(Ri)nasce il Ministero del Turismo e si dà il via a un albo di guide turistiche. Queste e altre, le soluzioni di rilancio del turismo in Italia.

Nell’estate 2020 sembrava esserci un principio di ripresa, ma l’attuale terza ondata di contagi da coronavirus sta ora ripiegando verso la crisi il turismo in Italia. «La notizia di questo nuovo inasprimento della diffusione della pandemia, e quindi delle misure anti contagio – racconta a Tgcom24 Giorgio Palmucci (presidente Enit) –, è una preoccupazione in più per il settore turismo. La speranza è che la campagna vaccinale continui rapidamente».  Eppure pare siano già in atto delle mosse di rilancio del comparto turistico nazionale.

Il Ministero del Turismo

Cancellato nel 1993 per via di un referendum, da anni invocato coralmente da Confindustria, Confturismo, Federalberghi e altri, il Ministero del Turismo farà ritorno il 31 marzo come dicastero unico – finalmente con portafoglio – e svincolato dal Ministero della Cultura. Mossa votata sia a dare la dovuta importanza a un settore (ora in crisi, ma fondamentale per l’economia del Paese), sia a sottolineare l’aspetto civico e sociale (non solo turistico) della cultura. Un momento tanto atteso che finalmente permetterà di dare il giusto peso a entrambi i settori fino all’anno scorso “sotto lo stesso tetto” col nome di Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.

Come recita l’art. 6, DL 22/2021, il nuovo ministero presieduto dal Ministro Garavaglia avrà il compito di curare: «la programmazione, il coordinamento e la promozione delle politiche turistiche nazionali, i rapporti con le Regioni e i progetti di sviluppo del settore turistico, le relazioni con l’Unione europea e internazionali in materia di turismo e i rapporti con le associazioni di categoria e le imprese turistiche e con le associazioni dei consumatori».

La richiesta da parte delle aziende del settore è ora quella di superare la frammentazione territoriale e di convocare le Regioni per stabilire un documento strategico unico da condividere con Next Generation Italia, il piano di ripresa e resilienza del Paese voluto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Un documento che possa dunque investire in modo mirato il denaro del Recovery Fund, pari ad oggi a 8 miliardi per i settori Cultura e Turismo in Italia.

Il passaporto sanitario

Un altro supporto volto alla sicurezza civica e, allo stesso tempo, a facilitare la ripartenza del settore Turismo è il Covid Travel Pass, un passaporto sanitario che proprio in questo mese sarà messo a disposizione, e che garantirà lo stato di salute del viaggiatore. Creato da IATA (International Air Transport Association), il Covid Travel Pass è coadiuvato da un’app che verifica gli esiti dei tamponi effettuati dal passeggero, oltre al certificato di vaccinazione anti-Covid. Il passaporto sanitario è per IATA un supporto fondamentale di ripartenza del mercato dei voli.

Anche l’Unione Europea ha proposto di lanciare un certificato chiamato Digital Green Pass, che sarà presentato il 17 marzo. Questo documento tecnologico, complessivo di dati sanitari del passeggero, è proposto in vista della stagione turistica estiva – ormai alle porte – e consentirà di viaggiare in sicurezza.

Il nuovo mindset del turismo in Italia

Tante sono le innovazioni che – con la pandemia – il settore turistico sia alberghiero sia extra alberghiero ha sperimentato; si incrementa soprattuto una visione sempre più sostenibile e responsabile di esperienza turistica. Un’idea che nasce nell’autunno 2020 è inoltre quella di unire il lavoro agile col turismo, proponendo una vacanza a misura di smartworker.

Oltre all’innovazione, l’arresto della pandemia ha permesso ai comparti del settore di riflettere sui punti deboli da sanare. Il dossier Censis dello scorso 27 febbraio ha elencato tutti i tasselli da riguardare come l’accessibilità turistica; gli interventi di valorizzazione di borghi, parchi, periferie e patrimoni storici rurali (oltre che culturali); la formazione turistica anche nelle scuole; la transizione green (e digitale) e l’incentivazione del “turismo lento”, ossia dedicato ai percorsi storici e ai luoghi identitari.

Un albo per le guide turistiche

Più recente è la decisione di creare un albo per la professione di guida turistica. È stato infatti depositato in Senato un ddl per regolamentare la professione, presentato a fine febbraio dal senatore Marco Croatti (M5S). «Da circa otto anni spiega Marco Croatti ad AgCult l’Italia non adotta una vera e propria legge di riordino della professione di guida turistica. Per un Paese che vive di cultura e turismo, una nuova regolamentazione è essenziale: alle guide vanno riconosciute misure di tutela, salvaguardia e formazione. Avviare la riforma in questo momento è ancora più essenziale, viste le pesanti ripercussioni economiche subite dalla categoria con la pandemia».

Il settore dell’accoglienza e dell’ospitalità vantava una salute discreta nel 2019, poi il nubifragio da pandemia – con 232 milioni di turisti in meno nel 2020 e oltre -14 milioni nel primo trimestre 2021 – ha reso tutto incerto. Tuttavia, nonostante la crisi, il turismo in Italia pare dunque abbia già qualche asso nella manica per poter vincere la partita.

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