Il basket non è solo uno sport: è il veicolo che rende liberi donne, ragazzi e bambini, in Italia e nel resto del mondo. Su BuoneNotizie.it scopri come l’Italia e il Libano si legano a questo sport, con due interviste esclusive: parleranno ai nostri microfoni il pluripremiato regista Mohamed Kenawi e l’allenatore libanese Maji Adam.
Il basket che unisce l’Italia al mondo
Mohamed Kenawi è il regista del film documentario Tam Tam Basket. Un successo italiano che parla dei valori del basket e della possibilità di unire, attraverso lo sport, bambini italiani e stranieri. Girato a Castelvolturno, l’opera narra di come il piccolo paesino sia riuscito a formare una vincente squadra di basket, grazie ai bambini stranieri nati in Italia. «Lo sport ha un incredibile potere: unire e rendere liberi – spiega il regista – In particolar modo il basket ha dimostrato di essere un grande collante per adulti e bambini. Nel mio film si celebra il valore che il basket ha avuto sui figli dei migranti in Italia. Vedere i bambini giocare senza paura, parlando in italiano, pur provenendo da famiglie culturalmente differenti, gioendo per le vittorie e imparando dalle sconfitte, è stato un grande insegnamento di vita. Il basket diventa così lo sport democratico, che può essere praticato davvero tutti, in Italia e nel mondo».

Il regista Mohamed Kenawi
Basket Beats Bordes: un team libanese in collaborazione con l’Italia
La notizia del valore aggregativo e liberatorio del basket, arriva anche dal Libano: nonostante le difficoltà politiche di questi giorni, l’allenatore del progetto Basket Beats Borders, Majdi Adam ha parlato ai nostri microfoni. «Il basket è il mezzo per abbattere le frontiere – spiega Majdi Adam in video conferenza – il nostro lavoro si attua a Beirut, nel campo profughi Shatila. Quest’area è estremante sovraffollata: si stima che vivano più di ventimila persone per chilometro quadrato, fra palestinesi, libanesi e siriani, spesso in lite per motivi politici. Grazie alla cooperazione con l’attivista italiano David Ruggini, dal 2016, è stato creato il centro sportivo Shatila Community Center. Si pratica sport, si studia inglese, si aiutano bambini e ragazzi a fare i compiti. In particolare il basket è diventato la nostra punta di diamante. Abbiamo formato la squadra Basket Beats Borders. Lo sport e tutto quello che ne consegue (allenamenti, vittorie, sconfitte) diventa la valvola di sfogo dei numerosi ragazzi e ragazze che abitano in questo campo profughi e l’ancora di salvezza per non incappare nei circoli di droga e prostituzione».
Gli insegnamenti del basket da applicare nella quotidianità
Il basket è quindi un’opportunità, in Italia e in Libano, per aiutare i più giovani ad avere un obiettivo da perseguire e da portare a termine. «Durante le riprese di Tam Tam Basket – racconta Kenawi – ho seguito i ragazzi negli allenamenti e sono stato invitato spesso nelle loro case. Con gli amici e i famigliari non si parlava d’altro: l’allenamento, i compagni di squadra e le partite, erano ormai il pane quotidiano. I genitori dei bambini, in particolare le famiglie arrivate in Italia come migranti, si sono sentite parte di una grande famiglia grazie ai loro figli e all’amore per il basket». Coinvolgere i ragazzi e, in particolare le ragazze, li aiuta a scappare da realtà chiuse e a trovare la loro emancipazione nella vita. «Il nostro lavoro con le ragazze di Basket Beat Bordes è fondamentale per aiutarle a vivere nella loro quotidianità – conclude Majdi Adam – molto spesso il basket si dimostra come un ponte fra i padri, spesso molto rigidi, e le figlie, spesso vincolate da limiti. Lo sport crea una maggior apertura e la possibilità di unire le famiglie e abbattere le differenze religiose e culturali».