Quante volte capita di pensare “lascio tutto e cambio vita”, cercare nuovi stimoli e strade che aprono l’orizzonte su opportunità mai avute, arrivando, magari, a quella realizzazione personale tanto sognata.

Anche per Thomas Ryan è stato così. A 21 anni, nel 2006, fa la selezione per entrare in una delle agenzie di animazione più importanti in Italia, imbarcandosi, senza grandi speranze, in quello che sarà il lavoro della sua vita.

Le serate passate a fare spettacoli presso l’arena del villaggio, davanti migliaia di ospiti, gli fanno capire che vale la pena di vivere il proprio sogno, facendo del teatro e dell’animazione la propria professione. Ma si sa, i lavori stagionali nascondono molte incertezze e poche sicurezze, a meno che con determinazione, passione e due amici speciali non si cambi la rotta. Dopo 10 anni di passione e duro lavoro nel 2014 scelte aziendali portano uno stop alla carriera di Thomas, figura improvvisamente non più in linea con la filosofia aziendale. Ecco come ha superato quel momento difficile, dando una svolta alla sua esistenza.

Come hai cominciato a lavorare come animatore?

“Ho iniziato a lavorare nei villaggi turistici come animatore per i ragazzi. Non avevo obiettivi inizialmente, ma poi, capii che sarebbe stato il lavoro della mia vita. Avevo la possibilità tutte le sere di salire su un palcoscenico e vivere la mia passione. Col tempo investirono su di me e diventai sia formatore che capo equipe, ruolo quest’ultimo che ho ricoperto per 5 anni in un villaggio in Abruzzo dov’ero di casa, in cui avevo un’ottimo rapporto con clientela e direzione.”

Come mai hai interrotto il tuo percorso da animatore?

“Non mi sentivo più sostenuto dall’azienda a fronte di nuove problematiche emerse col cliente – la struttura turistica – ed erano già un paio d’anni che chiedevo nuovi stimoli per una crescita personale lavorativa così da rendere ancora meglio. Sentivo che avevo ancora molto da dare. Non supportato più dai piani alti diventai capro espiatorio di un’annata andata male e mi trovai, così, alla porta.”

Da lavoratore stagionale ad amministratore delegato: la storia di Thomas Ryan 

Dopo l’addio all’attività di animatore, nei due anni seguenti Thomas si destreggia in vari lavori tra incertezze e un’autostima colpita nel profondo. Ma il richiamo del palco e quella voglia di far divertire la gente sono forze troppo forti da poter ignorare. Fino a che la voglia di rivalsa incontra l’occasione: due dei ragazzi di quell’equipe del 2014 decidono di mettersi in società e fondare una nuova agenzia di animazione. Thomas, che all’epoca fu il loro capo equipe, viene ingaggiato come amministratore delegato dando il via a tutta un’altra storia, la storia di un fallimento che si trasforma in opportunità.

Come avete cominciato? 

“Aprimmo nell’inverno tra il 2017 e il 2018 con due equipe da 4 elementi ciascuna. C’è stato un duro lavoro dietro ma con un’amicizia vera come la nostra tutte le difficoltà sono state superate. Oggi possiamo dire di avercela fatta, vantando 13 strutture turistiche in gestione e tre ristoranti che ci permettono di avere le spalle coperte in un momento in cui soprattutto i lavori stagionali sono altalenanti e non permettono una continuità .”

Salari e orari del lavoro stagionale sono spesso al centro delle polemiche, cosa ne pensi?

“Quando ho iniziato non ci si chiedeva quanto avremmo preso e facevo tutto quello che c’era da fare pur di stare in quel settore. Ma mi rendo conto che ora i tempi sono cambiati. E menomale. Oggi i giovani sono più preparati riguardo i loro diritti. Hanno genitori della mia generazione perennemente allarmati su probabili truffe, proprio perché ci siamo passati prima noi. Si è persa la fiducia, e non solo nel settore dell’animazione, ma anche nelle altre realtà stagionali. Per quanto ci riguarda cerchiamo di tutelare al massimo le nostre risorse umane, perché sono il nostro bene più prezioso. Ma diciamo anche che lo Stato non ci aiuta a far ripartire questo settore.”

Ritornando al tuo periodo di rivalsa, qual è stata la maggior soddisfazione?

“Nel 2018 con la nostra nuova agenzia ci siamo presi l’appalto di quel famoso villaggio in Abruzzo dove tutto sembrava essersi fermato, roccaforte, inoltre, dell’agenzia per il quale lavoravamo precedentemente. É stata una grande soddisfazione, lavorativa e personale!”

Come hanno reagito?

“Sentivo ancora alcuni di loro e non ho percepito invidia negativa. Credo sia stato ristabilito un equilibrio karmico in cui tutto è ritornato al proprio posto, come doveva essere. Ma questo non è stato l’obiettivo ultimo, solo il punto di partenza. La nostra crescita proseguirà là dove ci saranno margini di investimenti interessanti in altre strutture ricettive. Punteremo sempre alla qualità e non alla quantità”

Cosa consiglieresti ai giovani di oggi?

Di fare questo lavoro. Ti apre la mente, ti insegna a stare con la gente e a saper comunicare, è una scuola di vita. E chiederei a chi di dovere di dare dignità ai lavoratori del settore turistico per non far morire questa categoria. Abbiamo bisogno di gente che renda quell’unica settimana all’anno, dopo tante fatiche, una vacanza straordinaria, fatta di sorrisi e allegria, che in questi tempi ce n’è proprio bisogno.”

Equipe 2014

Animatori turistici

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Laura Corona

Laura Corona

Aspirante giornalista laureata in Lettere. Scrivo di Cultura e Lifestyle collaborando con BuoneNotizie.it, grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista

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