Il mondo del libro sta vivendo la sua rivoluzione digitale ormai da diversi anni. Gli assetti fondamentali del settore cambiano a un ritmo sempre più accelerato: sembra lontano il tempo in cui gli ebook rappresentavano la più comoda delle innovazioni. Oggi, sono figure come bookinfluencer e social media manager per l’editoria – unite a concetti come booktok del mese e book stylist (professionisti che scelgono i libri per le star) – a rappresentare l’essenza della trasformazione del mercato del libro.

Del tema ha parlato Filippo Taddia, creatore della pagina Instagram leggoecammino, per aiutarci a meglio comprendere il legame che va rafforzandosi tra editoria e digitale. Taddia ha dato vita a un format di grande successo sui social network: unendo due delle sue più grandi passioni, leggere e camminare, ha contribuito a rendere questo legame non solo popolare ma anche vincente. Oggi gestisce i profili social di alcune importanti realtà editoriali e tiene corsi di formazione sul modo in cui il digital sta ridefinendo l’industria libraia.

Il mestiere del bookinfluencer

 

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Filippo Taddia è un bookinfluencer. Ha iniziato per passione, si è esposto sui social e ha rischiato in un momento in cui l’editoria viveva un periodo difficile a livello di popolarità (e quindi di vendite). “Leggevo camminando, dopo aver scoperto che era del tutto fattibile. La gente ha cominciato a seguirmi e si è creata una community, finché non ho iniziato a fare video-interviste con gli autori. Da quel momento è andata sempre meglio e le interviste sono diventate il mio punto di forza. Chi sono i bookinfluencer oggi? Professionisti che hanno un seguito importante non tanto di numeri quanto di solidità del rapporto con i followers.” Il micro-influencing è la modalità di fare network preferita nel settore: si tende a seguire più influencer più piccoli piuttosto che una sola figura con tanti seguaci.

Il tipo di pubblico è quindi un primo aspetto da considerare per chi vorrebbe avvicinarsi alla professione del bookinfluencer. Non meno importante è l’abilità di creare contenuti originali e visivamente attraenti. “I social, specie Instagram e TikTok, funzionano per immagini. L’estetica è molto importante. Segue l’originalità: le persone cercano qualcosa di nuovo, qualcosa di innovativo. Bisogna avere il coraggio di osare.

Creare contenuti digitali di qualità e sapersi muovere nel mondo del web, però, potrebbe non essere sufficiente. “Il lavoro online rappresenta una grossa fetta di quello che c’è da fare e imparare, ma l’umanità, il rispetto e in generale i rapporti offline non sono da meno. Il settore sta ricominciando a vivere anche in presenza. Farsi vedere ai festival, alle fiere e agli eventi più importanti è indice di una condotta professionale e, oltre all’aspetto lavorativo, è gratificante e piacevole.” L’editoria vive quindi in un ecosistema digitale, ma non smette di fiorire anche offline.

La rivoluzione “dal basso” dell’editoria

 

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Qualche giorno fa sono stato in una libreria. Ho notato un gruppo di ragazze di circa 18 anni, erano in cinque, che sono andate direttamente negli scaffali dei booktok del mese e hanno iniziato a parlare dei libri più popolari sul social in quel periodo. Io credo che sia fantastico, perché significa che il settore ha trovato il modo di arrivare anche ai giovanissimi. Prima del lockdown la lettura perdeva popolarità di anno in anno, ora le cose stanno cambiando. Stiamo assistendo a una rivoluzione dal basso: la gente entra in libreria con il telefonino, i fumetti stanno spopolando come non mai, il social dei millennials riesce a comunicare l’esperienza della lettura. Tutte queste derivazioni del digitale stanno contribuendo a risollevare il mercato del libro.

Filippo Taddia è fiducioso ma realista: “Questo non significa che non ci siano aspetti negativi. Nella massificazione dei contro ci sono sempre e non è facile trovare una soluzione immediata al problema, perché il fenomeno è anche recente. Ma io continuo a pensare che, tutto sommato, quello che sta succedendo sia positivo. Ora, grazie ai bookinfluencer e più in generale a TikTok, leggere non è più visto come qualcosa di noioso o impopolare. Ora leggere è per tutti. E questo è il progresso migliore su cui potessimo contare.

Il futuro del settore

 

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La rivoluzione, comunque, non è finita. Anzi, il settore editoriale è in continua evoluzione. Gestire fattori che ancora non si comprendono e trovare delle soluzioni ad alcuni problemi che l’avvicinamento al mondo online comporta è senz’altro la sfida del prossimo futuro. Il bookinfluencer afferma che: “Questi processi vanno osservati con attenzione, studiati e capiti. Se subentreranno altri problemi si affronteranno. Per il momento, io credo che i pro superino i contro. Come presupposto è più che positivo per la salute del settore.

Filippo Taddia consiglia di “non dare giudizi estetici” a fenomeni come i booktok del mese, perché riescono nell’intento di avvicinare i giovani alla lettura e a sdoganare preconcetti che fino a qualche tempo fa rendevano i libri qualcosa di elitario e poco attraente. Grazie ai social e al mondo digital ora leggere è per tutti, e da questo presupposto possono nascere derivazioni interessanti.

Sofia Greggio

Sofia Greggio

Sofia Greggio, aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista. E tu cosa stai aspettando?

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