La mobilità intelligente, o smart mobility, è diventata una priorità in Europa al punto che la Commissione ha selezionato 134 progetti innovativi nel settore dei trasporti. Riceveranno oltre 7 miliardi di euro per migliorare e modernizzare le reti europee sfruttando i vantaggi di sistemi e servizi di trasporto intelligenti.
Con l’aumento della popolazione urbana e la crescente consapevolezza dell’impatto ambientale dei trasporti, la smart mobility diventa dunque la chiave di volta per avvicinare il settore al rispetto degli obiettivi climatici ed ambientali fissati nel Pacchetto Fit 55%, il pacchetto di riforme volute dall’Europa per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.
In che modo la mobilità può diventare sostenibile e su quali progetti l’UE sta investendo le sue risorse?
Smart mobility: cos’è e come funzionerà il trasporto intelligente del futuro
Quando parliamo di smart mobility ci riferiamo ad un insieme di soluzioni e tecnologie digitali per migliorare i sistemi di trasporto e la mobilità urbana, rendendoli più efficienti, sostenibili, sicuri e accessibili.
Si tratta quindi di una gestione intelligente della mobilità cittadina e per questo la smart mobility è strettamente collegata allo sviluppo delle smart city, città intelligenti che sfruttano non solo sistemi di trasporto alternativi come, ad esempio, la sharing mobility (come car sharing e bike sharing), i veicoli elettrici e autonomi; ma anche sistemi di trasporto pubblico intelligenti, basati sui dati condivisi relativi a traffico e sulle immediate esigenze degli utenti.
Una mobilità sostenibile poi, ha un effetto importante in termini di riduzione dell’inquinamento urbano e su questo aspetto si concentra l’interesse dell’Europa.
Sistemi di trasporto intelligente per ridurre l’inquinamento
Secondo i dati dell’UE, infatti, il settore trasporti genera un quarto delle emissioni di gas a effetto serra dell’UE ed è il più lento nella corsa alla riduzione del 55% di CO2 entro il 2030.
Ecco perché nel 2021 l’UE ha deciso di pianificare una strategia per una mobilità sostenibile e intelligente ed investire nella ricerca in smart mobility e sulla promozione di Sistemi di trasporto intelligenti. Attraverso lo strumento finanziario Connecting Europe Facility-Digital l’Ue ha poi promosso investimenti pubblici e privati in infrastrutture di connettività digitale e dal 2014 ha fornito sostegno a oltre 1.500 progetti con 37,5 miliardi di euro investiti nel settore dei trasporti.
La ricerca sulla smart mobility ritorna poi nella sezione 5 del programma Horizon Europe che, nel tempo, ha finanziato lo sviluppo di tecnologie come i veicoli elettrici, i sistemi di trasporto intelligente e le infrastrutture per la mobilità connessa.
Trasporti e sostenibilità: le soluzioni intelligenti europee
Negli anni sono state tante le applicazioni di smart mobility sperimentate con successo in Europa, soluzioni che mescolano digitalizzazione e gestione intelligente dei flussi di traffico veicolare e degli spazi urbani.
Se Barcellona ha sviluppato una rete di “superblocchi”, aree urbane in cui il traffico veicolare viene dedicato a pedoni e ciclisti ottenendo buoni risultati nel calo dell’inquinamento, Copenaghen ha investito nella digitalizzazione dei semafori connessi tra loro per un maggiore controllo del traffico. Amsterdam ha invece sfruttato sensori e tecnologie IoT (Internet of Things) e intelligenza artificiale sulle strade per ottimizzare la circolazione e ridurre le emissioni.
In Italia con il “Torino Living Lab” la città sfrutta i sensori per rilevare incidenti, congestioni e variazioni nei flussi di traffico, ottimizzando l’intervento delle autorità municipali. Il progetto MAAS SEA sviluppato da Milano Smart City ha invece integrato tutti i sistemi di trasporto della città permettendo al cittadino di combinare più modalità di trasporto come bici-bus-aereo o car sharing-treno-aereo.
Smart mobility e smart city, un cambiamento necessario
Tutte queste soluzioni e i nuovi progetti di ricerca europei promossi negli anni, testimoniano che il futuro della mobilità è già in movimento e si tratta di una trasformazione lenta, ma necessaria, del modo di vivere sia la mobilità che gli spazi urbani.
Una trasformazione che per funzionare dovrà essere socialmente utile e, soprattutto, condivisa da tutti gli attori del settore trasporti nell’ottica di migliorare il benessere dei cittadini che viaggiano e dell’ambiente in cui si sposteranno nel prossimo futuro.