L’estate è sinonimo di sole, mare, feste in spiaggia e serate con gli amici. Tuttavia, per alcune persone la bella stagione può essere un momento difficile da affrontare, provocando un vuoto emotivo che può far sentire soli e amplificare un senso di vacuità. La solitudine estiva è più comune di quanto si pensi.

Secondo un sondaggio di Forbes Health, del 2024, il 48% delle persone ha problemi di salute mentale durante l’estate, percentuale che sale ulteriormente tra le generazioni più giovani.

Ma come si può trasformare questa solitudine estiva in un’opportunità di crescita personale?

Come mai ci si può sentire soli in estate?

L’estate è la stagione della libertà, delle vacanze tanto attese e del divertimento, anche se per molte persone, il periodo estivo può diventare un periodo di forte malinconia e senso di solitudine. Sensazione che viene denominata Summer Blues, l’equivalente estivo del Christmas blues, ossia quella malinconia che assale durante le feste. La pressione di dover essere felici, attivi e circondati da amici può far sentire ancora più soli coloro che fanno fatica a inserirsi in contesti relazionali.

Inoltre, la chiusura delle scuole, dell’università e molti uffici, interrompe le routine quotidiane riducendo le occasioni di interazione sociale. Secondo Telefono Amico Italia, nel 2024 sono state ricevute quasi 110mila richieste d’aiuto, in media oltre 300 al giorno. La maggior parte di queste richieste sono legate a problematiche come solitudine, disagio psicologico, malattia; ma anche a difficoltà nelle relazioni, nella sfera della sessualità e legate all’emarginazione.

Consigli per affrontare la solitudine estiva

Il Summer blues non è un disturbo clinicamente diagnosticato, e soprattutto è uno stato temporaneo, che passa quando finisce l’estate. Anche se è uno stato passeggero, sentirsi soli d’estate può influire sul benessere psicologico. Affrontare  questa sensazione non significa ignorare ciò che si prova, ma accogliere quelle emozioni con consapevolezza e trovare dei modi sani per gestirle.

Alcune strategie per trasformare questa solitudine estiva in un’occasione di crescita personale:

  1. Accettare le proprie emozioni: non c’è niente di sbagliato nel non sentirsi felici, soprattutto in estate quando tutti sono già in vacanza. La solitudine può diventare uno spazio di ascolto e di riflessione interiore. Accettarla è un primo passo per una maggiore consapevolezza;
  2. prendersi cura di sé: il benessere mentale e fisico è importante per affrontare la solitudine. Praticare esercizio fisico, dormire a sufficienza, mangiare sano e fare meditazione sono tutte pratiche che possono migliorare l’umore;
  3. esplorare nuovi interessi: l’estate può essere il momento buono per iniziare nuovi hobby. Aprirsi al nuovo spesso può far scoprire nuovi lati di sé, oltre che far conoscere nuove persone che condividono gli stessi interessi;
  4. fare volontariato: rappresenta un modo eccellente per combattere la solitudine, ma anche per sentirsi utili. È un modo per incontrare nuove persone, ampliare la rete sociale e al tempo stesso contribuire al benessere degli altri, generando un profondo senso di soddisfazione personale;
  5. chiedere aiuto: se il sentirsi soli diventa difficile da gestire in modo autonomo, non c’è nulla di sbagliato nel farsi aiutare da uno psicologo. Spesso un percorso di supporto può aiutare a dare un significato a quello che si sta vivendo e trovare delle vie per superarlo.

Una solitudine che può far crescere

Il Summer blues può essere superato attraverso una maggiore consapevolezza di sé e dei propri bisogni. Ognuno ha il diritto di passare le vacanze estive come più lo aggrada, in modo sereno, in base alle proprie necessità emotive e psicologiche, senza sentirsi obbligato a conformarsi agli stereotipi sociali. Sentirsi soli durante l’estate non è qualcosa di cui vergognarsi: è un’esperienza umana che può diventare un momento di rigenerazione di sé.

Non è un percorso facile, ma può rivelarsi una fase preziosa per conoscere meglio se stessi, imparare ad ascoltarsi e prendersi cura di sé. In un mondo che corre, rallentare e stare con se stessi può essere un atto rivoluzionario.

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Gemma Mastrocicco

classe 1997, laureata in Informazione, editoria e giornalismo a RomaTre. Scrivo da sempre. Autrice del libro Amami senza mentire. Sostenitrice delle tematiche legate ai movimenti femministi, dell'uguaglianza di genere. Aspirante giornalista, scrivo per Buone notizie.it, grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista

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