La sicurezza stradale rientra tra gli obiettivi prioritari fissati dalla Commissione europea e, come gli altri Stati membri, anche il nostro Paese sta facendo la propria parte. Gli ultimi dati sono infatti incoraggianti: in Italia nel 2025 le vittime stradali sono diminuite del 5,3% rispetto al 2024, secondo i dati ISTAT diffusi lo scorso 24 luglio. La buona notizia è che tale riduzione è stata più marcata rispetto al calo dello 0,3% registrato tra il 2024 e il 2023.
Questo miglioramento, pertanto, può indurci all’ottimismo, pur se la strada da percorrere per centrare gli obiettivi europei appare ancora lunga. Bruxelles ha infatti chiesto ai Paesi dell’UE di innalzare il livello della sicurezza, dimezzando vittime e sinistri stradali entro il 2030, per azzerarli nel 2050.
Cosa raccontano i dati sulla sicurezza stradale
Dopo la pandemia da COVID-19, periodo durante il quale in Italia c’erano meno veicoli in circolazione, per la prima volta il numero delle vittime stradali è sceso sotto quota 3.000. Per l’ISTAT, infatti, nel 2019 erano decedute 3.173 persone, diventate 3.030 nel 2024, diminuite ulteriormente a 2.868 lo scorso anno.
Ne consegue, pertanto, che nel 2025 rispetto al 2024 abbiamo avuto 162 persone in meno che hanno perso la vita su strada. Anche il raffronto tra il 2019 e il 2025 risulta confortante, con una riduzione di decessi del 9,6%, corrispondente a 305 morti in meno. Anche nell’UE, complessivamente considerata, le vittime sono diminuite, ma solo del 2,4% nel 2025 rispetto al 2024. Si tratta, quindi, di una percentuale inferiore a quella del 5,3% riscontrata in Italia.
Al miglioramento della sicurezza ottenuta dal nostro Paese sul versante delle vittime, tuttavia, si contrappone la situazione sui sinistri stradali, che denota un lieve incremento. Nel 2025, infatti, le collisioni tra veicoli sono aumentate del 2,2% rispetto al 2024, crescita che confrontata con il 2019 è stata del 2,9%. I feriti, invece, che nel 2025 rispetto al 2024 hanno registrato un aumento dell’1,7%, risultano diminuiti dell’1,5% dal confronto con il 2019.
Nel 2025, infine, sono aumentate rispetto al 2024 le vittime tra ciclisti (+20%), utilizzatori di biciclette elettriche (+50%) e di monopattini elettrici (+8,7%), nonché occupanti di autocarri (+13,7%). Nello stesso arco temporale, invece, tra i deceduti sono diminuiti pedoni (-10,9%), coloro che utilizzano ciclomotori (-8,2%) e autovetture (-10,1%), nonché motociclisti (-3,4%).
La distrazione come prima causa dei sinistri: in calo la mortalità giovanile
La sicurezza stradale è compromessa dal comportamento scorretto di conducenti e pedoni. Tale condotta ha causato lo scorso anno il 93,1% di sinistri, in linea con il 93,4% registrato nell’anno precedente. La guida distratta rimane al primo posto tra le violazioni (15,1%), seguita dal mancato rispetto di semafori e precedenze (12,6%), dalla velocità eccessiva (7,8%) e dalle manovre irregolari (7,6%). Tali infrazioni erano attestate, nel 2024, rispettivamente al 15,7%, 13,5%, 8,6% e 7,9%.
In merito alla tipologia delle strade, nel 2025 rispetto al 2024 le vittime sono diminuite su quelle urbane ed extraurbane (-7,1%). In autostrada, invece, la situazione ha registrato un leggero incremento, con un +0,8% lo scorso anno rispetto al 2024. Nel raffronto con il periodo precedente alla pandemia, in particolare con il 2019, le vittime nel 2025 sono diminuite sulle autostrade (-16,8%), nonché in ambito urbano ed extraurbano (-9,6%).
Anche tra i giovani emergono miglioramenti e questo può sorprenderci. Le notizie riportate dai media sui sinistri che coinvolgono i ragazzi, infatti, ci inducono a pensare che loro siano poco attenti al tema della sicurezza stradale. Le giovani generazioni, invece, stanno prestando maggiore attenzione, poiché nella fascia d’età 20-24 anni il tasso di mortalità per ogni milione di abitanti è diminuito. Nel 2025, infatti, è stato del 77,1, nel 2024 era dell’84,7. Analoga situazione emerge per coloro che hanno tra i 25 e i 29 anni: il tasso è stato del 66,7 nel 2024, sceso lo scorso anno del 53,8. Un lieve incremento, tuttavia, si registra nella classe d’età 15-19 anni, con il tasso di mortalità passato dal 54,1 nel 2024 al 55,7 nel 2025.
Insistere sull’educazione stradale
L’educazione stradale si sta dimostrando una scelta strategica vincente per elevare il livello della sicurezza.

Sicurezza stradale: educare alla guida è strategicamente vincente (foto da Unsplash di Sam Balye).
“Occorre riconoscere all’educazione stradale una centralità nelle politiche di prevenzione”. Lo ha affermato Geronimo La Russa, Presidente dell’Automobile Club d’Italia, puntualizzando che “La sicurezza stradale si costruisce con la cultura, non solo con sanzioni o con la tecnologia. Cominciando dalle giovani generazioni, dobbiamo ripartire dalla consapevolezza del valore della vita”.
Giovani che sono al centro del protocollo sottoscritto recentemente tra il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Unipol Assicurazioni e UnipolTech. Lo stesso prevede programmi formativi e campagne di sensibilizzazione mirate ai ragazzi. “La sicurezza stradale è una delle nostre priorità”, ha precisato il Prefetto Renato Cortese, Direttore Centrale delle Specialità della Polizia di Stato. Lui ha aggiunto che per ridurre la sinistrosità stradale occorrono “prevenzione, conoscenza dei fenomeni e collaborazione tra istituzioni, imprese e cittadini”.
Cooperazione e prevenzione che hanno spinto Anas, Polizia di Stato e Ministero delle infrastrutture e dei trasporti a lanciare in questi giorni una campagna di comunicazione. La stessa, incentrata sui pericoli connessi alla guida distratta, è condotta tramite volti noti dello spettacolo. Massimiliano Ossini, Ludovica Martino e Gianmarco Tognazzi, che negli spot interpretano persone comuni, lanciano un messaggio: “Quando sei alla guida tutto può aspettare”.
La sicurezza stradale dipende da tutti noi
Le istituzioni, in partnership con altri soggetti, si stanno impegnando per limitare i sinistri stradali, ma senza la collaborazione di pedoni e conducenti qualsiasi iniziativa sulla sicurezza rischia di essere vanificata. “Ognuno sulla strada può dare il proprio contributo per evitare morti e feriti”: lo ha ribadito a BuoneNotizie.it Edward von Freymann. Lui, vittima della strada, è particolarmente attivo sul versante della prevenzione.
Non rimane che darci da fare: la sicurezza stradale dipende da tutti noi e ogni vittima in meno è una vittoria per l’intera società. Non dimentichiamolo mai.