Il suolo, inteso come terreno agricolo, rappresenta la base per l’alimentazione e il benessere dell’uomo. Infatti sostiene la produzione di cibo sano, la purificazione dell’acqua, il riciclo delle sostanze organiche, la regolazione dei gas serra e del clima. La biodiversità ha un ruolo determinante nel promuovere la produzione alimentare salvaguardando l’ecosistema. Spesso però una gestione non adeguata, attraverso l’utilizzo eccessivo di pesticidi e fertilizzanti chimici delle aree nelle colture, può danneggiare l’ambiente.

A tale proposito, sulla questione della salvaguardia del suolo, è intervenuta anche l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), affermando che la biodiversità del suolo è indispensabile non solo per la sicurezza alimentare, ma anche per gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile previsti dall’Agenda 2030.

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Biodiversità del suolo: fondamentale per la sostenibilità

La Fao (Food and Agriculture Organization of the United Nations), l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’agricoltura e l’alimentazione, in occasione della pubblicazione del primo rapporto dell’ONU sulla materia intitolato “Lo stato delle conoscenze sulla biodiversità del suolo”, ha dichiarato che la tutela della biodiversità è una delle azioni più urgenti che l’ecosistema ci chiede in questo momento ma, considerando nello specifico la biodiversità del suolo, non ha ancora ricevuto l’attenzione che merita.

Secondo il documento, si dovrebbe tenere in considerazione l’importanza del fattore suolo quando si pianificano interventi per lo sviluppo sostenibile. Il suolo, infatti, è popolato da organismi che hanno un ruolo decisivo nel favorire la produzione alimentare, proteggere la salute umana, contrastare l’inquinamento e i cambiamenti climatici. Attualmente, però, il ruolo di questi organismi è sottovalutato: si registra, infatti, un declino nella salute dei suoli.

Il suolo svolge un ruolo centrale come habitat e patrimonio genetico in quanto ospita il 25% della biodiversità mondiale, fornisce servizi legati all’ecosistema fondamentali per le comunità locali e nel panorama mondiale, contribuisce a prevenire siccità e inondazioni rivestendo un ruolo essenziale per il ciclo dell’acqua, in quanto suoli sani, con un livello di sostanza organica elevato, favoriscono maggiormente il sistema idrico e contribuiscono anche all’adattamento ai cambiamenti climatici.

Biodiversità del suolo: cos'è e perché è importante salvaguardarla

Coltivazione di terreni agricoli

I benefici del suolo e le minacce alla biodiversità

Il rapporto della Fao definisce “biodiversità del suolo” sia la varietà di forme di vita che si sviluppano sotto la superficie del terreno, a partire da geni e specie fino alle comunità che essi formano, sia i complessi ecologici a cui tali varietà contribuiscono e appartengono, dai microhabitat del suolo a interi paesaggi. I benefici che la biodiversità del suolo offre all’agricoltura e alla sicurezza alimentare sono diversi: i microrganismi del suolo, per esempio, trasformano i composti organici e inorganici rilasciando sostanze che le piante possono usare come fonte di nutrimento; sempre i microrganismi contribuiscono al sequestro di carbonio, quindi alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.

Ma la biodiversità del suolo è minacciata dalle attività dell’uomo, tra cui l’urbanizzazione, la deforestazione, l’agricoltura intensiva, l’uso di prodotti chimici sulle coltivazioni, l’inquinamento, i cambiamenti climatici e gli eventi calamitosi.

La salvaguardia del suolo è di primaria importanza per la popolazione: il 95% del cibo di tutto il mondo deriva, direttamente o indirettamente, dal terreno. Se la domanda di prodotti agricoli continuasse a crescere agli attuali ritmi, nel 2050 la Terra richiederebbe un’area agricola aggiuntiva pari alla somma della superficie del Brasile e dell’India. Una politica sostenibile dei suoli agricoli, secondo la Fao, potrebbe invece aumentare la produzione di cibo fino al 58%.

Le possibili soluzioni per tutelare il suolo

Il suolo, più comunemente definito terreno, è formato da particelle minerali, organismi viventi, sostanze organiche in decomposizione, aria e acqua: queste componenti reagiscono tra loro generando una varietà di suoli che presenti in natura. Il suo spessore varia da pochi centimetri ad alcuni metri. Il suolo è formato da tanti elementi che lo rendono un sistema complesso che ha bisogno di essere conservato per mantenere l’equilibrio utile per svolgere i suoi numerosi ruoli.

Per questo lo scopo non può essere la massimizzazione delle produzioni agricole, ma la pianificazione della produttività sul lungo periodo, attraverso l’impiego di pratiche agroecologiche che ad esempio limitino le monocolture, un tipo di produzione agricola intensiva di una sola specie agricola per ottenere il massimo profitto.

Al contrario, per proteggere la biodiversità del suolo occorre preferire la coltivazione di varietà locali,  per cui l’uso di sostanze chimiche è ridotto o assente a favore di fertilizzanti organici che riducono o eliminano le arature profonde. Inoltre un maggiore controllo sull’utilizzo dei parassiti e infestanti, preferendo colture che riducano al minimo l’utilizzo di sostanze chimiche di sintesi, come gli antiparassitari.

L’agroecologia combina la necessità della produzione agricola con il criterio della preservazione dell’ambiente con l’obiettivo di diminuire l’utilizzo di fertilizzanti chimici per garantire così maggiore produttività e variabilità delle colture.

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Elisabetta Majocchi

Elisabetta Majocchi, laureata in Informazione ed Editoria ho collaborato con testate scrivendo di cultura, costume e società. Appassionata di attualità, politica e sostenibilità, oggi scrivo per BuoneNotizie.it grazie al Laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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