Il Rione Sanità, quartiere storico di Napoli, ha subito un radicale processo di riqualifica negli ultimi anni che lo ha trasformato in polo culturale attrattivo per residenti e visitatori, grazie a numerose iniziative. Si distingue oggi per il suo concentrato di arte e folklore. Gli abitanti incarnano lo spirito inossidabile della città partenopea, che affascina e cattura l’attenzione di chiunque vi si avventuri.

Ma cosa si cela dietro la storia di questo quartiere, rendendolo così unico?

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Il Rione Sanità nella storia

Un tempo il Rione Sanità veniva attraversato da papi, re e cardinali. Rimase però completamente isolato dal resto della città dopo che le truppe francesi durante l’occupazione nel 1807 costruirono il “Ponte della Sanità” per facilitare il passaggio tra Piazza del Plebiscito e la collina di Capodimonte, dove si trovava il Palazzo Reale. Così, nessuno fu più costretto a passare nel rione, che improvvisamente cadde in totale degrado.

Il quartiere si è trovato a dover affrontare sfide legate povertà e marginalizzazione sociale. L’emigrazione verso altre aree della città o verso l’estero ha contribuito al progressivo spopolamento, danneggiando l’economia locale e la vitalità della comunità. Questi problemi hanno minato la fiducia degli abitanti del quartiere e hanno scoraggiato potenziali investimenti e sviluppi.

Nonostante il contesto, il Rione Sanità ha dimostrato una resilienza straordinaria e oggi sta vivendo un processo di rinascita grazie alle iniziative di riqualifica promosse da istituzioni e associazioni locali, e al crescente interesse da parte di residenti e visitatori per la sua ricca storia e cultura.

Il Rione Sanità oggi: i progetti di riqualifica

La rigenerazione del quartiere è partita dalla valorizzazione degli edifici storici e dalla creazione di nuovi spazi pubblici che offrono agli abitanti momenti di svago e socializzazione. Sono nate iniziative per promuovere la cultura e l’arte, attraverso la riapertura di siti archeologici, la realizzazione di eventi, mostre, concerti e spettacoli teatrali. Le iniziative coinvolgono sia gli abitanti del Rione Sanità che i sempre più numerosi turisti.

Un esempio virtuoso è quello della cooperativa La Paranza. Alcuni ragazzi del quartiere si sono battuti per l’apertura al pubblico delle catacombe di San Gaudioso (parte oggi della Napoli sotterranea). Durante la visita, una delle guide precisa che “in pochi anni, da poco più di 5mila visitatori il sito ne ha accolti oltre 200mila”. La cooperativa gestirà anche l’iconico Cimitero delle Fontanelle che, dopo un restauro durato quattro anni, riaprirà al pubblico nei prossimi mesi (si attende la data ufficiale). Per il restyling, il Comune ha optato per una partnership pubblico-privata che ha coinvolto anche Renzo Piano nella pianificazione degli spazi esterni.

La cooperativa La Sorte, invece, che si occupa della valorizzazione di via Vergini e via Cristallini, ha già attratto nel quartiere lo Jago Museum, il primo spazio in Italia interamente dedicato al famoso giovane scultore. Un gruppo di amici ha fondato la cooperativa con l’obiettivo di “trasformare quei luoghi ancora al buio in opportunità concrete per i giovani del territorio”, ricevendo un invito dalla Commissione Europea a condividere il proprio modello di gestione progettuale.

Attività come queste contribuiscono a valorizzare il patrimonio del quartiere e a rafforzare il senso di appartenenza della comunità, favorendo l’inclusione sociale, l’occupazione giovanile e il contrasto alla criminalità organizzata.

La riqualifica del Rione Sanità ha trasformato l’intera area in un vivace centro artistico-culturale, dove storia e comunità si fondono, creando un ambiente stimolante.

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Mariarita Persichetti

Laureata in Management con una tesi in marketing territoriale. Viaggio, scrivo, fotografo e degusto formaggi. Su Buonenotizie.it parlo di progetti sostenibili e innovativi nel turismo, cultura gastronomica e mondo. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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