Il sindaco di Londra Sadiq Khan, laburista e ambientalista, ha esteso la già esistente Zona a Traffico Limitato del centro di Londra a tutti i distretti periferici. Nel sito ufficiale del Governo londinese si legge infatti che il maggior numero di decessi legati all’inquinamento dell’aria si verifica nelle zone periferiche di Londra.

Ad oggi la ZTL (ULEZ – Ultra Low Emission Zone) che copre l’area metropolitana di Londra risulta la più grande del mondo, con un’area di mille chilometri quadrati e con un impatto su 9 milioni di persone.

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I dati: aumentano le malattie legate all’inquinamento atmosferico

Dall’ultima ricerca effettuata dal dipartimento di medicina dell’Imperial College London, università classificata sesta tra le migliori al mondo, è risultato che circa 4mila londinesi sono morti prematuramente negli ultimi tre anni a causa dell’inquinamento dell’aria. Inoltre, sul sito ufficiale del Governo si legge: “Su quattro cittadini ricoverati ogni giorno in ospedale a causa dell’inquinamento dell’aria, uno è un bambino. I problemi di salute sono principalmente legati a malattie polmonari, all’asma e al cancro, ma anche agli attacchi di cuore e, per le persone anziane, ad un maggior rischio di demenza.”

L’allargamento della ZTL, sostiene il sindaco, è quindi la necessaria conseguenza dei recenti studi statistici che hanno evidenziato che più di due terzi delle persone che sono affette da malattie legate all’inquinamento atmosferico vivono nella periferia di Londra. Saranno questi, quindi, i primi a beneficiare dell’aria pulita grazie all’ampliamento del provvedimento.

Le contestazioni dei londinesi

Il primo progetto della ZTL, iniziato nel 2019, copriva solo la zona Central London. Nel 2021 l’area è stata allargata includendo la Inner London che conta 3 milioni di abitanti. Quindi, ad agosto 2023, si è stesa alle periferie.

La zona comprende tutti i 32 municipi della capitale, incluso l’aeroporto di Heathrow. Nell’area così circoscritta potranno circolare solo i veicoli Euro4 (se a benzina) o Euro6 (se a Diesel). Attiva 7 giorni su 7 e 24 ore al giorno, la zona sarà aperta solo il 25 dicembre. I veicoli inquinanti a benzina immatricolati prima del 2006 e quelli diesel prima del 2005 per accedere nella zona a traffico limitato dovranno pagare una tariffa giornaliera di 12,50 sterline (circa 14,50 euro).

Molti londinesi hanno protestato. Per i manifestanti la ZTL colpisce maggiormente le persone economicamente svantaggiate. I lavoratori che vivono fuori zona, ma lavorano in centro, denunciano che non possono comprarsi un’auto nuova, anche se sono stati predisposti incentivi alla rottamazione. Inoltre, denunciano che dovranno alzarsi due ore prima la mattina per andare al lavoro con i mezzi pubblici, affermando infine che “anche l’aria che si respira in metropolitana è inquinata“.

I contestatori al provvedimento “imposto” dal sindaco hanno posizionato di fronte al Parlamento di Westminster una bara, metafora del funerale alla democrazia britannica, richiedendo una consultazione popolare referendaria. 

Le rivolte più accanite sono state quelle dei cittadini che, ad oggi, hanno messo fuori uso, vandalizzato e rubato ben 510 telecamere predisposte in funzione delle multe.

Gli elettori di destra appoggiati da parlamentari conservatori hanno proposto un’istanza di costituzionalità all’Alta Corte –High Court- che l’ha rigettataAnche il Premier, il conservatore Rishi Sunak, si è schierato con i protestanti dichiarando: “Non è il momento giusto per introdurla in quanto al momento le famiglie stanno affrontando molte sfide a causa dell’aumento dei prezzi dovuto all’alta inflazione.”

I sindaci ambientalisti del mondo riuniti a New York nel C40

Il sindaco “verde” londinese Sadiq Khan non demorde, pur consapevole che il divieto è impopolare e penalizzerà il voto alle prossime elezioni. Lo ha anche ribadito questa settimana a New York. Nella città americana si svolge la conferenza sul cambiamento climatico indetta dal gruppo C40, la rete globale dei sindaci delle principali città del mondo – 700 milioni di abitanti – uniti nell’affrontare la crisi climatica.

Alla conferenza il sindaco ambientalista ha spiegato che “i londinesi vanno informati scientificamente sull’ambiente inquinato e sulle conseguenti crisi sanitarie. Solo con la corretta informazione i cittadini potranno accettare la limitazione loro imposta.

A chi protesta, il sindaco di Londra, spostando il dibattito sui vantaggi, risponde: “Sono dalla parte giusta della storia. Milioni di  londinesi respireranno finalmente un’aria migliore. L’aria pulita è un diritto”. E i risultati già ci sono. L’inquinamento nel centro di Londra si è ridotto del 46% e nelle periferie del 20%. Per il primo anno di ampliamento della ZTL sono stimate 27mila tonnellate in meno di Co2.

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Lucia Massi

Avvocata, assistente universitaria in U.S.A., interprete del tribunale di Roma e promotrice di cultura italiana presso la F.A.O. Le lauree conseguite in Italia e all’estero, incluso un Ph.D. presso la Columbia University di New York, attengono alle discipline giuridiche e letterarie. Laureata in giornalismo, collabora con BuoneNotizie.it.

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