Per i Campionati Mondiali di calcio di Qatar 2022, l’opinione pubblica di tutto il mondo ha mostrato che non è più disposta a tollerare che i grandi eventi siano organizzati qualsiasi sia il costo. La spinta globale a una gestione più etica è arrivata a coinvolgere anche le federazioni sportive.

Cos’è lo sportwashing

Il Qatar è accusato di compiere “sportwashing“. Questo termine indica la strategia usata da Stati che sfruttano lo sport per rendere accettabile la propria immagine e far distogliere lo sguardo dalla pessima situazione dei Diritti Umani nel proprio Paese.

L’organizzazione dei Mondiali in Qatar, paradossalmente, ha finito per sortire l’effetto opposto, gettando nuova luce proprio su ciò che si cercava di nascondere.

Gli stadi per Qatar 2022 e le morti sul lavoro: la prima scintilla

Le polemiche verso i Mondiali di Qatar 2022 sono scoppiate nel 2021, per una inchiesta del Guardian. Il quotidiano britannico ha stimato che la costruzione degli impianti ha causato 6.500 morti tra gli operai immigrati da India, Pakistan, Nepal, Bangladesh e Sri Lanka.

Mondiali di Calcio Qatar 2022. Squadre Partecipanti

Mondiali di Calcio Qatar 2022. Squadre Partecipanti.

L’indignazione per il trattamento dei lavoratori si è unita alle polemiche per la compressione dei Diritti Umani del Paese ospitante. Si è sviluppato così tra i tifosi un movimento di protesta, denominato “Boycott Qatar 2022“. Nato in Germania, si è diffuso grazie al suo un sito web, in cui sono spiegate le ragioni della protesta e si indicano alcune azioni concrete che ciascuno può compiere per sostenere la causa.

 

Scende in campo una nuova sensibilità

Le federazioni calcistiche nazionali in passato avevano accettato di buon grado l’organizzazione dei loro eventi in Qatar. Ora stanno dimostrando una nuova sensibilità.

La Germania prima della partita contro l’Islanda per le qualificazioni è scesa in campo indossando una maglia nera con la scritta “Human Rights”.

La Danimarca durante la Coppa del Mondo utilizzerà una maglia nera e le altre sue casacche avranno logo e dettagli quasi invisibili, come simbolica solidarietà con le situazioni nascoste dietro all’evento.

 

Cos’ha detto la FIFA su Qatar 2022

La Federazione Internazionale Calcio (FIFA) era già stata accusata di corruzione nella scelta del Paese ospitante. Il Presidente Gianni Infantino, alla vigilia, ha minimizzato le accuse.

Eppure, si percepiscono segnali di rinnovamento. Il Presidente emerito Joseph Blatter in un’intervista ha ammesso che la sua scelta di assegnare i Mondiali al Qatar è stata un errore.

Il Presidente FIFA degli arbitri Pierluigi Collina ha chiamato per la prima volta tre direttrici di gara e tre assistenti donne a dirigere le gare. Si tratta di Stephanie Frappart (Francia), Salima Mukansanga (Ruanda) e Yoshimi Yamashita (Giappone), di Neuza Back (Brasile), Karen Díaz Medina (Messico) e Kathryn Nesbitt (Usa). La scelta si carica di valore simbolico, data la segregazione imposta alle donne del Qatar.

In seguito alle proteste, infine, la FIFA ha modificato i criteri per selezionare i Paesi ospitanti. D’ora in poi, saranno da considerare anche le condizioni sociali e il rispetto dei Diritti Umani.

Lo sport da sempre può essere un veicolo per lo sviluppo e la pace. Come mai prima, questa consapevolezza è emersa nei Mondiali di calcio. È comparsa una nuova coscienza etica nello sport che è il più attraente per speculatori in cerca di facili guadagni.

Giovanni Pigozzo

Giovanni Pigozzo

Laureato in Giurisprudenza e abilitato Consulente del Lavoro. Aspirante giornalista pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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