La sostenibilità urbana è un paradigma chiave nella pianificazione e nello sviluppo delle città del futuro, che mira a creare ambienti equilibrati ed efficienti dal punto di vista sociale, economico e ambientale. Come riportato dal Corriere della Sera, per l’appunto, in quel di Torino la transizione ecologica è una priorità assoluta, di fronte a sfide come l’urbanizzazione rapida, l’inquinamento, l’uso inefficiente delle risorse e il cambiamento climatico. La sostenibilità urbana del capoluogo piemontese presenterà ulteriori novità nei mesi avvenire, le quali si aggiungeranno ad edifici già iconici per la salvaguardia dell’ambiente, come il Green Pea. Scopriamo nel dettaglio i progetti e le idee all’ombra della Mole, spunti potenziali per tutto il panorama nazionale ed internazionale.

Sostenibilità urbana: la comunità energetica di Iren

Via Cirié: questo l’indirizzo che potrebbe fare la storia della sostenibilità urbana italiana. Iren, società fornitrice di energia elettrica, gas naturale, prodotti e servizi a privati, aziende ed enti pubblici, ha infatti ultimato la casa della prima comunità energetica italiana. L’obiettivo in vista è la riduzione di 10 tonnellate di emissioni di CO2, congiuntamente all’ottimizzazione dei costi, in un ambizioso arco di tempo di soli sei anni. Questo progetto rappresenta uno dei primi risultati concreti provenienti dall’organizzazione interna del gruppo, il quale vanta un portafoglio di circa 80 progetti, ognuno dei quali si concentra interamente sulla promozione e l’implementazione di fonti energetiche rinnovabili.

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Ma come funziona una comunità energetica? Si parla di un modello collaborativo, in cui i partecipanti locali condividono risorse energetiche rinnovabili e tecnologie di produzione, distribuzione e gestione dell’energia. I dati sono centrali per il funzionamento di una comunità energetica, consentendo il monitoraggio e la gestione ottimale delle risorse. Dal punto di vista della sostenibilità, le comunità energetiche riducono le emissioni di gas serra attraverso l’uso di fonti rinnovabili e la condivisione di energia in modo efficiente.

Gli esempi pratici includono comunità solari che condividono l’energia prodotta dai pannelli solari tra i partecipanti, reti intelligenti che bilanciano la domanda e l’offerta locale di energia e comunità che sfruttano l’energia da biomasse o eolico. In Europa, progetti come quello a Feldheim, in Germania, hanno creato comunità energetiche basate su energia eolica e solare, riducendo i costi e le emissioni. In Danimarca, il progetto Sonderborg per la sostenibilità urbana è incentrato sulla riduzione dei consumi energetici in una comunità attraverso la collaborazione tra residenti, aziende e autorità locali.

Torino e il modello Green Pea

Oltre ai cittadini, l’idea nel medio-lungo termine riguarderà anche le PMI, considerato l’ottimo modello del già presente Green Pea. Tale impianto è un innovativo centro commerciale situato in Via Ermanno Fenoglietti, che si distingue per la sua forte focalizzazione sulla sostenibilità e sull’ecologia. Inaugurato nel 2021, Green Pea rappresenta un esempio di architettura ecosostenibile e di design orientato all’ambiente.

L’edificio è stato progettato con materiali a basso impatto ambientale e presenta un’architettura bioclimatica che massimizza l’efficienza energetica. È dotato di tecnologie avanzate per il controllo e la gestione intelligente degli impianti, come illuminazione e riscaldamento, al fine di minimizzare i consumi energetici. Inoltre, ospita una varietà di negozi che offrono prodotti e servizi a ridotto impatto ambientale, promuovendo lo stile di vita sostenibile. Il centro commerciale dimostra come le pratiche commerciali e la consapevolezza ambientale possano convergere in una sostenibilità urbana ottima anche per i consumatori.

Sostenibilità urbana, mobilità e marciapiedi

Ultimo, ma per niente meno importante, il focus su mobilità e marciapiedi. Per quanto riguarda la prima, i due progetti in questione sono Maas4Italy e Living Lab To Move, entrambi finanziati da oltre 10 milioni di euro per poter sperimentare senza limiti. Riguardo i marciapiedi, invece, sono già in corso i lavori in diverse zone per una totale conversione alla permeabilità. I marciapiedi permeabili rappresentano un elemento chiave nella progettazione della sostenibilità urbana.

Questi marciapiedi sono realizzati con materiali che consentono all’acqua piovana di infiltrarsi nel terreno anziché raccogliersi superficialmente. In primo luogo, la sostenibilità urbana ne trae vantaggio dal minor carico sul sistema fognario, prevenendo il ristagno dell’acqua piovana e il potenziale rischio di inondazioni. Ciò aiuta a preservare la qualità dell’acqua, poiché l’acqua piovana può essere filtrata naturalmente attraverso il suolo anziché portare con sé inquinanti superficiali nelle vie d’acqua, oltre ad abbassare il calore rilasciato.

In conclusione, Torino ha dimostrato la propria intraprendenza nel favorire una sostenibilità urbana presente e futura. Lo Stivale, d’altronde, sta già compiendo passi da gigante in avanti, motivo per cui il capoluogo piemontese potrebbe risultare pioneristico nel concretizzare un Bel Paese più verde ed ecologico.

Dati indicano che oltre il 70% della popolazione vive in aree urbane, rendendo cruciale la pianificazione sostenibile. Iniziative come piani di mobilità sostenibile, riqualificazione degli spazi urbani e promozione delle energie rinnovabili stanno prendendo piede. All’Italia, quindi, non resta che continuare ad adottare politiche e progetti per raggiungere città più verdi, resilienti ed efficienti, in sintonia con gli obiettivi globali di sviluppo sostenibile.

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Francesco Cretella

Innamorato della comunicazione in ogni sua forma, specialmente se cinematografica e sportiva. Scrivo per passione e ambizione, rifacendomi ai sei elementi più importanti dell'umanità: chi, cosa, quando, dove, come e perché.

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