L’educazione finanziaria è da tempo materia di insegnamento nelle scuole dell’Unione Europea. Anche in Italia, in via sperimentale, da un paio di anni viene insegnata in alcuni Istituti scolastici, ma ora, con la legge n. 21/2024 – legge Capitali – a partire dall’anno scolastico 2024/2025 l’educazione finanziaria sarà materia didattica in tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado.
L’insegnamento dei concetti fondamentali dell’economia e dei meccanismi di base della finanza, permetterà agli studenti di assumere nel futuro decisioni consapevoli riguardo il risparmio, gli investimenti, la previdenza e la pensione, senza il rischio di truffe.
L’alfabetizzazione economica nella scuola
«Gli italiani mancano di conoscenze economiche» a dichiararlo è l’Organizzazione Internazionale di Studi Economici OCSE. Obiettivo dichiarato della legge è quindi educare la cittadinanza alla conoscenza finanziaria sin dalla scuola, elevandone il livello fino a farne diventare un argomento quotidiano in famiglia.
La legge prevede che l’insegnamento dell’educazione finanziaria nella scuola avvenga con la collaborazione tra il Ministero dell’istruzione e del merito, un Comitato predisposto per l’elaborazione dei contenuti, la Fondazione per Educazione Finanziaria e Risparmio, la Banca d’Italia, la Consob e altri soggetti del settore come assicurazioni e fondo pensioni «Al fine di promuovere la cultura dell’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale, nel rispetto dell’autonomia scolastica e nei limiti delle risorse».
Professori e contenuti
La materia verrà insegnata nelle scuole di primo e secondo grado nell’ambito dell’ora settimanale di Educazione Civica. Ad insegnare saranno gli stessi docenti del percorso scolastico come i professori di italiano, matematica e storia. I contenuti sono determinati dal succitato Comitato con le Indicazioni Operative, informazioni concrete necessarie per la formazione dei professori, che completano le Linee Guida del 2023. L’insegnamento si colloca all’interno delle riforme apportate negli anni agli istituti scolastici con l’obiettivo di:
- far comprendere agli studenti i concetti base dell’economia come l’inflazione o il rapporto tra rischio dell’investimento e il rendimento;
- spiegare agli allievi come funziona il mercato finanziario, il “luogo dove si incrociano” le proposte di acquisto e di vendita tramite i principali strumenti finanziari quali azioni, obbligazioni, criptovalute e derivati.
La Dirigente scolastica del Liceo Morgagni di Roma, Patrizia Chelini, già dal precedente anno scolastico ha avviato in via sperimentale l’insegnamento dell’educazione finanziaria. «Quando abbiamo iniziato il progetto dell’insegnamento dell’educazione finanziaria – spiega la Dirigente – l’attuale legge non era ancora entrata in vigore. Quindi, ci siamo appoggiati ad una società indipendente di gestione del risparmio. La scuola è un canale privilegiato per veicolare le conoscenze economiche a tutti i ceti sociali. Abbiamo avviato il progetto pilota con due classi dell’ultimo triennio del liceo, insegnando la materia nell’ambito della lezione di Educazione Civica.».
L’educazione finanziaria e l’auto-efficacia
Mostrandoci un grafico al computer, la dirigente Patrizia Chelini delinea i risultati dell’insegnamento. «All’inizio del corso agli studenti viene distribuito un questionario per valutare sia le loro conoscenze finanziarie che i loro progetti “ideali” economici nel futuro. Lo stesso questionario viene riproposto alla fine del percorso formativo. Dal grafico si evince quanto il livello delle competenze degli studenti in materia finanziaria sia di gran lunga migliorato e, di conseguenza, come i loro progetti finanziari siano variati diventando piani economici più “concreti” e connessi alla futura entrata nel mondo del lavoro».
L’insegnamento dell’educazione finanziaria diventa quindi un mezzo di discussione e di introspezione per gli studenti. «Il progetto – conclude la Dirigente – si è dimostrato più che soddisfacente in quanto ha promosso il senso di auto-efficacia tra gli studenti che dopo il corso possiedono alcuni strumenti in più per incidere in modo pragmatico sul futuro della propria realtà economica in termini di risparmio e di investimento».

