In cosa consiste il fenomeno dell’effetto serra e come si è rotto un antico equilibrio nato per proteggerci

Che cos’è l’effetto serra? E’ una condizione naturale creata da alcuni gas dell’atmosfera in grado di trattenere il calore e rendere vivibili le temperature sulla Terra. Viene spesso associato al buco dell’ozono e inglobato nella grande sfera dell'”inquinamento atmosferico”. In realtà quest’associazione di concetti rischia di essere fuorviante e generare credenze errate e generalistiche, prima fra tutte l’idea che l’effetto serra a priori sia qualcosa di negativo.

Proseguendo con l’analogia della serra, si considerano i gas dell’atmosfera come la superficie esterna, i vetri della serra (metaforicamente parlando). I raggi del Sole riescono ad attraversare questo strato riscaldando la superficie terrestre. La notte però la terra rilascia il calore attraverso i raggi infrarossi ed è qui che subentra l’effetto serra. Una parte dei raggi solari, una volta rimbalzati sulla superficie terrestre sotto forma di raggi infrarossi, viene trattenuta dai gas. Questo fenomeno consente di mitigare il clima e conservare temperature idonee alla vita. Basti pensare che senza i gas serra la temperatura scenderebbe a circa -18°C a livello globale, perché tutti gli infrarossi (e quindi il calore) verrebbero rilasciati nell’atmosfera. Gli effetti negativi sorgono quando si altera il delicato equilibrio ambientale tra i raggi filtrati e la quantità di calore trattenuto.

Cosa sono i gas serra

Per comprendere fino in fondo che cos’è l’effetto serra è inevitabile approfondire i principali responsabili del fenomeno. I gas serra sono solo una minima parte dell’atmosfera terrestre. Tra tutti il vapore acqueo è quello che più di tutti interviene nell’azione del fenomeno ed è anche quello presente in percentuale più alta. Seguono poi in quantità minore altri tipi di gas come l’anidride carbonica, il metano e il protossido di azoto. Questi ultimi sono proprio quelli maggiormente influenzati dall’inquinamento atmosferico e i cui picchi sono da tenere sotto controllo. L’attività umana ha prodotto anche una nuova gamma di gas che rientrano tra quelli che formano l’atmosfera. Si tratta dei fluorurati, dei quali i più conosciuti sono i clorofluorocarburi.

Poiché ognuno di questi gas riesce a trattenere diverse quantità di calore, è stato creato un sistema per calcolare la potenza dell’effetto serra del singolo gas. Si parla del potenziale di surriscaldamento globale definito in base a quanta energia il gas assorbe in un determinato lasso di tempo, che di solito si aggira sui 100 anni. E’ una tempistica che varia in base al gas serra preso in considerazione, perché alcuni hanno una “vita” più lunga di altri. Per esempio tra i fluorurati ci sono gas che restano nell’atmosfera per un anno e altri che permangono anche fino a 1700 anni; invece l’anidride carbonica si aggira tra i 5 e i 200 anni.

La degenerazione dell’effetto serra. Le cause principali

A incrinare l’armonia tra le azioni e le reazioni che avvengono in natura, subentra spesso l’attività umana. Anche in questo caso si può risalire a tre comportamenti principali dell’uomo che hanno portato all’incremento di alcuni gas serra. L’utilizzo dei combustibili fossili (quindi carbone, petrolio e gas naturali) da parte delle industrie ha avuto come conseguenza un incremento delle emissioni di CO2.

L’urbanizzazione e il sovrappopolamento ha avuto un forte impatto sulla salute globale sotto diversi punti di vista. Ma se ci si chiede in questo caso che cos’è che porta all’effetto serra, basta pensare all’utilizzo su grande scala delle automobili e alla produzione di anidride carbonica. La deforestazione ha tolto alla natura una delle sue armi più forti. Non solo gli alberi sono fondamentali per trattenere il terreno e consentire la vita di varie specie animali, ma hanno anche il basilare compito di rifornire l’atmosfera di ossigeno tutelando l’equilibrio tra O2 e CO2. Il passo successivo all’aver capito fino in fondo che cos’è l’effetto serra, sarà quindi fare il possibile per ridurlo.

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