La disponibilità quasi immediata delle pellicole sulle piattaforme streaming a discapito delle sale. La crisi economica che stiamo attraversando. Le conseguenze della pandemia. Queste sono parte delle motivazioni per cui molti spettatori, tra cui anche quelli abituali, ancora non sono tornati nelle sale. Per il cinema, il multiverso sta cambiando le carte in tavola?

Criticità che il cinema sta affrontando

Il cinema in questi ultimi anni ha affrontato molte sfide. La pandemia ha inevitabilmente rallentato i processi di produzione della maggior parte delle pellicole. E perciò anche la distribuzione nelle sale. Il che ha contribuito a incrementare i budget, forse già eccessivamente elevati, e a far lievitare i costi totali di produzione. Se si tiene conto di queste considerazioni e dello scarso coinvolgimento del pubblico nel tornare al cinema, gli incassi, persino quando il risultato non è deludente, non sono sufficienti, rendendo tanti film dei flop.

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C’erano alte aspettative per quest’estate. Blockbuster e film dal brand molto forte. Eppure, uno dopo l’altro, non hanno raggiunto i risultati sperati. Fast X, il quinto capitolo della saga di Indiana Jones, La Sirenetta. Anche per The Flash, nonostante fosse un cinecomic promosso egregiamente, dopo l’esordio disastroso non ci sono stati miglioramenti. Persino il mondo dell’animazione sta attraversando un momento difficile, a prescindere dalla qualità del prodotto. Elemental ne è un esempio.

Ma forse c’è una chiave per sbloccare la crisi in cui versa il cinema: il multiverso.

Il cinema e il successo del multiverso

Ultimamente prevale la fascinazione nel cinema per il multiverso. Espediente narrativo sfruttato come chiave per far sì che gli amanti dell’universo cinematografico tornino nelle sale. Ipotesi che basa le sue origini dai tempi dell’Antica Grecia, dal punto di vista filosofico. Anassimandro con il suo apeiron e gli atomisti greci aprirono le porte a questa possibile visione, attraverso altri pensatori si giunge poi alle diverse concezioni nella comunità scientifica. Che riunisce ideologie divergenti per quanto riguarda questa teoria affascinante e stimolante. Quindi, cosa ci attira oggi così tanto? La prospettiva di immaginare un universo narrativo diverso da quello in cui viviamo è così travolgente?

Non sono molti i film al cinema in questi mesi che possono essere definiti dei veri e propri successi. Ricordiamo Everything Everywhere All at Once, Doctor Strange nel Multiverso della Follia, Spider-Man: No Way Home, e i film d’animazione Spider-Man: Into the Spider-Verse e Across the Spider-Verse. L’elemento principe che accomuna questi film è, guarda caso, il multiverso.

Nel cinema, il concetto di multiverso si interseca in modo intrigante a scienza, fumetti e vita reale. Una combinazione che sembra essere vincente. Rappresenta situazioni che bisogna aggiustare e migliorare. Il grande pubblico ne è affascinato.

Cinema, multiverso e qualità

Adeguarsi ai desideri e bisogni di rappresentazione del pubblico non è sinonimo di difetto. Proporre soluzioni rivoluzionarie e di qualità è il primo passo verso il trionfo. Il cinema incontra il multiverso e la qualità in particolar modo nella pellicola Spider-Man: Across the Spider-Verse.

Il primo dettaglio che colpisce immediatamente è l’unione del 2D e 3D gestita fantasticamente. Che porta questo sequel ad essere un punto di riferimento per l’animazione. I personaggi sono il fulcro del film. La sceneggiatura fresca e frizzante gestisce molte sequenze caratterizzate quasi interamente dal dialogo. Le interazioni tra i protagonisti, e i comprimari, ci avvicinano subito alla loro vicenda e li porta verso un percorso di maturazione. Dalle dinamiche affascinanti. Across the Spider-Verse è ricco di emotività, punti di vista differenti, diversità. La colonna sonora originale è decisamente accattivante e rispecchia a dovere i personaggi, immergendoci nel loro mondo.

Il cinema beneficia della sua versione del multiverso. Una visione semplice ed equilibrata. É un film che conferma tutto il potenziale ed entusiasmo per assicurare una trilogia animata sorprendente. Non possiamo che attendere con impazienza il terzo e ultimo capitolo della saga.

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Chiara Andriani

Chiara Andriani. Mi sono diplomata al Liceo Linguistico, avendo sempre avuto un interesse e un orecchio attento per le lingue. Fin dall'infanzia ho mostrato un particolare coinvolgimento ed entusiasmo verso l'universo letterario e cinematografico e una passione per la musica. L'attrattiva verso la scrittura mi ha spinto a cercare un modo per renderla parte integrante della mia vita di tutti i giorni, portandomi alla scoperta anche del giornalismo e di BuoneNotizie.it. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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