La stagione invernale è partita con i migliori auspici. La neve in montagna di queste settimane, infatti, fa ben sperare per il proseguo di una stagione che – dopo l’annus horribilis 2022 – è chiamata a colmare il gap nevoso creatosi negli ultimi anni.

Sulle Alpi i primi fiocchi sono iniziati a cadere a inizio novembre, mentre risale a pochi giorni fa il primo manto nevoso sugli Appennini. Turismo e ambiente ne hanno bisogno: l’avvio di stagione è promettente, ma c’è già chi mette in discussione il cambiamento climatico. È un ritornello che si ripresenta puntuale di fronte a simili eventi atmosferici.

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Neve in montagna: il trend degli ultimi anni

Il regime delle nevi è cambiato negli ultimi anni, con una ricaduta negativa in particolare sui ghiacciai e la risorsa idrica nivale. La neve che imbianca le nostre montagne, non è più la stessa di prima. Il clima – sempre più mite anche in montagna – porta ad un innalzamento della quota neve, di anno in anno sempre più alta.

La fondazione CIMA – specializzata in prevenzione e previsioni sui cambiamenti climatici – ha pubblicato a marzo 2023 il bilancio di accumulo di neve in montagna. È stato registrato un deficit nazionale di neve del 63% rispetto alla media (10-13 miliardi di metri cubi d’acqua), con 4 miliardi a disposizione. A marzo 2022, invece, se ne contavano 6.

Quanto e perché è importante la neve in montagna

La neve riveste un’importanza vitale per la montagna, sia dal punto di vista turistico che, soprattuto, da quello ambientale. Il turismo invernale è un importante pilastro per la stabilità economica di molte aree, oltre ad essere fortemente dipendente dalle risorse naturali come la neve. Lo “snow impact” incide positivamente sulla frequentazione delle montagne e della sua filiera: si calcola che, in media, un ambiente totalmente innevato porti ad un aumento del flusso turistico pari al 77% solo nel periodo natalizio.

Dal punto di vista ambientale è impensabile immaginare la montagna senza neve. Solo le Alpi, fornendo acqua dolce al bacino del Po, ospitano circa la metà delle risorse idriche nazionali. Senza neve, poi, non esisterebbero i ghiacciai, che ad oggi circa il 70% della totalità di acqua dolce nel mondo. La loro fusione nei mesi caldi deriva da un accumulo di neve non sufficientemente adeguato nei mesi freddi. Per far sì che l’accumulo possa compensare la fusione estiva, è necessario che la neve in montagna non sia frutto di sporadici eventi atmosferici, ma una costante necessaria affinché possa mantenersi l’equilibrio climatico, da cui dipende lo stato di salute di ogni sistema naturale terrestre.

3,6 milioni di italiani sulla neve in montagna per l’Immacolata

La Coldiretti ha pubblicato il bilancio sul Ponte dell’Immacolata appena passato, in occasione della Giornata internazionale della montagna. Sono 3,6 milioni gli italiani che hanno deciso di trascorrere il Ponte sulla neve, in montagna. È un bilancio positivo, favorito dalle copiose nevicate degli ultimi giorni che hanno attratto nelle più disparate località montane anche gli ultimi indecisi. Si tratta di un’ottima premessa – sostiene Coldiretti – in vista del Natale per l’intero indotto delle vacanze in montagna, che ha un valore stimato tra i 10 e i 12 miliardi di euro per l’intera filiera durante la stagione invernale.

L’organizzazione vuole sottolineare il valore del lavoro svolto dagli oltre 7500 agriturismi situati in montagna: ricoprono una funzione centrale per la tutela del territorio e la difesa della biodiversità a sostegno del turismo sostenibile. L’importanza di supportare questo tipo di strutture è nevralgica, per scongiurare lo spopolamento della montagna dalla presenza degli allevamenti. Tra le cause più comuni che portano un’azienda agricola a chiudere i battenti sono le mancanze di opportunità in montagna, nonostante esse ricoprano 1/3 del territorio nazionale.

Trentino, via alle danze per lo scii invernale

Il Trentino è la regione in cui si può già godere di quasi tutte le piste da scii a disposizione, più di ogni altra regione. Alcune piste avevano battuto tutte le altre sul tempo, anticipando la stagione di qualche settimana; le più ritardatarie sono state aperte negli scorsi giorni, in occasione del Ponte dell’Immacolata.

Ventiquattro località sciistiche, da Madonna di Campiglio a Campo Carlo Magno, tutte ampiamente in funzione. Sono ben 645 i km di piste aperte agli appassionati, distribuiti in 372 impianti in tutta la regione. In attesa che anche le altre regioni possano sfruttare la neve in montagna di queste settimane per riaprire gran parte dei loro impianti, il Trentino fa da battistrada per una stagione che si preannuncia, con queste premesse, più che positiva.

La neve di oggi è l’acqua di domani. È giusto godere delle nevicate e del freddo invernale come quello eccezionale di questi giorni, non solo ad alta quota. Allo stesso tempo è necessario imparare a interpretare i singoli episodi come parte di un quadro climatico più ampio. È questa la sensibilità e consapevolezza necessaria per assumere comportamenti e politiche più attente alle esigenze ambientali del presente.

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Tommaso Barbiero

Tommaso Barbiero

Nasce a Busto Arsizio, nel varesotto, 25 anni fa.Laureato in Scienze della Comunicazione, attualmente collabora con due testate giornalistiche: Buonenotizie.it e Sprint e Sport. Scrive di sport, ma anche di ambiente e sostenibilità. Crede nel potere della parola come strumento per fare buona comunicazione, che sia propositiva e costruttiva, oltre che seria e affidabile.Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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