Negli ultimi anni, la Generazione Z, ovvero i nati dopo il 2000, sembrerebbe voler riappropriarsi del proprio futuro a suon di proteste, manifestazioni e seminari, in risposta a eventi atmosferici come inondazioni, terremoti, incendi e siccità. Negli ultimi anni è stata protagonista di un percorso di collaborazione spontaneo che ha donato al mondo eventi straordinari come #FridayForFuture e il Youth4climate 2021.

Emergenza climatica: gli effetti della crisi ambientale

Era il 1896 quando il chimico svedese Svante Arrchenius aveva scoperto la correlazione tra l’aumento di CO2 nell’atmosfera e l’aumento della temperatura media globale. Da allora, in 126 anni di consapevolezza, il cambiamento climatico è diventato una reale priorità per il mondo unicamente nell’ultima decade. Secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) delle Nazioni Unite infatti, negli ultimi 50 anni gli eventi estremi riconducibili direttamente all’influenza umana sull’ambiente sono quintuplicati.

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Negli ultimi anni possiamo contare almeno 5 eventi atmosferici estremi riconducibili alla crisi climatica in atto: la tempesta di neve in Texas, primo grande evento meteorologico dannoso dello scorso anno,  avvenuto a febbraio, nell’ambito del quale cinque milioni di persone sono rimaste senza elettricità a causa di una tempesta di neve e delle temperature molto basse.

Di seguito è stata poi la volta del ciclone Yaas abbattutosi a maggio 2021 su India e Bangladesh, comportando grossi danni, e dell‘uragano Ida, di “categoria 4” che ha avuto pesanti danni in Louisiana.

A metà luglio l’alluvione in Europa, con piogge straordinarie in Germania, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo che hanno causato grandi allagamenti e la morte di almeno 240 persone.

Solo negli ultimi 365 giorni, l‘Australia è stata flagellata da inedite catastrofi riconducibili all’influenza umana sul clima mondiale. Dalle alluvioni avvenute nel febbraio 2022 che hanno causato lo sfollamento di oltre 60.000 cittadini nella sola città di Sidney, alla devastazione nell’Australia sud-orientale inflitta dagli innumerevoli incendi, che hanno ridotto in cenere 16.800.000 ha di terreno. A tutto questo si aggiunge un dato allarmante: la rassegnazione alla convivenza con la siccità, che logora il sistema agricolo australiano da più di 5 anni ormai.

Generazione Z: in prima linea per l’emergenza climatica

Volenti o nolenti le nuove generazioni saranno quelle chiamate a far fronte e a subire le conseguenze del cambiamento climatico, gli effetti della crisi ambientale sono ormai evidenti: per occhi ormai disillusi potrebbero sembrare anche irreversibili.

Ma la collettività ha ancora una freccia al suo arco: la GenZ, i nati tra la fine degli anni ’90 e i primi anni ’10 del XXI secolo, la prima generazione a essere nata in concomitanza con il diffondersi dell’uso di internet, di conseguenza la più interconnessa.

Uno studio pubblicato dal Credit Suisse Research Institute (CSRI), basato sulle risposte di 10mila persone tra i 16 e i 40 anni in 10 Paesi, evidenzia come di questa generazione il 75% intende condurre una vita sostenibile e il 25% si muova per sensibilizzare i propri conoscenti sulle questioni ambientali, ormai priorità assoluta. Nell’anno della pandemia la produzione di plastica riciclata post consumo è aumentata del 12%, la quantità di rifiuti in plastica inviati agli impianti di riciclaggio è aumentata dell’8% e il tasso di riciclaggio è arrivato al 35%.

GenZ: tra iniziative ed eventi

Con pochissimi mezzi a loro disposizione, uno smartphone, l’acceso ai social e tanta perseveranza, i risultati di questa generazione, la “GenZ” sono molto rilevanti.

Basti pensare al movimento #FridayForFuture, una manifestazione spontanea nata, nel2015, da un singolo atto di protesta di una giovanissima ragazza svedese, Greta Thunberg, scontenta di una classe politica incapace o disinteressata a fronteggiare adeguatamente il problema. Il movimento ha raggiunto nell’arco di pochissimi mesi un’affluenza di portata globale, richiamando nelle più importanti città italiane milioni di ragazzi.

Emblematico anche il caso di Youth4climate 2021, evento che ha visto riunirsi lo scorso anno a Milano 400 ragazzi, principalmente della GenZ, provenienti da tutto il mondo, durante il quale si sono tenuti molti dibattiti, tra proposte e iniziative, concludendo la conferenza con la promessa che quello non sarebbe stato un addio e annunciando l’edizione 2022 a New York, in programma tra il 13 e il 27 settembre, durante l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

L’influenza di questa generazione sta acquisendo un ruolo chiave nella più grande battaglia della nostra storia, fondamentale per il raggiungimento dei grandi obbiettivi prefissati dall’ONU: la diminuzione del 40% dell’emissione di gas serra e l’incremento del 27% nell’utilizzo di fonti rinnovabili, obbiettivi stipulati nella “Agenda 2030”, un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU.

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Matteo Cardone

Nato a Torino istruito a Milano, ho frequentato l'Università degli studi di Milano nel corso di relazioni internazionali e istituzioni europee.studio per diventare esperto di geopolitica e relazioni internazionali.

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