A Torino, una donna di 67 anni, cieca da oltre cinque anni in seguito a un grave incidente, è tornata a percepire forme e luce grazie a un intervento mai realizzato prima. L’operazione, eseguita all’ospedale Molinette di Torino il 27 luglio, rappresenta un passo storico nella chirurgia oftalmica: un trapianto di cornea associato al trasferimento di macula e altri tessuti oculari da un occhio all’altro.

Un risultato che apre nuove prospettive per chi soffre di danni visivi considerati finora irreversibili.

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Trapianto di cornea: cosa è stato fatto e perché è rivoluzionario

L’intervento è stato guidato dal professor Michele Reibaldi, direttore della Clinica Oculistica universitaria, insieme all’équipe del dottor Vincenzo Maurino. La procedura non è stata un semplice trapianto di cornea, ma un autotrapianto complesso: i chirurghi hanno prelevato cornea, tessuti retinici e, per la prima volta nella storia, la macula dall’occhio non più funzionante della paziente, trasferendoli nell’occhio che conservava ancora potenzialità visive.

La macula è la parte della retina responsabile della visione centrale e dei dettagli. Trapiantarla significa tentare di ricostruire la capacità di percepire forme, leggere, riconoscere volti. Un obiettivo che, fino a oggi, sembrava irraggiungibile.

Il professor Reinaldi e a signora Elena con la sua inseparabile cagnolina Joe, un cane da accompagnamento per persone non vedenti.

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I primi risultati e la reazione della paziente

A pochi giorni dall’intervento, la paziente ha iniziato a distinguere sagome e movimenti. Un progresso che, secondo i medici, potrebbe migliorare ulteriormente nei prossimi mesi. La donna, che da anni viveva in completa oscurità, ha raccontato di aver provato una forte emozione nel percepire nuovamente la luce.

Gli specialisti sottolineano che il recupero visivo è ancora in corso, ma il fatto che la macula trapiantata abbia iniziato a funzionare è già un risultato straordinario. Il trapianto di cornea associato a tessuti retinici potrebbe diventare una nuova frontiera per chi ha subito traumi oculari gravi.

Trapianto di cornea: un passo avanti per la ricerca italiana

L’intervento delle Molinette conferma il ruolo dell’Italia nella ricerca oftalmologica internazionale. Il trapianto di cornea è una procedura consolidata, ma la possibilità di abbinarlo al trasferimento di macula e altri tessuti apre scenari completamente nuovi.

Secondo il professor Reibaldi, questa tecnica potrebbe essere applicata in futuro anche a pazienti con degenerazioni retiniche o lesioni estese. La sfida sarà replicare l’intervento e verificarne l’efficacia su un numero maggiore di casi.

Una storia di scienza, speranza e rinascita

Il successo del trapianto di cornea eseguito a Torino non è solo un traguardo medico: è un messaggio di speranza per migliaia di persone che convivono con disabilità visive gravi. Dimostra che la ricerca può restituire autonomia, dignità e qualità della vita anche quando tutto sembra perduto.

La storia di questa paziente ricorda che l’innovazione non è fatta solo di tecnologie, ma di équipe che credono nella possibilità di superare i limiti, e che, a volte, la luce può tornare dove sembrava impossibile.

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Antonio dei Nobili

Sono Antonio dei Nobili, ragazzo ipovedente e aspirante giornalista pubblicista. Sono originario della Puglia, ma da alcuni anni vivo a Milano. Ho la passione per la scrittura dai tempi delle scuole medie. Le mie passioni non si limitano alla scrittura, amo tanto lo sport e la musica rock, entrambi sono parti fondamentali della mia vita. Attualmente scrivo per Buonenotizie.it e frequento i corsi di Giornalismo costruttivo.

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