Lasciamo al futuro un mare vivo e pulito è il claim della campagna in corso nei porti italiani per l’estate e per tutto il 2022. Partita da Ostia, è promossa dal CONOU – Consorzio Nazionale degli Oli Usati – con Assonat e Marevivo, promotore di progetti ricorrenti per tutelare e ripristinare gli ecosistemi marini. Continua la stagione delle iniziative itineranti lanciate da associazioni ambientaliste, in collaborazione con imprese e amministrazioni pubbliche.

Il destinatario e il beneficiario sono sempre il cittadino e l’ambiente. In questo caso, l’obiettivo è sensibilizzare il cittadino sui danni ambientali connessi al cattivo smaltimento degli oli lubrificanti usati delle imbarcazioni, i cosiddetti oli minerali.

A questo scopo, in tutti i porti coinvolti si trovano materiali informativi e serbatoi per il conferimento messi a disposizione dal CONOU, che garantisce il servizio di raccolta e recupero su tutto il territorio nazionale.

Oli minerali usati: quali rischi per il mare?

L’olio minerale esausto – come e più di altre sostanze derivanti dalle attività antropiche – rappresenta una fonte altissima di inquinamento, laddove sia smaltito in modo scorretto o usato impropriamente.

Basti pensare che i quattro litri sufficienti per un cambio olio dell’auto, dispersi in acqua, inquinano l’equivalente di sei piscine olimpioniche. Con lo sversamento, la superficie si ricopre di una pellicola impermeabile tossica per la fauna e la flora marine che mina la capacità di rilasciare ossigeno e riduce di oltre un terzo la velocità di evaporazione dell’acqua.

A estendere ulteriormente i danni ci pensano poi il tempo e gli agenti atmosferici, che rompono questo “velo” insalubre che penetra in profondità o, in prossimità alla costa, finisce su rocce e mare. 

Oli esausti vegetali e animali: grandi potenzialità

“Scusa, mi ricicli l’olio?” è il dossier scaricabile che EconomiaCircolare.com ha elaborato con Junker – nota app che facilita la raccolta differenziata – per fare il punto sullo stato del riciclo dell’olio vegetale e animale usato tra le mura domestiche (fritture, conserve e simili).

Secondo lo scorso rapporto di Italia del Riciclo, di cui vi abbiamo parlato in questo articolo, questi corrispondono al 62% del totale immesso al consumo in Italia (1,4 milioni di tonnellate), mentre gli oli prodotti dal settore professionale (tre quarti dalla ristorazione) il 38% e solo questo, tra le due categorie, è soggetto per legge al conferimento obbligatorio.

Il mercato complessivo è di 240/260 mila tonnellate annue, ma solo un terzo è conferito: il resto finisce nelle reti fognarie.

Ciò comporta costi maggiori su più fronti:

  • per la depurazione delle acque reflue, che si aggiungono alle sanzioni a cui siamo già sottoposti dall’UE per questo motivo
  • per l’importazione dall’estero di oli esausti per produrre biocarburanti

Infatti, tra i molteplici riutilizzi circolari, quello di additivo per produrre biocarburante è il più profittevole. A tal proposito, il CNR ha elaborato il processo one-pot, il cui brevetto è stato ceduto all’azienda siracusana ICS Group, con cui collabora per realizzarne un prototipo per la produzione industriale.

Le responsabilità dello scarso sfruttamento di questa risorsa però non sono solo dei cittadini. Da una parte manca la conoscenza di rete e modalità di raccolta e dall’altra, c’è il problema della prossimità: solo 1500 hotspot sul territorio italiano, 1 ogni 39 mila abitanti.

Soluzioni in tempi di crisi energetica

Sul fronte della sensibilizzazione sugli oli esausti, così come la campagna nei porti, per quelli di uso domestico ha contribuito Junker. La founder Noemi De Santis ha spiegato che con la diffusione di messaggi informativi in pillole e l’apporto significativo degli utenti per la geolocalizzazione, è stato possibile elaborare la prima mappatura ufficiale dei punti di raccolta. Inoltre, il sondaggio finale ha appurato una buona ricettività all’informazione svolta: su circa 7000 persone, l’84% ha risposto correttamente.

D’altro canto i risultati hanno evidenziato anche i limiti del sistema attuale, tra cui lo scarso presidio dei centri di raccolta; un aspetto sfruttato in larga parte dalle attività criminali che requisiscono illecitamente questi scarti preziosi per reimmetterli nel mercato attraverso la catena alimentare (es. mangimi animali).

Per contrastare il fenomeno, grazie al Conoe è nato lo scorso maggio uno “sportello legalità”, contattabile al numero verde 800 210 005, per fornire assistenza legale gratuita alle imprese vittime di furti o estorsioni.

Roberta Nutricati

Roberta Nutricati

Laureata in Lettere Moderne e in Relazioni Internazionali. Un master in Europrogettazione e il riconoscimento alla Camera dei Deputati come Professionista Accreditata presso la Fondazione Italia-USA. Scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare pubblicista.

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