La soglia di sbarramento adottata dai diversi Paesi europei è uno dei temi di discussione centrali nel dibattito politico. A meno di un anno dalle prossime elezioni europee, i diversi governi si interrogano sull’occasione di modificare o meno il proprio sistema elettorale. Infatti, la gestione delle elezioni e del sistema elettorale è competenza autonoma dei diversi membri. Anche in Italia è in corso il dibattito tra i diversi partiti politici sul sistema elettorale da adottare.

Le elezioni europee si terranno tra il 6 e il 9 giugno del 2024 e vari esponenti politici italiani non sarebbero favorevoli ad abbassare la soglia di sbarramento attuale.

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Le elezioni europee: cosa sono e come funzionano

Ogni cinque anni, si svolgono le elezioni del Parlamento Europeo e riguardano circa 446 milioni di abitanti dell’UE. I cittadini europei votano per rinnovare le cariche dell’istituzione rappresentativa dell’Unione Europea. Si tratta di un organo composto – attualmente – da 705 deputati, i quali provengono da ogni paese in numero proporzionato alla popolazione del paese stesso.

Il parlamento è composto da 7 sette gruppi politici con ideali diversi, ai quali solitamente vi aderiscono i singoli politici eletti. Il metodo utilizzato è quello proporzionale e vi sono alcuni principi comuni da rispettare, come la data delle elezioni e la soglia massima di sbarramento. L’istituzione si occupa principalmente di creare o elaborare nuove leggi, di approvare il bilancio dell’UE e di eleggere il presidente della Commissione europea e nominare i Commissari. Inoltre, il Parlamento si riunisce almeno una volta ogni mese nella sede e Strasburgo e in maniera saltuaria a Bruxelles.

Le ultime elezioni si sono verificate nel 2019 e sono state caratterizzate dall’elezione della Presidente Roberta Metsola. Il Parlamento Europeo a suffragio universale nasce dalle elezioni svolte il 7 e il 10 giugno 1979. Da lì si sono susseguiti diversi trattati che ne hanno aumentato il potere nel tempo.

La soglia di sbarramento europea in Italia

Il sistema elettorale italiano per le elezioni europee risale al 1979 ed è stato integrato nel 2009. Quest’ultima riforma ha introdotto la soglia di sbarramento al 4% per le liste candidate. Sono in tutto 5 le circoscrizioni nel paese, con la possibilità di esprimere da una a tre preferenze di cui almeno un terzo di genere diverso. Il metodo utilizzato è quello proporzionale puro e hanno diritto di voto tutti i cittadini dai 18 anni in poi, mentre si possono candidare i cittadini con un’età maggiore ai 25 anni.

Il panorama politico italiano è caratterizzato da numerosi partiti sotto il 4%. Di conseguenza, abbassare la soglia significherebbe rendere il gruppo italiano degli eurodeputati più rappresentativo e meno polarizzato. Di contro, una soglia di sbarramento troppo bassa potrebbe favorire il fenomeno della frammentazione e dell’instabilità politica. Ma la ragione principale che caratterizza le riforme elettorali è l’opportunità o meno di favorire il proprio partito attraverso il livello di tale soglia.

Proprio per questo, di solito i partiti più piccoli tendono a spingere per l’abbassamento della percentuale. Ciò non accade sempre, perché spesso si tende a favorire l’unione di più partiti in una singola lista. Attualmente, partiti come la Lega, Forza Italia e Italia Viva si sono dichiarati contrari alla modifica. Gli altri partiti invece si sono dichiarati aperti alla discussione.

I diversi sistemi elettorali in Europa

Le elezioni europee, quindi, sono caratterizzate dall’autonomia dei sistemi elettorali dei singoli membri. Questo significa che – escluso il limite massimo europeo del 5% – i paesi in molti casi adottano soglie diverse. Su 28 paesi dell’Unione Europea, 17 non presentano alcuna soglia di sbarramento. Altre differenze tra i paesi europei riguardano l’età minima per votare, i sistemi di voto e la composizione dei collegi elettorali.

Soglie di sbarramento alle elezioni europee. Fonte: elaborazione de "lavoce.info".

Soglie di sbarramento alle elezioni europee. Fonte: elaborazione de “lavoce.info”.

Il numero di eurodeputati è proporzionato alla popolazione del paese e rifletti i cambiamenti demografici, infatti quest’anno il Parlamento ha proposto di aumentare il numero di seggi per alcuni paesi. Alcuni politologi si interrogano sulla possibilità di uniformare il sistema elettorale delle elezioni europee dei diversi paesi.

Lo scopo sarebbe quello di favorire il raggiungimento degli standard di democraticità che caratterizzano gli ideali del Parlamento e una migliore rappresentanza geografica. Il processo in questo caso sarebbe molto lungo e complicato, poiché, una volta superate le procedure delle istituzioni europee dovrebbe essere recepito dai diversi sistemi costituzionali nazionali.

Nonostante questo, nel corso degli anni sono stati introdotti diversi elementi in comune per favorire delle elezioni di qualità. Inoltre, per molti aspetti sono in corso proposte per uniformare aspetti elettorali, come nel caso del voto per i 16enni. Questo dimostra che le elezioni europee si confermano di notevole importanza nel panorama politico attuale.

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Giuseppe Palomba

Dottore politologo di matrice napoletana, attualmente studio relazioni internazionali alla Federico II e coltivo la mia ossessione verso l'Unione europea.

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