Colmare il gender gap nelle aziende è uno degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile stabiliti dalle Nazioni Unite. Precisamente, si intende raggiungere l’uguaglianza di genere e l’autodeterminazione di tutte le donne e ragazze.

Per supportare il raggiungimento di questo obiettivo, la finanza ha approntato e messo a disposizione alcuni strumenti.

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Il gender gap attuale

Per colmare il gender gap nel mondo del lavoro, secondo le Nazioni Unite occorreranno 140 anni per raggiungere la piena parità nel management delle aziende e 257 anni per colmare il divario salariale. I passi avanti sono costanti ma il contesto si modifica ancora lentamente.

Questi tempi possono essere accorciati, ma è necessario un cambio di passo e nuovi investimenti. Le istituzioni stanno cercando di stimolare il cambiamento attraverso obblighi e incentivi. Si rende necessario però un comportamento proattivo da parte delle aziende e un più robusto sostegno economico da parte degli Stati.

Fondi di investimento per la parità di genere

Colmare il gender gap è uno degli obiettivi principali di particolari fondi di investimento. I fondi di investimento sono prodotti finanziari che consentono di investire il proprio denaro attraverso la partecipazione a un patrimonio collettivo. Il gestore del fondo decide come utilizzare le quote che riceve, stabilendo il livello di rischio e selezionando i titoli da acquistare con il patrimonio comune.

Nel tempo, i fondi hanno visto crescere il desiderio degli investitori di fare profitto in maniera sostenibile e responsabile. I gestori dei fondi spesso tengono conto anche dei criteri ESG.

Alcuni gestori hanno deciso di creare dei fondi femministi. Sono tali perché investono solo in organizzazioni e movimenti che supportano le donne e il loro empowerment. Solitamente, hanno un occhio di riguardo anche per i gruppi marginalizzati.

Questo tipo di fondi si è riunito in una grande rete internazionale, denominata Prospera, per coordinarsi e rafforzare la propria efficacia.

Gender bond: un nuovo strumento per colmare il gender gap

Di recente sono stati ideati i gender bond: un nuovo strumento per finanziare progetti di riduzione del gender gap.

Si tratta di obbligazioni emesse da Stati o società per finanziare specifici progetti di empowerment femminile. Ogni investitore può prestare del denaro all’ente emittente, il quale lo utilizzerà per un certo progetto e ne pagherà gli interessi.

Per esempio, NMB Bank in Tanzania ha finanziato circa duemila piccole imprenditrici. L’Andalusia, in Spagna, ha pagato l’assistenza legale alle vittime di violenza di genere. Gender bond sono stati emessi anche dal Messico e dalla Bank of Asia in Kirghizistan.

L’idea di emettere dei titoli di prestito per sostenere dei progetti di sostenibilità non è nuova. Da tempo sono acquistabili i green bond, incentrati sull’ambiente. Nel tempo sono stati emessi social bond e i sustainability-linked bond. Il gender gap già faceva parte degli obiettivi di alcuni di questi strumenti, ma il gender bond lo assume come scopo primario e unico della propria raccolta di denaro.

Quella dei gender bond è ancora una nicchia, ma dalle potenzialità interessanti. UN Women, l’agenzia dell’ONU che si occupa di gender gap, stima che ne siano stati già emessi più di 50 diversi titoli finanziari di questo tipo e molti di più ce ne si aspettano in futuro.

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Giovanni Pigozzo

Nei modi più vari mi sono sempre occupato di quel che succede nel mondo del Lavoro. Analizzo come è fatta e come evolve l'attività umana che più di tutte occupa le nostre giornate. Aspirante giornalista pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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