Negli ultimi anni, sono stati compiuti notevoli progressi nella lotta alla dispersione delle microplastiche, una seria minaccia per gli ecosistemi marini e la salute umana. Grazie all’impegno concertato di governi, organizzazioni internazionali e cittadini, stiamo assistendo a un cambiamento positivo nelle politiche ambientali e nelle abitudini quotidiane.

Microplastiche: cosa sono, dove si trovano e perché bisogna ridurle

Le microplastiche sono piccole particelle di plastica con dimensioni inferiori a 5 millimetri, derivanti dalla frammentazione di oggetti più grandi o prodotte intenzionalmente per vari usi industriali, come nei cosmetici e nei detergenti. Si trovano negli ambienti marini e terrestri, nei corsi d’acqua, nei suoli agricoli, nell’atmosfera.

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Negli oceani e nei fiumi, le microplastiche possono essere ingerite da pesci, molluschi e uccelli, causando blocchi intestinali, ridotta capacità di nutrimento e il rischio di trasferimento lungo la catena alimentare. Nei terreni agricoli, possono influire sulla qualità del suolo e sulla salute delle piante. Nell’atmosfera, possono essere inalate come particelle sospese, mentre negli alimenti e nell’acqua potabile rappresentano una fonte di ingestione diretta per gli esseri umani.

Le microplastiche possono trasportare sostanze chimiche tossiche, come pesticidi e metalli pesanti, che finiscono negli organismi che le ingeriscono, causando infiammazioni e danni cellulari. Possono inoltre fungere da vettori per patogeni, aumentando il rischio di infezioni.

I progressi più significativi per la riduzione delle microplastiche

Diversi Paesi hanno proposto delle soluzioni al problema dell’inquinamento da plastica, come cestini di raccolta di rifiuti galleggianti o piccoli robot nuotatori.

Dal 2015, più 10 Paesi, inclusi Stati Uniti, Canada e molti Paesi europei, hanno vietato l’uso delle microperle nei prodotti cosmetici. Questo ha impedito a miliardi di esse di finire nei corsi d’acqua ogni anno, con una stima di una riduzione di 8 trilioni di microperle giornaliere solo negli USA.

Le tecnologie avanzate di depurazione, come i filtri a membrana, hanno migliorato significativamente la capacità di rimuovere le microplastiche dalle acque reflue, con un’efficacia fino al 99%.

Alcuni Paesi europei hanno raggiunto tassi di riciclaggio della plastica superiori al 40%, con la Germania al 56% e l’Unione Europea che mantiene una media del 32%. Questi risultati sono frutto di politiche ambientali efficaci e di una maggiore consapevolezza pubblica sulla necessità di ridurre le microplastiche.

Più di 80 aziende globali hanno aderito a iniziative come il Global Plastic Action Partnership, impegnandosi a incrementare il contenuto di plastica riciclata nei loro prodotti fino al 50% entro il 2025. Questo sforzo collettivo mira a ridurre l’uso di plastica vergine e a promuovere un’economia circolare, contribuendo alla lotta alla dispersione delle microplastiche.

Secondo un report OCSE, le invenzioni brevettate a livello mondiale per ridurre il consumo di plastica o per aumentare il riciclaggio sono tra quelle che hanno visto una crescita più significativa negli ultimi anni (+150% tra il 2011 e il 2020). Solo nel 2022 sono stati depositati oltre 500 nuovi brevetti, dimostrando un trend positivo verso soluzioni innovative.

E In Italia?

Numerosi progetti stanno affrontando il problema delle microplastiche in modo concreto e innovativo anche nel Belpaese. Il progetto Plastic Busters, finanziato dal programma europeo Interreg MED, mira a monitorare e rimuovere i rifiuti marini nel Mediterraneo. Life Blue Lakes sostenuto dal programma LIFE dell’UE, si concentra sulla riduzione delle microplastiche plastica nei laghi italiani. Parallelamente, il progetto MarGnet, finanziato da Horizon 2020, sviluppa tecnologie per il recupero di microplastiche dal mare.

Legambiente promuove Plastic Free Beaches, organizzando pulizie delle spiagge e sensibilizzando il pubblico. Infine, il Politecnico di Milano, con il progetto RE-PLAST, lavora su materiali plastici riciclati, riducendo la necessità di nuove plastiche.

Nonostante le sfide persistenti, la lotta alla dispersione delle microplastiche ha visto enormi progressi, passi cruciali verso la mitigazione di questo problema ambientale. Gli sforzi collettivi riflettono un impegno deciso verso un futuro più sostenibile.

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Mariarita Persichetti

Laureata in Management con una tesi in marketing territoriale. Su Buonenotizie.it parlo di progetti sostenibili e innovativi nel turismo, cultura gastronomica, mondo.

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