L’antropologia è la scienza che, attraverso lo studio e il confronto tra lingue, tradizioni e culture analizza l’uomo e la società, fornendo risposte alle domande (anche più banali) che ci permettono di progredire come specie. Irene Borgna rappresenta alla perfezione la figura dell’antropologa alpina. È autrice di articoli, libri a tema montagna e ambiente “per lenire il suo senso di inutilità nei confronti della crisi climatica” e lavora come responsabile del servizio di educazione ambientale delle Aree Protette Alpi Marittime in Piemonte, ancora poco impattate dall’inquinamento luminoso.

A riveder le stelle nei “Cieli Neri” d’Europa: dal viaggio alla genesi del libro

Qualche anno fa Irene è partita con il suo compagno ed il suo cane per un viaggio in camper nei luoghi più remoti d’Europa con l’idea di voler evitare la folla e la ressa delle località con overtourism. Durante questo tour insolito si è accorta che i cieli bui erano sempre meno e che riuscire ad ammirare la Via Lattea era un miraggio. Inizia a farsi domande su chi ci ha rubato la notte, chi paga per le stelle scomparse e sull’impatto dell’inquinamento luminoso sull’uomo e sugli animali.

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“L’inquinamento luminoso viene spesso considerato “di serie b”, un “male minore” che ha come conseguenza solo quella di interferire con le osservazioni di un manipolo di astrofili nerd e di quattro astronomi chiusi nei loro osservatori”, afferma l’antropologa alpina.

Invece l’eccesso di luce artificiale è impattante sotto diversi punti di vista. “Fa male alle tasche, alla nostra salute, alle specie animali e vegetali che hanno bisogno della notte buia per sopravvivere”. Per Irene Borgna il primo passo per ridurre i danni derivanti dall’inquinamento luminoso è la presa di coscienza.

“C’è bisogno di far crescere il numero dei sostenitori delle notti intatte per riconquistare le stelle e scrivere “Cieli neri” era uno dei modi per farlo. È un ibrido fra un libro di viaggio, un saggio e una narrazione di formazione. È il diario di un itinerario reale attraverso l’Europa, ma anche un viaggio teorico fra scienza e letteratura alla scoperta del buio, della sua bellezza e della sua importanza”, ci racconta Borgna.

inquinamento luminoso

Cosa stanno facendo i governi per ridurre l’inquinamento luminoso

Nonostante si parli ancora poco di inquinamento luminoso, alcuni Paesi hanno adottato delle soluzioni per ridurlo.

Prendere provvedimenti è necessario perché in gioco ci sono l’ambiente e la sopravvivenza di migliaia di specie (come gli insetti impollinatori) che – come ricorda l’antropologa alpina – senza il buio non riuscirebbero né a nutrirsi né a riprodursi. Ma anche il risparmio energetico, la diminuzione delle emissioni di gas serra e la nostra salute.  Infatti, nell’inchiesta sull’inquinamento luminoso di buonenotizie.it, abbiamo evidenziato che l’eccesso di luce artificiale è tra le principali cause dell’aumento dei disturbi del sonno.

Nel 2012 l’Associazione Cielo Buio ha denunciato con una lettera i guasti dell’illuminazione pubblica italiana, sprecona e fatta male e proposto delle soluzioni illuminotecniche concrete ma non ancora messe a punto. Irene Borgna sottolinea come in quasi tutte le regioni italiane ci siano già delle leggi per contrastare l’inquinamento luminoso, ma che non sempre rispettiamo.

Quella approvata nel 2000 in Lombardia è stata utilizzata come modello in molti Paesi europei, Repubblica Ceca, Slovenia, Cile e Francia, dove dal 2018 è in vigore una legge nazionale che prevede l’abbassamento o lo spegnimento delle luci non necessarie nelle ore centrali della notte.

Oggi in Europa sono molti i Paesi che si stanno muovendo per ridurre l’inquinamento luminoso, spinti soprattutto da motivazioni economiche ed ecologiche.

In Italia la principale organizzazione per la tutela del cielo notturno è l’Associazione Cielo Buio, che riunisce non solo astrofili e astronomi, ma anche naturalisti e cittadini. Non possiamo disinteressarci alla notte, la tutela di un cielo buio ed integro riguarda ciascuno di noi. Irene Borgna ci tiene a ricordare che sul sito dell’associazione si trovano tutte le informazioni disponibili sulla normativa legata all’inquinamento luminoso oltre a moltissimi contenuti interessanti e spunti concreti per “passare all’azione”.

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Mariarita Persichetti

Laureata in Management con una tesi in marketing territoriale. Viaggio, scrivo, fotografo e degusto formaggi. Su Buonenotizie.it parlo di progetti sostenibili e innovativi nel turismo, cultura gastronomica e mondo. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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