Ogni anno, almeno un terzo di cibo finisce dritto nella spazzatura senza essere consumato. Secondo l’EFSA (Autorità Europea per la sicurezza Alimentare), fino al 10% di questo spreco è legato alla difficoltà nel comprendere le etichette alimentari. Molti consumatori infatti faticano a distinguere tra ‘da consumarsi preferibilmente entro’ e ‘da consumare entro’, finendo per buttare cibi sicuri.
Un gesto quotidiano, come leggere le etichette con attenzione e una maggiore consapevolezza, non solo aiuta a valorizzare il cibo, ma riduce anche gli sprechi, soprattutto in estate, quando le alte temperature accelerano il deterioramento degli alimenti.
‘Scadenza’ e ‘consumarsi preferibilmente entro’: facciamo chiarezza sulle etichette alimentari
Secondo uno studio pubblicato da Efsa, l’Unione Europea si sta impegnando per migliorare la comprensione delle etichette alimentari per i consumatori. Lo studio chiarisce la differenza tra due date fondamentali presenti sui prodotti.
La dicitura ‘da consumarsi preferibilmente entro’ (o termine minimo di conservazione – TMC) indica la data fino alla quale un alimento conserva le sue proprietà (aroma, consistenza e odore), se perfettamente conservato. Anche oltre questa data, il cibo è ancora consumabile, pur con qualità ridotta. Spesso viene indicato con la dicitura BB – Best Before. Un esempio sono i biscotti che potrebbero perdere la loro fragranza, ma rimangono lo stesso commestibili.
Al contrario, la dicitura ‘da consumarsi entro’ (o data di scadenza) è usata per i cibi come carne fresca o pesce. Questa data segna il limite oltre il quale l’alimento non può essere mangiato. Dopo questa data, il cibo è considerato non sano, come stabilito dal Regolamento CE.
La scelta di quale data applicare sulle etichette alimentari dipende dal tipo di alimento e dal come viene lavorato e conservato. Se il cibo è lavorato per eliminare i batteri pericolosi (ad esempio il latte UHT o verdure congelate), si usa ‘preferibilmente entro’. Altrimenti, se non è lavorato, si usa data di scadenza.
Quando affidarsi ai sensi e …a qualche trucco casalingo
La comprensione delle etichette alimentari è essenziale, ma a volte basta fidarsi dei propri sensi, quali gusto, olfatto e vista. Se un alimento ha superato il ‘da consumarsi preferibilmente entro’ ma ha ancora un buon odore, una consistenza integra e un aspetto buono, è probabile che possa essere consumato. Al contrario, se l’aspetto e l’odore sono sgradevoli o mostrano segni di deterioramento come muffa, colore alterato o consistenza deteriorata, è meglio buttarlo.
Oltre all’uso dei sensi, è utile anche conoscere qualche trucchetto domestico. Un classico test è quello dell’acqua per le uova. Se queste galleggiano in un bicchiere, sono da scartare, se rimangono in fondo sono fresche.
Consigli pratici per la conservazione domestica in estate
La corretta conservazione dei cibi è fondamentale. Ecco alcuni consigli semplici ma efficaci per seguire al meglio le indicazioni delle etichette alimentari:
- organizzare il frigo: ogni ripiano ha una temperatura diversa. Le verdure e la frutta vanno nella parte più fredda, di solito in basso, anche la carne e il pesce vanno nella parte bassa, i latticini al centro mentre nella parte alta si conservano i cibi cotti, scatolette già aperte, verdure sott’olio, marmellate. Negli spazi laterali, bevande, burro o uova;
- non sovraccaricare il frigo: un frigorifero troppo pieno raffredda meno e potrebbe compromettere la conservazione di alcuni alimenti;
- richiudere in fretta lo sportello: anche pochi secondi con lo sportello aperto fanno alzare la temperatura interna;
- pulire regolarmente il frigorifero: è consigliabile farlo almeno una volta al mese per evitare cattivi odori;
- pianificare i pasti: programmare ciò che si cucinerà durante la settimana è un ottimo modo per consumare tutti gli alimenti, evitando che questi rimangano aperti a metà e vadano a male.
Informarsi sulle etichette alimentari è un passo verso un futuro sostenibile
Essere ben informati sulle etichette alimentari, affidarsi ai propri sensi e conoscere semplici accorgimenti domestici aiuta a prevenire il deterioramento dei cibi e, di conseguenza, a ridurre lo spreco.
La consapevolezza è la chiave per un sistema alimentare più sostenibile, ed è in questa direzione che l’Unione Europa si sta muovendo. Il progetto MAX-Fresh, ad esempio, sta sviluppando un sensore intelligente capace di rilevare in tempo reale se un alimento è commestibile o no. Questa tecnologia potrebbe ridurre del 50% la perdita dei prodotti freschi e prolungarne la durata di conservazione del 20%.
Un domani, chissà, questo tipo di sensore potrebbe essere integrato direttamente nei frigoriferi di casa, complementando le etichette alimentari e aiutando così a sprecare meno e vivere meglio.

