La recente aggressione di due pitbull ai danni di un bimbo di 15 mesi e della madre, avvenuta a Eboli nei giorni scorsi, ha riacceso l’eco di notizie provenienti da ogni dove riportando aggressioni di ogni tipo. Come avviene spesso in casi come questo, basta un singolo eclatante evento per attirare l’attenzione dei media e generare un perverso ciclo di notizie, che dà una falsa percezione del fenomeno.

Esistono razze buone e razze aggressive o il carattere di questi animali si può sviluppare anche attraverso l’addestramento? Spesso si raccontano storie di aggressioni mettendo in risalto l’aggressività di alcune razze canine: ma è davvero così? È necessario mettere in luce l’importanza dell’equilibrio tra l’amore nei confronti dei cani e l’armonia e la convivenza con gli altri. I cani di ogni taglia, acquistati o adottati, cuccioli o adulti, hanno bisogno di un addestramento ad-hoc per prevenire atti di aggressività.

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L’importanza dell’addestramento e l’educazione per i nostri cani

Addestrare un cane non significa solo insegnargli dei comandi, ma è utile per la convivenza con noi, con se stesso e con gli altri. Abbiamo intervistato gli addestratori del centro cinofilo di Paderno Dugnano, Social Dog, quanto sia importante l’addestramento del cane.

«Da quando si decide di adottare una cane, sia esso un cucciolo o un cane adulto è importante dare delle regole in casa e fuori  – spiegano gli addestratori – Il processo è lento ma deve essere costante ed è necessario essere pazienti. Si inizia con parole di comando come “stai seduto”, “fermo”, “lascia” e “vieni”. Il dettaglio che rende il comando autoritario è il tono della voce che deve essere rigido, ma non violento: non è necessario alzare la voce poiché il cane ha bisogno di essere educato, non rimproverato».

Quando è necessario addestrare il cane? «Rispondere a questa domanda in modo universale è impossibile – aggiungono i cinofili – Spesso i cani di piccola taglia tendono ad essere più vivaci e sulla difensiva a causa delle loro dimensioni. Necessitano di un addestramento sin da subito. In questo modo il cucciolo inizierà a comprendere il linguaggio umano e il padrone sarà supportato dall’addestratore. Mentre, per i cani di grande taglia, l’addestramento viene valutato anche per intraprendere percorsi di addestramento cinofilo o di salvataggio».

Come educare i cani: differenza di età e di vissuto

I cani adulti rispetto ai cuccioli hanno acquisito una loro “pace”, sono più pacati rispetto ai cuccioli che esplorano il mondo attraverso i giochi. Nonostante ciò, anche se il carattere è già formato e sono in grado di restare in casa da soli, possono essere comunque addestrati.

Altro discorso vale per il cane che ha vissuto la sua vita in canile: esso ha un processo di addestramento più lento rispetto agli altri, poiché deve imparare tutto da zero e affrontare traumi passati. Le parole chiave per creare un legame forte sono: pazienza, amore e gentilezza. La nota a cui prestare attenzione è quella di non alzare la voce nel momento dell’educazione, perché potremmo risvegliare traumi provocati dai tanti rumori subiti nel canile.

È solo questione di addestramento?

“Dimmi che cane hai e ti dirò che sei“: in linea di massima non esistono “cani cattivi” e non ci sono razze canine buone o cattive. Il carattere del cane dipende dalla genetica e dal vissuto.

La dottoressa Amanda Claire Jones dell’Università del Texas ha realizzato un questionario sulla personalità del cane (in inglese), evidenziando come le nostre emozioni vengono trasmesse ai nostri cani. Questo aspetto può rivelarsi utile durante l’addestramento. Avere il pieno controllo delle nostre emozioni alcune volte può essere difficile. Le conseguenze dei nostri malumori potrebbero scatenare comportamenti aggressivi. Un cane ben educato e addestrato è in grado di stare bene con gli altri senza creare problemi. Rivolgersi agli educatori non è un fallimento, ma è sinonimo di responsabilità e cura del nostro animale.

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Monia Carriero

Determinata, sensibile e dinamica, forze motrici che muovono in me la curiosità di sapere e di riportare! Aspirante giornalista pubblicista, scrivo per Buonenotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista. Stay tuned =)

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