L’Italia riconferma il suo primato nella poesia performativa: infatti è il terzo anno che un italiano vince la Coppa del Mondo di Poetry Slam. Il campionato, alla sua XVII edizione, si è tenuto come ogni anno a Parigi tra il 10 e il 16 maggio. In questa edizione a primeggiare è il poeta Filippo Capobianco, già Campione Nazionale LIPS; l’anno scorso il vincitore fu Lorenzo Maragoni e l’anno prima ancora fu Giuliano Logos De Santis.

Cos’è la Poetry Slam?

La Poetry Slam è una combinazione di scrittura e performance, nel quale la parola assume una grandissima importanza e viene adattata a differenti contesti. In breve uno slam è una gara tra poeti che si sfidano “a colpi di versi”. È a tutti gli effetti una forma di intrattenimento popolare dinamica e avvincente, che ha lo scopo di avvicinare il grande pubblico alla poesia. Il formato di un Poetry Slam può variare in base alla competizione ma conserva sempre alcuni elementi generali, che lo caratterizzano:

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  • il tempo, ai poeti in gara è concesso un lasso di tempo fisso per presentare il proprio prezzo;
  • caratteristica della performance, la competizione enfatizza la voce, la presentazione tematica e la “teatralità” della performance sono quindi vietati costumi ed oggetti di scena;
  • la giuria, il pubblico è parte integrante del Poetry Slam. La giuria, scelta a caso tra il pubblico, decreta il successo della performance in base al contenuto, allo stile, all’originalità, al ritmo e altri criteri artistici;

Il Poetry Slam nasce nel 1984 quando Marc Smith, operaio nei cantieri e poeta, organizza una serie di incontri di lettura a voce alta in un jazz club di Chicago, il Get Me High Lounge. Il suo intento è quello di portare del nuovo nella scena poetica, facendo partecipare il pubblico sul palcoscenico. Nel 1986 Smith propone a Dave Jemilo, proprietario del Green Mill Cocktail Lounge, di organizzare ogni settimana una competizione di poesia. Così il 20 luglio dello stesso anno, nasce il primo poetry slam. Oggi, il poetry slam è diventata una forma d’arte internazionale ed è presente non solo negli USA ma in tutta Europa.

La poesia performativa in Italia

«E’ difficile pensare che in Italia alla poesia – commenta sui social Lorenzo Marangoni – non sia successo qualcosa». Il Poetry Slam, nonostante, la sua diffusione a macchia d’olio degli ultimi, resta ancora un genere di “nicchia” nella già nicchia della poesia. Infatti la poesia performativa è malvista dagli “accademici” sia per l’uso di un dispositivo teatral-performatico, sia per le contaminazioni da altri mondi. Nonostante questa “resistenza accademica“, in Italia, questa “nicchia” vede una fitta rete di collettivi tutti coordinati da Lips – Lega Italiana Poetry Slam. 

Tra questi il collettivo Caspar Campania Slam Poetry, nasce nel 2017 e si occupa di arti performative legate alla parola. L’attività cardine del collettivo è il Campionato Regionale di Slam Poetry. «Il campionato – spiegano gli organizzatori – è un’occasione per reclutare e promuovere talenti locali e generare turismo culturale accogliendo artisti dalle altre regioni. I vincitori accedono di diritto ai campionati nazionali ed internazionali».

Il collettivo è inoltre impegnato in laboratori di scrittura, in contesti “difficili” e nell’organizzazione di azioni di carattere sociale.  Tra queste, la recente collaborazione con Videometrò News Network, la TV del Sistema di Metropolitana di Napoli e della Regione Campania, per una rassegna di poesia civile su argomenti come la donazione di organi e tessuti, la violenza di genere, il disagio psichico e i valori umanitari.

La poetry slam sta avvicinando le persone alla poesia?

La Poetry Slam trova resistenze tra gli “addetti ai lavori”, secondo i suoi detrattori lo Slam appare molto più performance teatrale\comica che pura poesia. Inoltre il sistema “leggero” della gara, dei voti e della giuria popolare anziché tecnica lascia grandi dubbi a quanti considerano la poesia un’attività seria e non un semplice mezzo di intrattenimento popolare.

«Credo sia normale che, come tutti i movimenti nati “dal basso”, anche questo venga visto con sospetto, soprattutto perché difficilmente controllabile ed etichettabile» – commenta Stella Iasiello, referente Caspar Campania Slam Poetry per la provincia di Avellino, coordinatrice regionale e membro del direttivo nazionale di LIPS – «ma credo che siano proprio queste stesse caratteristiche a decretare il successo di questa “disciplina” che nulla vuole insegnare e chiedere, se non la possibilità di esprimersi liberamente e di prendersi quegli spazi, là dove non concessi».

Nonostante la componente agonistica presente nelle competizioni, lo scopo del poetry slam non è tanto quello di prevalere sugli altri, ma popolarizzare senza sminuire una forma d’arte spesso considerata elitaria, incarnando così una sorta di rivincita della poesia. Il centro dell’attenzione rimane sempre la poesia, ma espressa in modi sempre diversi spesso riuscendo a rompere e ad attraversare la “quarta parete” che separa lo spettatore dallo spettacolo.

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Vittorio Palmieri

Napoletano. Emigrato nell'entroterra irpino-sannita, in controtendenza con l'emorragia dei paesi interni verso la vita metropolitana. Ignoto poeta "prestato alla burocrazia". Nell’entroterra segue percorsi sociali con enti del terzo settore. Ha collaborato ad un progetto di agricoltura sociale con le Associazioni Irpine “Ecopotea Aps” e “Al Centro dei Ragazzi Odv”. Nell’ultimo anno fonda Introterra Aps, nata con lo scopo di rivalutare e riscoprire l'entroterra campano, e con la quale rileva un progetto giornalistico editoriale decennale "bMagazine.it" e fonda l'etichetta "Introterra Edizioni"Aspirante giornalista pubblicista, scrivo per Buonenotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista

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