Savona, Padova, Bergamo e in tante altre città cresce il numero di progetti che incentivano l’uso della bici e promuovono uno stile di vita più sano e rispettoso dell’ambiente. L’obiettivo? Una mobilità sostenibile che migliori la salute, riduca lo smog e ridia spazio alle persone.

Il Comune di Savona, ad esempio, ha appena lanciato un’iniziativa concreta per premiare chi sceglie la bicicletta per andare al lavoro: 20 centesimi a chilometro, fino a un massimo di 25 euro al mese. Un piccolo incentivo per un grande cambiamento culturale. E Savona non è sola: in tutta Italia crescono i progetti legati alla mobilità attiva, al benessere urbano e al recupero degli spazi pubblici.

Savona: pagati per andare al lavoro in bici

Il caso più recente arriva da Savona, che dal 1° luglio ha lanciato un’iniziativa innovativa: 20 centesimi a chilometro per chi sceglie di andare al lavoro in bicicletta, fino a un massimo di 25 euro al mese. Un incentivo che, seppur piccolo, manda un segnale culturale forte: la bici non è più un hobby, ma un mezzo di trasporto da valorizzare. Il programma, esteso anche agli studenti in forma sperimentale, coinvolge l’intero distretto del savonese, dai comuni di Albissola a Quiliano, e punta a innescare una rivoluzione lenta ma concreta. Un incentivo concreto per un grande cambiamento culturale, ispirato a modelli di mobilità sostenibile già adottati in diverse città europee.

«Questi numeri ci dicono che l’attenzione dei cittadini per l’ambiente e per la salute sta crescendo. E che, quando ci sono strumenti concreti e facilmente accessibili, il cambiamento diventa possibile – ha detto il Presidente della Provincia savonese Pierangelo Olivieri – il Progetto nasce proprio con questo spirito: rendere la mobilità sostenibile una pratica quotidiana, premiando comportamenti virtuosi e contribuendo alla costruzione di comunità più sane, consapevoli e connesse».

Mobilità sostenibile, alcune città modello

Non c’è solo Savona. In tutta Italia crescono i progetti che trasformano la bicicletta in una vera alternativa quotidiana. Padova, ad esempio, è oggi una delle città più ciclabili del Paese, con molte piste che collegano quartieri, scuole e uffici. Non è un caso, infatti, se Padova si è aggiudicata l’Urban Award 2024 per la mobilità sostenibile: con 195 km di piste ciclabili, corsie preferenziali per ciclisti, tram integrati e sistemi digitali di monitoraggio, è diventata un laboratorio a cielo aperto su come ripensare la mobilità.

Anche Bergamo ha raddoppiato la sua rete ciclabile negli ultimi cinque anni, passando da 52 a quasi 100 km di percorsi, con 8 km ogni 10.000 abitanti. Una crescita che ha trasformato la città in un punto di riferimento per chi vuole ridurre l’uso dell’auto senza rinunciare alla qualità degli spostamenti quotidiani. Proprio a Bergamo, ad esempio, il progetto Pin-Bike premia i ciclisti urbani con buoni spesa da utilizzare nei negozi locali, creando un circolo virtuoso che unisce mobilità sostenibile e sostegno al commercio di prossimità.

Bologna e Milano stanno puntando su corridoi ciclabili ad alta percorrenza, mentre città come Bolzano o Ferrara confermano il loro primato storico con percentuali record di spostamenti sulle due ruote. A Roma, poi, questo autunno partirà il progetto “Vado a lavorare in bici” che prevede l’erogazione di incentivi per chi utilizzerà la bici per percorrere il tragitto casa – lavoro. Sono esempi che dimostrano come la mobilità sostenibile non sia più solo un progetto, ma una realtà che cambia la vita quotidiana dei cittadini e migliora la qualità dell’aria e degli spazi urbani.

Salute e sicurezza in movimento

La bicicletta non è solo ecologia: è anche medicina preventiva. Numerosi studi dimostrano che chi pedala regolarmente ha un rischio ridotto di malattie cardiovascolari, obesità e diabete, oltre a benefici psicologici come riduzione dello stress e miglioramento dell’umore.

Secondo una ricerca pubblicata sul British Medical Journal, andare in bici per recarsi al lavoro riduce del 47% il rischio di morte prematura. Un dato che spiega bene perché molte città europee stiano investendo in percorsi ciclabili come parte integrante delle politiche sanitarie e urbanistiche. Ogni viaggio in bici al posto dell’auto contribuisce a ridurre le emissioni di CO₂, liberando spazi preziosi nelle città. L’Agenzia Europea dell’Ambiente stima che sostituire 200 viaggi in auto con altrettanti in bici equivalga a 0,5 tonnellate di CO₂ in meno all’anno.

Ma non è solo questione di ambiente: più bici significa anche strade più sicure, aria più respirabile, piazze più vissute. In altre parole, comunità più sane. Le città italiane stanno dimostrando che la mobilità sostenibile non è un’utopia ma un percorso possibile. Gli incentivi economici, le nuove piste ciclabili e i progetti integrati mostrano come una semplice scelta quotidiana, lasciare l’auto e salire in bici, possa avere un impatto enorme sul benessere individuale e collettivo.

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Eva Ricevuto

Dottoressa in NTA, giornalista pubblicista e critica cinematografica. Sono una voce emergente nel giornalismo culturale con una profonda passione per il cinema, l'arte e lo spettacolo, il femminismo e le tematiche di genere. Amo sperimentare, intrecciare progetti diversi e dare voce a storie che meritano di essere raccontate.

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