Il Covid-19 ha permesso alla natura di conquistare spazi urbani

Il 2021 sarà un anno particolare, discuteremo di vaccino ma anche di natura, di green economy e di ambiente. Questi temi verranno affrontati, tenendo conto dell’eredità lasciata dal 2020. Ma cosa ha lasciato l’anno che si è appena concluso? Qualcosa di positivo c’è stato o sono solo accadimenti negativi quelli che vengono colti?

Il Covid-19 ha riportato al centro del pianeta la natura, con l’arretramento dell’uomo e i lunghi periodi di lockdown in quasi tutti i paesi del mondo. Periodi che hanno ridotto la mobilità degli umani, il loro impatto sugli ambienti naturali, dando alla Terra e ai suoi abitanti non umani, in Italia e in molti altri paesi, una maggiore libertà e possibilità di conquistarsi degli spazi.

Blocco nazionale e inquinamento atmosferico

Le strette misure prese dal Governo italiano, successivamente alla scoperta del virus da Covid-19, hanno portato alla riduzione di inquinanti atmosferici.

I dati forniti dal satellite Sentinel-5P di Copernicus rivelano che, soprattutto nel nord Italia, ci sia stato un importante calo di biossido di azoto. Come viene ribadito dal Ministero della Salute, si tratta di uno tra gli inquinanti più comuni dell’aria.

Sempre conseguentemente al blocco nazionale, un altro inquinante atmosferico in calo è il CO2. Le riduzioni maggiori sono state osservate alla fine di marzo e nel mese di aprile, quando le restrizioni erano al massimo. I maggiori contributori, alla riduzione di CO2 nell’aria, sono stati il blocco del traffico aereo e di quello stradale. Hanno contribuito del 70,8%. Durante l’innverno, nelle città italiane, non si è mai parlato di pm10 e di polveri sottili che inquinano l’aria.

Avvistamenti insoliti: la natura in paesaggi urbani

Secondo uno studio pubblicato da Elsevier Public Health Emergency Collection i movimenti della fauna europea anche dentro gli ambienti urbani sono cresciuti esponenzialmente. Così dice lo studio sull’Italia: “Sono stati riportati numerosi avvistamenti insoliti in ambienti urbani. Sebbene la maggior parte delle osservazioni si riferisse a specie che si vedono frequentemente nelle aree urbane, come la volpe rossa Vulpes vulpes e il cinghiale Sus scrofa, alcuni avvistamenti hanno fornito indicazioni di sfruttamento delle aree urbane da parte di specie meno comuni, come il lupo Canis lupus e varie tipologie di cervi e caprioli. Inoltre, molti rapporti hanno suggerito un cambiamento nell’attività quotidiana, per cui le specie normalmente notturne erano frequentemente osservate durante il giorno”.

 

L’essere umano, costretto a restare nelle proprie abitazioni, ha perso un pezzo della supremazia nel proprio territorio urbano. In questi mesi i social network si sono popolati di immagini come i cervi avvistati nei paesi della Liguria, l’aquila reale fotografata sopra il cielo di Milano, i cinghiali in pieno centro a Genova.

L’uomo distrugge, la natura si rigenera

Quello che è successo con il Covid-19 e che molti hanno potuto anche vedere con i propri occhi, si è verificato anche quale risposta della natura ad alcune altri tentativi di violenza che il genere umano ha inflitto alla Terra. Molti sono gli accadimenti che mostrano come la natura sia riuscita a risanare il suo habitat in modo stupefacente, nonostante l’uomo abbia tentato di distruggerla più di una volta. L’avvenimento simbolo, che meglio esplica ciò di cui si sta parlando, è il lancio delle bombe a idrogeno da parte degli Stati Uniti d’America sull’atollo di Bikini, nel Pacifico.

Fu un evento che si sviluppò a più riprese, dal 1946 al 1958, in nome dell’evoluzione della scienza. Questo causò una devastante distruzione degli ecosistemi naturali del luogo. La barriera corallina, in quegli anni, è stata completamente rasa al suolo. Delle isole è rimasto ben poco e per non parlare della conseguente radioattività nelle zone circostanti.

 

La buona notizia, deriva proprio dalla radioattività. Questo fenomeno, ha tenuto lontano gli uomini dall’atollo, e la natura è riuscita a rigenerarsi in modo magnifico senza subire variazioni genetiche. Lo testimoniano diverse rilevazioni effettuate sul posto nei mesi scorsi.

L’uomo e l’ambiente: condivisione del globo

Con il passare del tempo, e l’evolversi del cervello umano, si è capito che la natura è il mondo, e se continuiamo a distruggerla, distruggiamo anche noi stessi e la nostra casa. Per questo, sono nati molti progetti che tutelano l’ambiente. Il globo, astronave sulla quale stiamo viaggiando, va condiviso, non dominato. Un altro esempio di rigenerazione è italiano ed è in provincia di Brindisi. Stiamo parlando dell’area marina protetta di Torre Guaceto, fino a ieri rinomata a causa di immigrazione clandestina, pratiche di pesca illegali e mercato nero. Ora invece la riqualificazione ambientale ha portato a un’aumento della biomassa del 400% con un evidente ricaduta positiva sull’ambiente, ma anche sul turismo eco-friendly.

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