Secondo Coldiretti, in 10 anni il lavoro nel settore agricolo sarà una sicurezza per gli italiani.
Anche l'agricoltura guarda al Recovery Plan, in termini di crescita e posti di lavoro. Ma facciamo un passo indietro: tutti i Paesi dell'Unione Europea hanno un proprio Recovery Plan. In Italia si chiama Piano nazionale di ripresa e resilienza Next Generation Italia. Questi piani consistono in una serie di missioni e obbiettivi da presentare alla Commissione Europea entro aprile 2021 per beneficiare dei finanziamenti messi in campo per colmare la crisi causata dalla pandemia. All'Italia spettano circa 222 miliardi e, con la Spagna, sarà tra i più grandi beneficiari.

Pubblicato in un testo di 179 pagine, il Recovery Plan italiano è semplificabile in 6 missioni:

  1. Digitalizzazione, innovazione, competitività
  2. Rivoluzione verde e transizione ecologica
  3. Salute
  4. Infrastrutture per la mobilità
  5. Istruzione, formazione, ricerca e cultura
  6. Equità sociale, di genere, territoriale

Il Recovery Plan e le aspettative del settore agroalimentare
Secondo la Coldiretti, in 10 anni l'agroalimentare potrà offrire un milione di posti lavoro creati grazie alla rivoluzione verde, transizione ecologica e digitalizzazione che il Recovery Plan sostiene. Nonostante l'emergenza sanitaria, infatti, l'agricoltura ha retto. Il numero di addetti al settore è cresciuto, in particolare quello degli under 35 è aumentato del 14%, mostrando come sia un settore economico sul quale puntare nel futuro.

"Digitalizzazione delle campagne, foreste urbane per mitigare l'inquinamento e smog in città, invasi nelle aree interne per risparmiare l'acqua, chimica verde e bioenergie per contrastare i cambiamenti climatici ed interventi specifici nei settori deficitari ed in difficoltà dai cereali all'allevamento fino all'olio di oliva". Questi alcuni dei progetti cantierabili elaborati dalla Coldiretti . . .

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