Nel comunicato congiunto, un’azione globale per “costruire un mondo migliore”.

Il vertice G7 2021 si è chiuso con una dichiarazione condivisa che ha tra i punti principali gli impegni su clima, diritti umani in Cina, vaccini e l’economia globale. Dall’11 al 13 giugno i sette leader delle nazioni più industrializzate del mondo si sono riuniti a Carbis Bay, in Cornovaglia, uniti dal principio che ci ha legati in origine, che credenze e responsabilità condivise sono il fondamento della leadership e della prosperità”.

Tra i temi in discussione, la pandemia e lo sforzo internazionale per vaccinare tutto il mondo il più velocemente possibile, i piani di ripresa per rinvigorire le economie, il commercio più libero e equo, la protezione del pianeta, il rafforzamento delle partnership e il sostegno ai diritti umani. 

Che cos’è il G7 e di cosa si occupano i vertici

Il Gruppo dei Sette, abbreviato in G7, è un’organizzazione intergovernativa e internazionale composta dai sette maggiori Stati economicamente avanzati del pianeta. I sette Paesi sono: Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti d’America.

Il G7 nasce nel 1975 come sede informale di riunione dei leader delle nazioni il cui peso politico, economico, industriale e militare è ritenuto di centrale importanza su scala globale. I vertici annui del G7, nel corso degli anni, si sono trasformati in una piattaforma per indirizzare il dibattito multilaterale e definire le risposte politiche alle sfide globali.

Le decisioni adottate al G7 non sono giuridicamente vincolanti, ma esercitano una forte influenza politica e si ripercuotono sulle organizzazioni e sulle istituzioni internazionali. Anche l’Unione Europea partecipa al G7 come membro “non ufficiale”, essendo un’organizzazione sovranazionale e non uno Stato membro sovrano.

Cina, monito al rispetto dei diritti umani

Il presidente Usa Joe Biden, alla sua prima missione internazionale, ha rilanciato il multilateralismo e una linea dura per contrastare l’assertività cinese. Gli europei, invece, hanno avuto un “approccio bilanciato” con Pechino. Il vertice ha unito le due posizioni. Si è riconosciuta la Cina come partner per le sfide globali, tra le quali il clima, ma anche come concorrente economico e come responsabile delle violazioni dei diritti umani.

Nel documento finale del vertice G7 2021 si invita la Cina a “rispettare i diritti umani e le libertà fondamentali, in particolare in relazione allo Xinjiang e all’autonomia di Hong Kong”. Nella regione autonoma dello Xinjiang è proseguita nel 2021 la repressione dell’etnia uigura di religione islamica. Anche nella città cinese semiautonoma di Hong Kong sono continuati la repressione e gli arresti. La Cina adduce a pretesto la sicurezza nazionale e il separatismo.

I sette leader hanno anche chiesto un’indagine in Cina, guidata dall’Organizzazione mondiale della sanità, “tempestiva, trasparente, guidata da esperti e basata sulla scienza” sulle cause del Covid. 

Al vertice G7 2021: “La fine della pandemia nel 2022”

Oltre a discutere le misure per affrontare il Covid, nel comunicato finale del vertice del G7 si fissa la “fine della pandemia nel 2022”.  I leader del G7 hanno affermato che “agiranno ora per rafforzare il sistema sanitario e di sicurezza sanitaria globale per essere meglio preparati per future pandemie”. In caso di un futuro nuovo focolaio, le nazioni del G7 agiranno rapidamente con l’obiettivo di rendere disponibili vaccini, test e cure entro 100 giorni. L’accordo mira a prevenire le politiche del “mendicante tuo vicino”. Questa teoria si è verificata durante i primi giorni della pandemia, quando i governi facevano a gara per procurarsi dispositivi di protezione e medicine. In questo modo i prezzi salivano e solo i Paesi ricchi hanno avuto accesso ai dispositivi anti-Covid, aggravando la situazione dei Paesi più poveri. I leader si sono impegnati in futuro per un approccio “one health”, una sanità unica.  

I Paesi del G7 doneranno un miliardo di dosi di vaccini contro il Covid ai Paesi in via di sviluppo. Si tratta della quantità più alta mai promessa, ma comunque insufficiente per raggiungere l’immunità di gregge a livello globale. Non si è trovato l’accordo sulla sospensione temporanea dei brevetti, ma si cercherà di localizzare la produzione anche nei Paesi in via di sviluppo.

Clima, collaborazione con la Cina e investimenti nel Sud del mondo

Quanto al clima, il G7 si impegna ad “accelerare gli sforzi per ridurre le emissioni di gas serra” e a dimezzarle entro il 2030. Al vertice del G7 2021, però, non si è trovato un accordo su una tempistica per eliminare l’uso del carbone come fonte di energia elettrica. Gli attivisti del clima sperano che questo possa essere raggiunto alla Conferenza Onu sui cambiamenti climatici prevista per novembre a Glasgow.

Il G7 ha anche promesso di collaborare con la Cina sul clima e di investire 100 miliardi all’anno per aiutare i Paesi in via di sviluppo nella transizione ecologica. Con il progetto “Build back better world” (B3W), il piano per ricostruire un mondo migliore, i leader del G7 daranno vita a un programma di investimenti in infrastrutture nei Paesi più poveri. Il piano rappresenta una alternativa alla Via della Seta, l’iniziativa cinese per investire nelle nazioni del Sud del mondo. Attraverso il B3W, i Paesi del G7 e altri partner si coordineranno per mobilitare capitali del settore privato in quattro aree di interesse: clima, salute, tecnologia digitale e uguaglianza di genere. Il progetto riguarda tutto il mondo “per uno sviluppo globale delle infrastrutture”.

Al vertice G7 2021 accordo su una tassa minima globale

Dopo quasi un decennio di negoziati che avevano sempre incontrato l’opposizione degli USA, al vertice G7 del 2021 si è concluso un accordo per una tassa minima globale del 15% sulle grandi società del mondo. L’imposizione toccherà soprattutto le aziende tecnologiche come Amazon, Google e Facebook. 

Biden voleva un’aliquota minima del 21%. Ma una tassa del 15% avrebbe avuto maggiori probabilità di ottenere un consenso diffuso, soprattutto nei Paesi con aliquote fiscali del 12,5%. Adesso il negoziato si sposta al G20, dove si spera di convincere rapidamente gli altri “grandi”. Il G20 è il vertice annuale che riunisce i leader dei venti Stati più industrializzati. Inoltre per la sua applicazione i Paesi dovranno adottare la legislazione necessaria.

I leader delle sette nazioni più ricche hanno deciso di ripudiare le politiche di austerità e restrizione attuate negli anni dopo la crisi del 2008. C’è un forte convinzione che le economie colpite dalla pandemia beneficeranno di programmi di stimolo. I programmi di stimolo all’economia, di cui il Recovery Plan europeo è un esempio, permetteranno alle economie colpite dalla crisi di avere una ripresa e di crescere. Infine, si legge nel documento finale che si coopererà per un commercio più libero e più equo.

vertice g7 2021

Leggi anche:

Il programma politico di Biden. Le priorità sono Covid, economia e clima

La ripresa in Cina può offrire spunti utili all’Europa?

ISCRIVITI SUBITO ALLA NEWSLETTER e RICEVI L'ESTRATTO GRATUITO del primo libro mai scritto in Italia sul Giornalismo Costruttivo!