Secondo il rapporto “Civico 5.0: Vivere in Classe A” di Legambiente, l’Italia sarebbe ancora in ritardo rispetto alla riqualificazione edilizia, promossa dalla direttiva europea Casa Green: su 12 milioni di patrimonio abitativo ne è stato riqualificato, attraverso il superbonus, solo il 3,1%. Sono in aumento invece del +10%, rispetto al 2021, gli immobili di nuova costruzione rientranti nelle prime due classi energetiche (A e B), quindi a ridottissimo spreco energetico. 

La direttiva casa green: raggiungere emissioni zero entro il 2050

Con la direttiva casa green si vuole ridurre del 55% entro il 2030 le emissioni nocive rispetto ai livelli del 1990 e raggiungere le emissioni zero entro il 2050. Il testo prevede che tutti i nuovi edifici dovranno essere a zero emissioni a partire dal 2028, mentre quelli esistenti dovranno raggiungere la classe energetica E entro il 1° gennaio 2030 e D entro il 2033. Per il riscaldamento si prevede il divieto di utilizzo di combustibili fossili entro il 2035 e l’abolizione di sussidi per l’installazione di boiler a combustibili fossili entro il 2024.

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«Gli edifici sono il settore più energivoro in Europa. Consumano il 40% dell’energia e generano il 36% delle emissioni di gas ad effetto serra» afferma Kadri Simson, Commissaria per l’Energia dell’Ue. Inoltre, gli immobili meno efficienti consumano dieci volte più energia di quelli nuovi o ristrutturati correttamente. Ammodernare gli attuali immobili secondo la direttiva casa green garantirebbe un notevole risparmio economico ed ambientale. 

Casa green: adeguamenti energetici lenti ma cresce l’interesse degli italiani

L’Italia è ancora in ritardo rispetto agli obiettivi dalla direttiva europea per quanto riguarda la costruzione di case green. Secondo i dati dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA), nel 2020 solo il 3,3% del parco edilizio residenziale italiano era classificato come “classe A”, ovvero con il massimo livello di efficienza energetica. Ciò significa che la maggior parte degli edifici in Italia sono ancora molto inefficiente dal punto di vista energetico, con conseguente impatto negativo sull’ambiente e sui costi energetici per i cittadini. Il 53,7% delle abitazioni italiane, ha più di 50 anni (risulta costruito prima del 1970); un ulteriore 31% è stato edificato nel ventennio successivo (1971-1990) ed il 7,4% nel periodo 1991-2000. Meno dell’8% nell’ultimo ventennio.

Dal report dell’Osservatorio Immobiliare Nazionale Fiaip realizzato in collaborazione con ENEA e I-Com (Istituto per la Competitività) è emerso che il 70% degli immobili di recente realizzazione sono nelle prime due classi energetiche (A e B), il 10% in più rispetto al 2021. L’analisi, condotta sui consumatori e gli agenti immobiliari, ha rilevato che la classe energetica di un immobile incide tantissimo sulle scelte di acquisto e che il Superbonus110% ha incentivato enormemente i comportamenti virtuosi. «Cresce il desiderio degli italiani di possedere una casa più efficientata energeticamente – spiega Gian Battista Baccarini, Presidente Nazionale Fiaip – così come cresce la consapevolezza dell’importanza di acquistare un immobile meno energivoro confermando il graduale, seppur lento, processo di transizione immobiliare green agevolato in maniera decisiva dagli incentivi fiscali e dai rincari energetici».

Monitoraggio, promozione e iniziative private: il progetto LifeClimAction e Iren Smart Solutions

Legambiente auspica un maggiore impegno del governo nel sostenere le politiche di adeguamento energetico degli edifici che possano essere anche concrete azioni di welfare. Non solo case green ma sostenibilità a 360°. «Gli ingredienti ci sono tutti: un grande numero di edifici a disposizione, tecnologie e competenze e una grande disponibilità, non economica, delle famiglie agli interventi» – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente.

Il progetto Life ClimAction, promosso da Legambiente, è impegnato per contrastare il cambiamento climatico a livello locale, coinvolgendo 11 partner da 8 paesi con un budget di oltre 5 milioni di euro in quattro anni. Le azioni previste includono l’implementazione di tecnologie innovative per la produzione di energia rinnovabile, l’efficientamento energetico degli edifici, la mobilità sostenibile e pratiche agricole sostenibili. Concretamente ci sono aziende come il Gruppo Iren Smart Solutions che stanno operando nella fornitura di soluzioni smart innovative per ridurre l’impatto ambientale e migliorare l’efficienza energetica e la riqualificazione energetica. 

Ad oggi – secondo i dati calcolati dall’azienda – tramite i lavori di adeguamento e riqualificazione edilizia sono riusciti ad ottenere un risparmio di 2.916 tep, l’obiettivo è di raggiungere al 2030 i 700.000 tep di energia risparmiata. Il TEP (Tonnellate Equivalenti Petrolio) è un’unità di misura di energia usata sopratuttonei bilanci energetici poiché permette di calcolare comulativamente i consumi enegertici primari (energia elettrica, energia termina, ecc) con una sola unità di misura. In termini di equivalenze un tep corrisponde a circa 5.300 kWh elettrici, 11.700 kWh termici e 1.200 m3 di gas naturale.

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Vittorio Palmieri

Napoletano. Emigrato nell'entroterra irpino-sannita, in controtendenza con l'emorragia dei paesi interni verso la vita metropolitana. Ignoto poeta "prestato alla burocrazia". Nell’entroterra segue percorsi sociali con enti del terzo settore. Ha collaborato ad un progetto di agricoltura sociale con le Associazioni Irpine “Ecopotea Aps” e “Al Centro dei Ragazzi Odv”. Nell’ultimo anno fonda Introterra Aps, nata con lo scopo di rivalutare e riscoprire l'entroterra campano, e con la quale rileva un progetto giornalistico editoriale decennale "bMagazine.it" e fonda l'etichetta "Introterra Edizioni"Aspirante giornalista pubblicista, scrivo per Buonenotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista

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