’armonizzazione delle politiche e un cambio di mentalità diffuso.

La maggior parte di questi divieti e tasse non copre tutti i tipi di sacchetti di plastica”, spiega Kimberly Oremus, ricercatrice della Delaware School of Marine Science and Policy.

Nonostante ciò, il trend è positivo. Meno sacchetti sulle spiagge significa meno rischi per la biodiversità, meno micro-plastiche nei nostri mari, più consapevolezza tra cittadini e imprese.

Inquinamento ambientale: Raccolta rifiuti in spiaggia.

Raccolta rifiuti in spiaggia (Foto di Ron Lach da PEXELS).

Estate 2025: l’Italia contro l’inquinamento ambientale

Questa estate, si moltiplicano le iniziative locali per combattere l’inquinamento da plastica nei mari italiani. Legambiente ha lanciato la 35ª edizione di “Spiagge e Fondali Puliti”, con oltre 90 eventi in 17 regioni. Centinaia di volontari coinvolti in azioni di raccolta e monitoraggio dei rifiuti, tra cui la pulizia delle spiagge di Cagliari, La Spezia e Monopoli.

Nel mare Adriatico, l’Arcipelago delle Isole Tremiti ospita la campagna “CleanUP Marlintremiti 2025″. Azione concreta e sensibilizzazione ambientale si uniscono per liberare i fondali da plastiche e detriti, impegnando cittadini e turisti in attività formative e di raccolta.

Inoltre, in Toscana, la campagna “La spiaggia è anche tua, proteggila” promossa da Ambiente Mare Italia e FIDAPA BPW Italy, diffonde buone pratiche e installa pannelli informativi sulle spiagge di Marina di Cecina e Rosignano Marittimo.

E poi ci sono le piccole-grandi rivoluzioni quotidiane. Cittadini che scelgono la borraccia al posto della bottiglietta, negozi che eliminano gli imballaggi superflui, scuole che educano al riciclo dei rifiuti. Ogni gesto conta, perché la plastica che non finisce in mare è una vittoria per tutti.

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Giulia Polito

Multipotenziale e curiosa, seguo carriera in ambito scientifico, ma ho anche una passione per la scrittura e credo nel valore della divulgazione. Scrivo di tutto ciò che mi incuriosisce, soprattutto legato a società, innovazione, salute e benessere. Collaboro con BuoneNotizie.it e partecipo al laboratorio di giornalismo per diventare pubblicista.

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