Cultura in digitale: analisi di un fenomeno che potrebbe riavvicinare gli italiani all’arte e alla lettura.

La cultura in digitale sembra essere la risposta alla crisi dei settori interessati. Quando la pandemia da Covid-19 ci ha limitato negli spostamenti e più specificatamente nella possibilità di fruire di mostre, musei, librerie ed eventi culturali, gli operatori si sono adeguati alle nuove necessità, proponendo contenuti di cultura in digitale. Il pubblico, soprattutto i giovani ma non solo, ha accolto positivamente le nuove proposte; tanto da avvicinarsi con maggiore interesse a un mercato che sembrava in declino ma che proprio grazie a questo sembra potersi riprendere.

La cultura in digitale incentiva la lettura

Lo scorso 21 giugno BookCity Milano, Intesa Sanpaolo e Associazione Italiana Editori (AIE) hanno presentato i dati dalle indagini fatte nei mesi precedenti su mille persone e duecento fruitori abituali di cultura, con l’obiettivo di indagare l’impatto del lockdown sulla cultura nazionale. L’evento, trasmesso in streaming sulla pagina Facebook di BookCity Milano, ha messo in luce un aumento generale del consumo della cultura in digitale.

In particolare emerge che: il digitale ha permesso a numerosi italiani di sperimentare la fruizioni di eventi on-line che dichiarano di aver iniziato durante il lockdown (il 64% ha assistito a un concerto via web, il 61% ha partecipato a conferenze, il 59% a opere teatrali ecc.); cresce la lettura tra i più giovani (il 41% ha letto libri, e-book o ascoltato audiolibri in misura maggiore rispetto al passato); crescono del 25% gli acquisti di libri; podcast e audiolibri si affermano solidamente nel mercato.

A causa della chiusura delle librerie fisiche, Internet ha trainato le vendite: per molti editori, il fatturato proveniente dall’online è salito dal 21% nel 2019 al 54% a fine 2020.

L’arte ai tempi del coronavirus

Mostre virtuali, gallerie d’arte su Internet, concerti in streaming, NFT, libri “aumentati” e sempre più scrittori auto-pubblicati. Questo, l’assetto del mondo dell’arte ai tempi del Covid-19. Positivo o negativo?

Per quanto riguarda il settore editoriale, sono molti gli aspetti positivi e diversi quelli negativi. I lettori stanno aumentando, il mercato editoriale è sommerso da nuovi scrittori, nuove proposte, nuove case editrici per tutti i gusti (tutto ciò significa più lavoro per i professionisti editoriali) e la comodità di e-book e audiolibri, che è innegabile. Così come è innegabile la crisi dei canali tradizionali dell’editoria e la saturazione di un mercato che dovrebbe ora puntare sulla qualità anziché sulla quantità.

Ma alcuni editori già lavorano per questo: l’extended book, l’innovativo progetto made in Italy, è un esempio di innovazione positiva. Avvicina più lettori (soprattutto giovani) e al contempo restituisce un prodotto ricercato e approfondito e che risulta, pertanto, di qualità.

Per i NFT vale un discorso analogo: attirano più persone al mercato (che sembrava stesse perdendo pubblico) e allo stesso tempo ne svalutano, in parte, la produzione.

La cultura in digitale è un fenomeno relativamente recente e che, quindi, non è stato studiato abbastanza per poter trarre conclusioni certe. Quel che è certo è che sta contribuendo a riavvicinare le persone al mondo dell’arte e della lettura come non mai nell’ultimo decennio. Le potenzialità del digitale sono infinite e le prospettive, tutto sommato, sembrano essere incoraggianti.

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