L’Italia si attiva perché lo sport sia prescrivibile come un farmaco per l’obesità e altre malattia croniche. Lo fa presentando un Disegno di legge apposito dove l’attività fisica è definita strumento non solo terapeutico, ma anche terapeutico per tutti i cittadini, con conseguenti agevolazioni fiscali. C’è poi un protocollo di intesa del 28 giugno 2023 dove l’obesità è trattata come malattia cronica, pur non riconosciuta tale dal Servizio Sanitario Nazionale Italiano.

Ecco perché l’Italia pone il focus su sport e obesità

L’Italia è pigra: su 10 persone, 4 hanno problemi di peso e 1 è obeso. I dati di Euronews dove risulta settima nella classifica europea 2022 per inattività fisica, dicono che il 56% della popolazione e il 92% dei ragazzi italiani tra gli 11 e 17 anni non hanno mai praticato sport. L’inattività e i problemi ponderali sono sono fattori di alto rischio per la salute mentale e fisica, soprattutto quando si parla di obesità. La medicina più economica, senza contro indicazioni e a portata di tutti è proprio lo sport che riduce del 20 per cento circa il rischio di ammalarsi. Per questo L’OMS consiglia di svolgere durante la settimana almeno 150-300 minuti di attività fisica aerobica d’intensità moderata oppure almeno 75-150 minuti di attività intensa almeno 2 volte a settimana.

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Ma perché poi sarà così importante essere in forma fisica? Perché fa bene non solo alla salute ma anche a welfare e casse dello Stato. A dimostrarlo è il Regno Unito dove i medici di base possono prescrivere ai loro pazienti l’attività fisica come farmaco e quindi sono detraibili palestra, ballo, golf e qualsiasi altra attività fisica. Le spese sanitarie sono state finanziate dal Governo inglese. Risultato: 20% in meno di casi di degenza ospedaliera e del 4% dei ricoveri ospedalieri di emergenza. Mentre in Italia il costo dell’inattività fisica è stimato a 1,3 miliardi di euro nei prossimi 30 anni.

In Italia si attiva per lo sport prescrivibile e l'obesità una malattia

                                             Euronews data 2022

L’Italia si attiva per lo sport prescrivibile come farmaco

Attualmente in Italia può essere detratta con un limite di spesa, per il 2022, di 1,5 milioni di euro complessivi solo l’attività fisica adattata. Si tratta di esercizio fisico, non sanitari, svolti in gruppo da cittadini con patologie croniche o disabilità fisiche. Significa che il costo dell’assistenza specializzata per lo svolgimento dell’attività fisica adattata può essere in parte recuperato. Anche i costi di terapie posturali effettuate presso centri riabilitativi, su prescrizione e sotto controllo medico o di un fisioterapista, sono detraibili fiscalmente. Altra agevolazione riguarda i minorenni per i quali sono detraibili nel modulo 730 le spese sportive sostenute per l’iscrizione annuale ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture e impianti destinati alla pratica sportiva dilettantistica.

Per tutti gli altri invece l’attività fisica rimane solo un buon consiglio del medico generico e a spese proprie. Per questo l’Italia si è attivata per rendere lo sport prescrivibile per obesità e altre malattie croniche, come diabete, con una proposta di legge apposita. A presentarla il Presidente dell’Intergruppo parlamentare Obesità, diabete e malattie croniche non trasmissibili, nonché Vicepresidente della X Commissione del Senato, Sen. Daniela Sbrollini. Obiettivo del ddl è promuovere l’esercizio fisico e permettere alle famiglie di usufruire delle detrazioni fiscali, recuperando attraverso il 730 parte dell’investimento.

Nel frattempo in Lombardia, l’obesità è inserita nei LEA, malattie croniche e in Sardegna, Liguria, Emilia Romagna lo sport prescritto grazie a convenzioni con aziende sanitarie locali (Usl) e aziende ospedaliere. Qui le famiglie hanno agevolazioni fiscali attraverso le ricette mediche di pediatri, medici di medicina generale e specialisti.

L’obesità è una malattia cronica anche in Italia

Nell’elenco delle malattie esenti da ticket l’obesità non c’è. Eppure è già riconosciuta come malattia cronica dalla Camera dei Deputati. Infatti la “Mozione Obesità” promossa dalla rete globale OPEN (Rete di impegno per le politiche sull’obesità) il 13 novembre 2019 ha incassato il parere favorevole del Governo su tutti i 12 punti riportati, per poi essere votata all’unanimità da tutti i 458 Deputati presenti in Aula. Eppure il Sistema Nazionale Sanitario non l’ha inserita nell’elenco malattie croniche.

A lanciare un appello Renato Lauro, Presidente IBDO Foundation, Andrea Lenzi, Coordinatore Open Italia, e Paolo Sbraccia, Vicepresidente IBDO Foundation:

L’obesità nel nostro Paese non è inserita nella lista delle malattie croniche, le prestazioni riguardanti l’obesità non sono inserite nei livelli essenziali di assistenza (LEA), non esiste una rete nazionale di cura per l’obesità, non esiste un Piano Nazionale sull’obesità: è il momento di cambiare nella lotta all’obesità!

Il Governo intanto tratta l’obesità come una malattia cronica, includendola nei progetti sanitari. Va in questa direzione anche il protocollo d’Intesa firmato il 28 giugno 2023 tra l’Intergruppo parlamentare Obesità, diabete, malattie croniche non trasmissibili, l’Intergruppo parlamentare per la Prevenzione delle emergenze e l’assistenza sanitaria nelle aree interne, e l’Associazione Nazionale Italiana degli atleti diabetici, dei Chinesiologi e dei Fisioterapisti. Un accordo che permette, tra l’altro, di prescrivere sport e attività fisica sia in ambito terapeutico-sanitario (Fisioterapisti) che in quello preventivo-sociale (Chinesiologi).

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Anna Restivo

Editor e creator freelance nel motorismo sportivo e storico.  Ho collaborazioni in F1 dal 2014, passando anche dalla Motogp, e dal 2019 in manifestazioni di auto e moto d'epoca. Mi piace raccontare il motorismo e le sue connessioni con società, arte, ambiente, creando format e progetti. Attualmente collaboro con BuoneNotizie.it, grazie al quale ho avuto l'opportunità di conoscere il giornalismo costruttivo.

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