A Montegrotto Terme c’è la piscina dei record: Y-40, la più profonda al mondo. Ma la sua, è anche una storia che parla di trasformazione e resilienza.

A Montegrotto Terme, in provincia di Padova, arrivano turisti da tutto il mondo per rilassarsi nelle acque termali delle decine di piscine, spa e impianti che affollano gli alberghi dei Colli Euganei. La piscina più famosa di tutte, però, è l’affascinante Y-40. Situata nel complesso dell’Hotel Millepini di Montegrotto, progettata dall’architetto Emanuele Boaretto e inaugurata nel 2014, è diventata il primo teatro subacqueo al mondo.

Y-40: storia di una scommessa

La ipsilon nel suo nome rievoca la forma che assume il corpo umano quando scende in apnea. Quel “40” sta per la sua profondità: Y-40 è la piscina in acqua termale più profonda al mondo (42,5 metri per 4300 metri cubi d’acqua). Un abisso in piena sicurezza in cui, prima della pandemia, arrivavano atleti, militari e sub amatoriali da tutto il mondo per allenarsi.

Già al tempo della sua progettazione, l’ambizioso architetto Emanuele Boaretto, figlio del fondatore dell’Hotel Millepini Giuseppe Boaretto, aveva fatto una scommessa all’indomani di una crisi economica. La scelta di investire in un settore quasi sconosciuto come quello dell’apnea e del mondo subacqueo aveva intercettato i bisogni di un mestiere con esigenze molto precise e particolari.

La Marina militare frequentava la piscina di Montegrotto Terme per gli addestramenti, l’Università di Padova per studi e ricerche e i sub professionisti e gli atleti per le immersioni. Ma il luogo aveva già un’anima “artistica”: sui suoi fondali erano stati girati videoclip, si erano svolti dj-set e performance.

La scommessa era stata vinta e Y-40 era diventata una delle attrazioni principali di Montegrotto Terme: fino a un anno e mezzo fa.

Montegrotto Terme diventa un teatro subacqueo

Quando il Covid-19 ha spazzato via turisti, atleti e semplici amatori, Emanuele Boaretto non si è rassegnato a vedere la sua piscina termale vuota e priva di vita.

“Questo anno di pandemia ha ridotto totalmente la frequentazione della piscina da parte di atleti o di appassionati dell’apnea e della subacquea. Abbiamo lavorato tanto insieme a filmaker che avevano la possibilità di muoversi e continuare a lavorare, a differenza del mondo dello spettacolo che ha patito quanto quello del turismo a causa del lockdown”.

Y-40 è stata riconvertita da spazio per allenamenti e immersioni a vero e proprio teatro sott’acqua, con tanto di impianti luci e audio. In occasione dell’inaugurazione, lo scorso 29 giugno, si sono esibite le apneiste Julie Gautier e Dada Li in alcune performance. Le artiste erano dirette da Behind the Mask, la crew internazionale specializzata in visual acquatico coordinata dal videomaker tedesco Florian Fischer.

La danzatrice Julie Gautier ha presentato in anteprima mondiale “In Narcissus”, coreografia ispirata al mito di Narciso. L’esibizione dell’apneista cinese Dada Li ha ispirato la creazione di un’opera d’arte in vetro da parte del mastro vetraio Stefano Dalla Valentina.

La forma (dell’acqua) del teatro italiano

Il teatro italiano è stato uno dei settori più falcidiati dalla pandemia, con realtà che sono rimaste chiuse per oltre un anno e mezzo consecutivo. Molti artisti dello spettacolo in questo anno e mezzo hanno cambiato mestiere. Ora molti di loro provano a rimboccarsi le maniche e a ripartire:  ma  molte realtà hanno ormai gettato la spugna.

La nuova vita di Y-40 racconta la resilienza del mondo del teatro, che come l’acqua si adatta e prende la forma di ciò che la contiene, senza dimenticare di essere, allo stesso tempo, una forza della natura.

Emanuele Boaretto crede fortemente nel sogno di unire apnea e arte in un connubio che trova nella piscina di Montegrotto Terme una collocazione naturale e insieme studiata al centimetro.

“Questa piscina vuole crescere ancora e con il connubio delle nostre due realtà. Vogliamo portare il nostro know-how a chi ha l’ambizione di realizzare qualcosa che nel mondo non è possibile fare e si esalta in uno spazio sommerso”.

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