In Italia gli over65 che vivono soli sono nove milioni, alcuni dei quali vittime di isolamento sociale. Il report Passi d’Argento, prodotto dall’Istituto Superiore di Sanità, racconta che nel biennio 2023-2024, il 14% degli anziani vive in una condizione di isolamento sociale, dichiarando che, in una settimana normale, non ha contatti con altre persone, né per telefono né di persona, mentre il 77% non ha partecipato ad alcuna attività sociale.
Questo senso di solitudine può acuirsi drammaticamente durante le festività natalizie, quando gli anziani possono ritrovarsi da soli a causa della lontananza dei figli, della perdita di persone care o di malattie, con ripercussioni negative sulla salute. Non lasciarli isolati, rendendoli protagonisti di una festa che celebra l’amore, rappresenta per i più giovani una scelta di responsabilità e umanità.
L’isolamento sociale si vince con la vicinanza
L’isolamento prolungato in età avanzata può causare disturbi del sonno e indebolire il sistema immunitario. Uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Berlino, Boston e del Connecticut, inoltre, suggerisce che la solitudine aumenta il rischio di demenza senile e Alzheimer.
Nel periodo festivo gli anziani possono essere indotti a fare un bilancio della propria vita, o a ricordare un passato felice ormai perso. Stare vicino a loro, sia che si tratti dei propri genitori, di amici, o di semplici conoscenti, può aiutarli a sentirsi più sereni. La vicinanza, in questo caso, significa prima di tutto andare incontro alle loro esigenze.
Le persone più mature hanno, infatti, una routine quotidiana fatta di orari, dieta e abitudini. Cambiarle, soprattutto in concomitanza di patologie fisiche, può causare ansia e preoccupazione, così come il fattore economico. Percepire una pensione minima può limitare la possibilità di fare regali, infondendo imbarazzo o senso di inadeguatezza. Su questa scorta, è opportuno organizzare festività su misura per loro .
Anziani soli: il regalo più grande è coinvolgerli
Organizzare occasioni radunando amici e parenti nella casa dell’anziano, ambiente che ben conosce e nel quale gode delle proprie comodità, può essere la scelta ideale. Anziché acquistare regali si può decidere di scambiarsi doni simbolici, come un biglietto di auguri, o un oggetto che si possiede da tempo.
Affinché non si senta un peso, ma partecipe di quanto accade, è opportuno coinvolgere la persona matura nei preparativi, chiedendole per esempio aiuto in cucina o nel decorare l’abitazione, facendola sentire utile e stimolandone la creatività. Anche il menu dovrebbe contenere pietanze adatte alle sue esigenze, non troppo elaborate e compatibili con le sue condizioni di salute.
Cucinare un piatto tradizionale che ama particolarmente può renderla felice, tenendo sempre presenti le eventuali indicazioni del medico in caso di patologie: diabete o ipertensione, per esempio, richiedono particolari attenzioni nel controllo degli zuccheri e del sale.
Momenti di incontro tra generazioni
Nel libro “Intergenerational Pathways to a Sustainable Society” (Springer, 2017) gli autori Matthew Kaplan, professore di programmi intergenerazionali alla Pennsylvania State University, Mariano Sanchez, docente di sociologa all’Università di Granada e Jaco Hoffman, professore di socio-gerontologia presso la North-West University del Sudafrica, sostengono che i rapporti intergenerazionali sono la via per sviluppare fiducia e collaborazione tra persone, incentivando l’apprendimento reciproco.
La presenza di persone più giovani genera entusiasmo nell’anziano, smorzandone i pensieri negativi e diminuendone l’eventuale stato depressivo. Interagire con le nuove generazioni gli permette di conoscere e sentirsi parte integrante del tempo presente, avvicinandosi a realtà sconosciute come la tecnologia e aumentando così la propria autostima.
Le persone avanti con gli anni, dal canto loro, hanno una funzione educativa. In quanto depositarie della storia e della memoria collettiva, trasmettono ai più giovani principi e senso di appartenenza alla propria cultura, oltre che dispensare lezioni di vita tratte dall’esperienza. Interagire con persone anziane consente ai giovani di maturare, divenendo più empatici e comprendendo maggiormente l’importanza delle relazioni interpersonali. Come recita un proverbio africano “il giovane cammina più veloce dell’anziano, ma l’anziano conosce la strada”.

