Il 20 giugno 2023 LifeGate, società benefit italiana, ha ufficializzato la nascita della Water Defenders Alliance. Il progetto è stato sviluppato a partire dall’esperienza di cinque anni di LifeGate Plasticless, che ha permesso all’azienda di maturare una conoscenza profonda dei grandi problemi delle nostre acque, tra cui lo sversamento di idrocarburi nelle acque del Mar Mediterraneo.

Grazie al lavoro a fianco di università ed enti di ricerca, LifeGate ha approfondito il tema dell’inquinamento delle acque. Ad oggi, i rischi maggiori per uno degli hotspot di biodiversità più grandi al mondo sono l’inquinamento da plastiche, lo sversamento di idrocarburi nelle acque e la fragilità degli ecosistemi del mar Mediterraneo. Per affrontare questi problemi, Water Defenders Alliance punta a coinvolgere le aziende, perché si facciano promotrici di un cambiamento culturale, normativo, ma anche economico.

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FoamFlex200, la spugna che assorbe gli idrocarburi nelle acque

Nell’intervista rilasciata a BuoneNotizie, Lajal Andreoletti di LifeGate che “per quanto riguarda lo sversamento accidentale di idrocarburi nelle acque, abbiamo scoperto dei vuoti normativi clamorosi, sui quali abbiamo l’ambizione di intervenire, da una parte con la prevenzione e dall’altra con delle soluzioni concrete. Il ministero dell’Ambiente italiano monitora i dati sullo sversamento grazie a Ispra. Secondo questi dati ogni anno vengono sversate 600.000 tonnellate di petrolio nel mar Mediterraneo. Si tratta di sversamenti legati principalmente a incidenti ambientali o avarie di grandi imbarcazioni. Non si è mai pensato però di considerare parte di questo problema anche le singole macchie, gocce nere che entrano nei nostri mari, soprattutto per le piccole e medie imbarcazioni che si muovono durante la stagione turistica.

Infatti, anche quando si fa rifornimento, manutenzione o si puliscono le acque di sentina delle imbarcazioni e dei pescherecci di piccole dimensioni, si possono provocare quasi automaticamente degli sversamenti accidentali. Il fenomeno è spesso visibile sotto forma di iridescenza nell’acqua. Questo è un piccolo sintomo dell’inquinamento chimico, che ha un impatto diretto sulla vita marina, ma anche un effetto di soffocamento, perché impedisce lo scambio di ossigeno tra acqua e atmosfera.

Nel contesto di LifeGate PlasticLess, l’azienda sperimenta e migliora da cinque anni alcune tecnologie mangiaplastica come Trash Collec’Thor, Pixie Drone e Seabin. Per contrastare il problema degli sversamenti di idrocarburi nelle acque, di cui si occuperà attraverso Water Defenders Alliance, la tecnologia più adatta è un brevetto italiano. T1 Solutions è un’azienda che svolge attività di ricerca scientifica, sviluppo tecnologico e sperimentazione di prodotti innovativi per i disastri petroliferi. L’azienda ha realizzato FoamFlex200, una spugna idrorepellente capace di catturare e stoccare fino al 100% degli idrocarburi nelle acque, che può essere riutilizzata fino a 200 volte.

Idrocarburi nelle acque del mar Mediterraneo, le aziende offrono una soluzione

credits by LifeGate

Per coordinare soggetti e azioni è nata Water Defenders Alliance

“Water Defenders Alliance era presente nella nostra testa già alla nascita di LifeGate PlasticLess. Ma mettere insieme, approfondire e avere dati aggiornati è stato un processo che ha preso del tempo. Affrontiamo i nostri progetti con serietà, e per questo non lanciamo una cosa senza averla validata o senza averne esplorato tutte le angolature. Inoltre volevamo offrire riscontri pratici a chiunque si sarebbe rivolto alla nostra iniziativa anche per contrastare l’inquinamento da idrocarburi nelle acque. Per questo è stato importante poter sperimentare anche le varie soluzioni più innovative da un punto di vista tecnologico”, dice Andreoletti.

Water Defenders Alliance è un’alleanza ampia di più soggetti. LifeGate è promotrice e regista del progetto e i porti sono il punto naturale di contatto tra le persone e l’acqua. Con questo progetto l’azienda punta a coinvolgere cittadini, turisti, aziende e diportisti perché acquisiscano atteggiamenti sempre più virtuosi e perché partecipino alle soluzioni proposte dal progetto. In tal senso, la rete permette a chiunque di candidarsi per farne parte, per raggiungere in modo capillare quante più zone dell’Italia.

Sul Mediterraneo si affacciano molti Paesi, ma LifeGate crede che il cambiamento possa partire dall’Italia.  L’Italia è il cuore del Mediterraneo e dovrebbe essere il Paese che rappresenta l’eccellenza sulla ricerca e sulle innovazioni, in merito alle soluzioni relative alla salute del nostro mare”.

Lajal racconta che per questo l’alleanza guarda al mondo della ricerca e delle università, perché “abbiamo scoperto quanto anche la ricerca in Italia sia un ecosistema fragile. Water Defenders Alliance vuole supportare in tal senso questo ambito, dove molto spesso scopriamo che le soluzioni ci sono, ma non sono né conosciute ne condivise né accessibili”.

Aziende al fianco dei cittadini per difendere il mar Mediterraneo

La presenza di aziende Water Defender è un aspetto cruciale del progetto. LifeGate è infatti consapevole che il ruolo delle aziende al fianco dei cittadini possa innescare un cambiamento culturale importante. In tal senso “le aziende sono fondamentali. Queste ci permettono, anche finanziando le varie soluzioni di contrasto all’inquinamento da plastiche e da idrocarburi nelle acque e di ristorazione degli habitat, di metterle a terra, di generare quell’impatto concreto misurabile, science based e visibile”.

Inoltre, per promuovere un cambiamento culturale, è necessario dare la possibilità di cambiare e impegnarsi in un percorso virtuoso proprio alle aziende che nel tempo non hanno mostrato attenzione alla sostenibilità. Lajal sottolinea comunque che “per noi il punto fondamentale è la coerenza verso gli obiettivi, per la quale abbiamo detto tanti no nella nostra vita. Partecipare a un progetto come questo significa generare un impatto concreto e quindi ben vengano le aziende che sono disposte ad evolversi rispetto a questo.

Chiunque possieda o noleggi una barca, dai piccoli diportisti ai pescatori, può candidarsi ad avere il kit per la raccolta di idrocarburi. Inoltre le persone potranno scaricare e usare le APP di Citizen Science per supportare la ricerca. Con Water Defenders Alliance LifeGate intende inoltre lanciare prossimamente anche alcune petizioni. Sottoscrivendole, aziende, porti, istituzioni e cittadini potranno prendersi cura attivamente del mar Mediterraneo.

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Giovanni Beber

Giovanni Beber. Studio Filosofia e Linguaggi della Modernità presso l'Università di Trento e sono il responsabile della comunicazione di un centro giovanile a Rovereto. Collaboro con alcuni blog e riviste. Mi occupo di sostenibilità, ambientale e sociale e di economia e sviluppo.

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