Solo il 20% della popolazione mondiale vive in un Paese in democrazia.

L’Italia è uno degli ottantadue Paesi in cui la democrazia nel 2020 era in buono stato. Secondo il rapporto di Freedom House, solo il 20% della popolazione mondiale vive in un Paese veramente libero e l’Italia appartiene a questa percentuale.

Il rapporto 2021 di Freedom House, l’organizzazione non governativa americana, si intitola “Democrazia sotto assedio” e valuta i diritti politici e le libertà civili nel 2020 in 210 Paesi. Il 2020 è stato il quindicesimo anno di declino per la libertà globale, il numero più basso dal 1995.

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Questo peggioramento è dovuto principalmente alle misure governative per contenere la pandemia. I leader autoritari usano sempre più la forza per schiacciare gli oppositori e regolare i conti, a volte in nome della salute pubblica, mentre gli attivisti per i diritti umani, privi di sostegno internazionale, subiscono pesanti condanne. Anche i governi più democratici, per contenere la pandemia, impongono misure restrittive alle libertà personali. Così anche le società più aperte nel 2020, come l’Italia, hanno dovuto accettare restrizioni che potrebbero sopravvivere alla crisi e avere un effetto duraturo sulla democrazia.

L’Italia nel 2020 Paese “libero” per la democrazia e la libertà sul web

Nella lista di Paesi esaminati da Freedom House, l’Italia è classificato come ‘free, ossia libero. Per Freedom House l’Italia nel 2020 ha avuto una democrazia in buono stato e le assegna un punteggio di 90/100, con 36 su 40 nel campo dei diritti politici e 54 su 60 in quello delle libertà civili. Un lieve progresso nel 2020 rispetto all’anno precedente, quando il punteggio complessivo della democrazia in Italia era stato di 89/100.

Il sistema parlamentare italiano prevede elezioni libere e multipartitiche e le libertà civili sono generalmente rispettate. Da quando sono iniziate le restrizioni dovute all’emergenza Covid, l’allora governo Conte è stato criticato per abuso di potere, instaurazione di una dittatura sanitaria e per decisionismo. Ma dal rapporto emerge che l’Italia ha fatto bene dal punto di vista delle misure di contenimento della pandemia. Persistono invece le preoccupazioni per i diritti dei migranti, per il problema endemico della corruzione e per la criminalità organizzata che intimidisce e influenza i politici, soprattutto a livello locale.

Anche rispetto alla libertà e alla democrazia sul web, l’Italia nel 2020 ha un punteggio abbastanza alto: 76/100. Non ci sono restrizioni governative sui siti internet, né social media o siti bloccati o utenti arrestati. Le violazioni dei diritti degli utenti sono rare in Italia, anche se occasionalmente vengono segnalati casi di minacce e intimidazioni online contro giornalisti e politici. La connettività in Italia è rimasta al di sotto delle aspirazioni del governo, sebbene il tasso complessivo di penetrazione di Internet continui a crescere. La disinformazione online che promuove le teorie del complotto relative alla pandemia si è diffusa ampiamente durante il 2020.

democrazia nel 2020 in Italia

L’epidemia di Coronavirus ha deteriorato la democrazia nel 2020 in gran parte del mondo

L’epidemia di Coronavirus nel 2020 ha presentato nuove sfide alla democrazia e ai diritti umani anche in Italia ma soprattutto nei regimi autoritari. Infatti i regimi repressivi hanno risposto alla pandemia per servire i loro interessi politici, spesso a scapito della salute pubblica e delle libertà fondamentali. Quasi il 75% della popolazione mondiale nel 2020 vive in un Paese che ha affrontato il deterioramento della democrazia. La differenza fra Paesi diventati meno democratici e più democratici nel corso dell’anno è di -45 (gap democratico). Nel 2019 era -27, l’anno prima era -18.

La più popolosa dittatura del mondo, la Cina, con un punteggio di 9/100 si classifica come uno dei Paesi con meno democrazia nel 2020. Questo è dovuto anche al fatto che ha insabbiato il focolaio iniziale di Coronavirus ostacolando la risposta globale nei primi giorni della pandemia. La Russia è classificata come Paese “non libero” anche e non solo a causa del referendum truccato che ha concesso il diritto a Vladimir Putin di rimanere al potere fino al 2036.

Come prove delle precarie condizioni in cui versa la democrazia americana, il rapporto cita il rifiuto di Donald Trump di riconoscere la sconfitta alle presidenziali, il suo incitamento alla rivolta e l’assalto al Congresso. Gli Stati Uniti non sono l’unico Paese che nel 2020 ha subito un arretramento della democrazia. Il rapporto cita il caso dell’India, che da “Paese libero” è passato a “Paese parzialmente libero” per la repressione del dissenso da parte del primo ministro Narendra Modi e del movimento nazionalista induista da lui capeggiato.

Durante lo scorso anno sono continuati i conflitti di lunga data come quello in Yemen, mentre i leader di Etiopia e Azerbaigian hanno lanciato guerre nelle regioni del Tigray e del Nagorno-Karabakh, destabilizzando le aree circostanti.

Le raccomandazioni di Freedom House per migliorare la democrazia globale

Per aiutare a invertire la tendenza, si dovrebbero rafforzare le istituzioni democratiche interne, supportare media liberi e indipendenti, investire nell’educazione civica e sostenere la società civile e i movimenti spontanei.

Secondo Freedom House i governi democratici dovrebbero costringere i dittatori a rendere conto della corruzione e degli abusi dei diritti. Le esportazioni di merci che potrebbero essere potenzialmente utilizzate per violare i diritti umani dovrebbero essere vietate. Così come ha fatto l’Italia che, per sostenere la democrazia e far cessare il conflitto in Yemen, nel 2020 ha vietato le esportazioni di armi verso l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi. Le armi esportate erano infatti utilizzate nella guerra in Yemen.

Per contrastare le minacce alla democrazia globale si dovrebbe investire in alleanze con altre democrazie e rafforzare le istituzioni multilaterali. La lotta alla corruzione e il rispetto dei diritti umani dovrebbero diventare una priorità da tutelare anche utilizzando sanzioni.

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