A partire dallo scorso 2 maggio, in Belgio i cittadini di 16 e 17 anni potranno votare alle prossime elezioni per il Parlamento europeo che si svolgeranno a giugno 2024. Dopo Austria, Grecia e Malta anche il Belgio nel 2022 ha deciso di abbassare a 16 anni l’età degli elettori: un modo questo per avvicinare i giovani alla politica, rendendoli partecipi attivamente alla democrazia.

Un abbassamento dell’età degli elettori è avvenuto anche in Italia nel 2022: per la prima volta i ragazzi tra i 18 e i 25 anni hanno potuto esercitare il diritto di voto per eleggere il Senato alle scorse elezioni politiche. L’idea di ampliare il diritto di voto ai ragazzi tra il 16 e i 17 anni nel Bel Paese era stata lanciata nel passato da alcuni leader. Ma quali potrebbero essere i pro e i contro se anche in Italia venisse introdotta questa nuova normativa?

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Elezioni europee in Belgio: anche i sedicenni potranno votare

La legge in questione è stata approvata dal Parlamento federale su proposta del gruppo dei Verdi e col voto della maggioranza di governo. Invece i partiti della destra nazionalista fiamminga, N-VA e il Vlaams Belang, hanno votato contro.

Un’apertura da parte dell’Ue alla partecipazione alla vita politica da parte dei più giovani era già avvenuta alla fine del 2021. Infatti la Commissione degli Affari costituzionali del Parlamento del Belgio aveva approvato il via libera all’abbassamento a 18 anni dell’età minima per candidarsi alle elezioni europee.

Dopo Austria, Grecia e Malta anche il Belgio nel 2022 ha deciso di abbassare l’età necessaria per votare a partire dai 16 anni. Una scelta che l’allora ministra dell’interno Verlinden aveva spiegato affermando che la decisione governativa offre l’opportunità ai giovani di partecipare attivamente alla democrazia e di suscitare il loro interesse per la politica.

Dunque a partire dalle elezioni europee del 2024, circa 270mila giovani potranno recarsi ai seggi per esercitare il proprio diritto di voto per eleggere il Parlamento, ma senza obbligo come invece è per i diciottenni.

Già nel marzo 2022, il Parlamento aveva espresso la sua posizione a favore sull’abbassamento dell’età per votare in tutti gli Stati membri salvo che gli Stati dell’Ue non decidano diversamente. Attualmente però il percorso per conformarsi ai Paesi promotori dell’iniziativa sembra ancora lungo.

Elezioni europee 2024: in Belgio i sedicenni potranno votare il ParlamentoGruppo di giovani discute di politica

Abbassare l’età degli elettori: cosa pensa la politica italiana

Nell’immaginario collettivo spesso si pensa che i giovani non si interessino alla politica, ma in realtà sono proprio loro i fautori in prima linea della parità di genere, di misure contro la crisi climatica o di un divieto di tirocini non retribuiti. I giovani hanno imparato ad adattare la loro partecipazione e comunicazione alla vita politica negli ultimi anni per esprimere ciò che vogliono vedere realizzato nella società.

Attualmente, come dicevamo, solo Austria, Grecia, Belgio e Malta hanno abbassato l’età per votare. E in Italia sarà possibile in futuro? Un’apertura in questo senso è avvenuta nel 2022, in occasione delle elezioni politiche, quando i cittadini tra i 18 e i 25 anni hanno potuto votare per eleggere il Senato. Recentemente, diversi politici hanno proposto l’estensione del diritto di voto ma senza risultati.

Nel 2021, Letta aveva proposto l’idea di estendere il diritto di voto ai sedicenni, già annunciata dallo stesso esponente nel 2019. Prima di lui, nel 2007, Veltroni, aveva avanzato la proposta a favore dei più giovani. Anche sul fronte politico opposto, nel 2015 la Lega aveva presentato una proposta di legge costituzionale per allargare l’elettorato attivo. I Socialisti presentarono un’iniziativa analoga per estendere il diritto di voto ai sedicenni per le elezioni amministrative.

Estensione del diritto di voto ai sedicenni: pro e contro

Applicare l’estensione del diritto di voto ai sedicenni, sarebbe un segnale importante che dimostrerebbe la considerazione dei politici nei confronti delle loro proposte per il futuro. Ma la questione presenta dei pro e contro. C’è chi ritiene che a 16 anni non si sia abbastanza maturi per esprimere una preferenza politica consapevolmente e che i ragazzi non sono sufficientemente informati sulle decisioni che possono influenzare con il loro voto.

Al contrario vi è chi pensa che l’estensione del diritto di voto abbasserebbe il tasso di astensionismo elettorale in età adulta, un problema presente da anni in Italia. Inoltre concedere ai sedicenni l’opportunità di votare, significherebbe fare coincidere il diritto elettorale con altri diritti che possono esercitare, come conseguire la patente di guida per i motocicli dai 16 anni.

L’Ue si è dimostrata favorevole al coinvolgimento attivo dell’esercizio democratico da parte dei ragazzi. Attraverso Piani finanziati da Erasmus+, come il progetto Youth Upgrade for Europe, la Commissione Ue mira a offrire un nuovo stimolo alla democrazia coinvolgendo i giovani durante i processi elettorali.

Secondo il programma, approfondire la conoscenza dell’Ue fin dall’età scolare è fondamentale per il futuro dell’Unione. Dunque secondo l’Ue ciò può avvenire non solo attraverso l’istruzione formale, ma anche coinvolgendo in prima persona i ragazzi a partecipare attivamente alla vita politica.

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Elisabetta Majocchi

Elisabetta Majocchi, laureata in Informazione ed Editoria ho collaborato con testate scrivendo di cultura, costume e società. Appassionata di attualità, politica e sostenibilità, oggi scrivo per BuoneNotizie.it grazie al Laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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