Il 17 e il 18 luglio 2023 si è tenuto a Bruxelles il terzo vertice tra Ue e America Latina, rappresentata dalla Comunità degli Stati latinoamericani e caraibici (Celac). Ben 48 capi di Stato e di Governo erano presenti al summit, il quale ha rappresentato un’occasione importante per fare il punto della questione sui temi più scottanti.

La guerra in Ucraina è stato sicuramente il capitolo più arduo da affrontare e che ha determinato il ritardo nella definizione della dichiarazione conclusiva. In compenso, l’Ue consolida il partenariato commerciale con l’America Latina lanciando il Global Gateway. Si tratta di un’agenda che prevede l’investimento di 45 miliardi di euro nel continente iberoamericano. Senza dimenticare l’attesa ratifica dell’ambito accordo di libero scambio con il Mercado Común del Sur (Mercosur), che dovrebbe giungere in porto entro la fine dell’anno.

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L’America Latina nel 2023 e la guerra in Ucraina che divide

Come anticipato, vi sono state diverse tensioni a proposito del conflitto tra Russia ed Ucraina. Occorre ricordare infatti che la maggioranza dei Paesi latinoamericani, pur condannando l’invasione russa, ha deciso di non inviare forniture di armi all’Ucraina.

Posizione che è emersa in maniera vivida dalle parole del presidente brasiliano Inácio Lula. “Basta finanziare la macchina della guerra, rea di portare solo povertà e fame nel mondo, – ha ammonito –  l’unica via da percorrere è quella del cessate il fuoco immediato per arrivare a una pace negoziata” (Ispi).

Non v’è da stupirsi, pertanto, se anche nella redazione della dichiarazione conclusiva si siano accuratamente “negoziati” i termini da utilizzare. Mentre l’Ue avrebbe voluto inserire nel testo l’esplicita condanna dell’aggressione russa, i Paesi latinoamericani  hanno invece preferito sposare una linea prudente, esprimendo “profonda preoccupazione per la guerra in corso contro l’Ucraina”.

Global Gateway, il piano d’investimenti europeo per l’America Latina del 2023

Il Global Gateway è un’agenda di investimenti europei il cui fine è quello di connettere l’Europa con il resto del mondo, in particolare con i Paesi in via di sviluppo. Rappresenta il primo piano di intervento europeo in campo infrastrutturale ed è stato lanciato tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023. Esso mira a favorire l’autonomia strategica dell’Ue in ambito politico ed economico.

Per quanto riguarda l’America Latina, l’agenda intende concentrarsi sui seguenti settori: transizione verde, trasformazione digitale, sviluppo umano, resilienza sanitaria e vaccini, come si apprende dal sito della Commissione europea.

“Sono già in cantiere oltre 135 progetti. – ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Layen, prima del vertice tra Ue e Celac, in compagnia del presidente brasiliano Lula e dello spagnolo Sanchez – Dall’idrogeno pulito alle materie prime essenziali. Dall’espansione della rete di cavi dati ad alte prestazioni, fino alla produzione dei più avanzati vaccini mRna” (Ansa, 17 luglio).

Il presidente del Brasile Lula ha espresso invece l’augurio che entro il termine dell’anno possa essere portato a termine anche l’accordo commerciale tra il Merconsur, ossia il mercato comune dell’America Latina, e l’Ue. Quest’ultimo, pur essendo stato siglato nel 2019, si è successivamente arenato a causa di alcuni punti critici, tra i quali l’accesso delle imprese europee alle gare pubbliche dei Paesi membri del mercato comune.

Un vertice che ridona centralità all’Europa

Nonostante non siano mancati i momenti critici, la sensazione che sembra essere emersa dal vertice è quella che descrive Federico Nastasi per Treccani.it, ovvero “la volontà di rafforzare un vincolo basato sui comuni interessi e valori condivisi”.

Come rileva lo stesso autore, non bisogna dimenticare che l’Ue è il primo investitore nella regione latinoamericana, con il 35% degli investimenti. L’Europa guarda inoltre all’America Latina, e in particolar modo al triangolo Bolivia-Perù-Cile, per acquisire importanti materie prime come litio e rame e non solo.

Ma la volontà di riannodare legami e di stringere nuovi vincoli emerge anche da un aspetto non affatto scontato. E cioè dall’aver deciso di tornare a confrontarsi attorno ad un tavolo ogni due anni, per evitare stalli quasi decennali, come quello verificatosi dall’ultimo incontro del 2015. E chissà, forse sarà proprio a partire dal prossimo incontro che si terrà in Colombia nel 2025, che si potrà comprendere se tra Europa e America Latina sia davvero scoccata la scintilla tanto attesa.

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Diego B. Panetta

Giurista con specializzazioni in campo notarile, societario e canonistico. Accanto alle norme, una grande passione per la retta filosofia, senza la quale codici e leggi possono ben poco. Autore di tre libri, collabora inoltre con riviste specializzate e testate online, tra cui BuoneNotizie.it.

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