La qualifica di comunicatore professionale è una novità importante nel panorama del mondo del lavoro legato alla comunicazione. Nonostante la continua crescita del settore, soprattutto in seguito allo sviluppo delle TIC (Tecnologie dell’informazione e della comunicazione), mancava fino ad oggi un riconoscimento vero e proprio per chi si occupa di questo ambito.

Un settore in evoluzione

Diversi sono i profili legati al mondo della comunicazione soprattutto a partire dalla legge 150/2000 “Legge quadro sulla comunicazione pubblica”, che ha introdotto figure come addetti all’ufficio stampa e agli uffici di relazione con il pubblico (URP).

Con la diffusione capillare di internet, si sono aggiunti ruoli come i social media manager che si occupano della gestione social di profili aziendali o personali, influencer collaboratori di grandi marche per la sponsorizzazione di prodotti e servizi, redattori di testate web o blog, content creator e autori di ogni tipo contenuti per gli utenti di internet e copywriter per la stesura di testi creativi per la pubblicità.

Tutte queste professionalità devono avere un comune denominatore che le renda riconoscibili e rilevanti rispetto al mercato, obiettivo raggiungibile  con il lancio della figura del comunicatore professionale.

Un valore aggiunto: comunicare bene

La norma UNI 11483 – disposizione che fa capo all’Ente Nazionale di Unificazione (UN), organo preposto all’elaborazione di norme tecniche – pubblicata nel settembre 2021 riconosce al comunicatore professionale un’identità propria.

Questa legittimazione accompagna la consapevolezza che la professione del comunicatore non può essere improvvisata, in quanto la comunicazione riveste un’importanza strategica che richiede formazione scientifica, tecnologica, culturale, etica e tecnica.  Nelle aziende, nelle istituzioni e nelle organizzazioni sta maturando la consapevolezza che comunicare bene è un valore aggiunto, che migliora le prestazioni dell’ente e l’erogazione dei servizi e con impatto positivo sul benessere del dipendente e sulle relazioni interpersonali.

Nuove possibilità si aprono dunque per i lavoratori del settore, attraverso la valorizzazione di competenze e percorsi formativi in ambiti quali la comunicazione pubblica e istituzionale, la comunicazione di impresa, la comunicazione tecnica, la comunicazione politica e la comunicazione sociale per il terzo settore.  

Quali vantaggi per il comunicatore professionale?

Il vantaggio è quello di aver aperto nuove porte alle possibilità di carriera di quanti vogliono intraprendere un percorso da comunicatore professionale riconoscendogli tre livelli: junior per chi si affaccia per la prima volta a questo tipo di professione, expert se ha già acquisito competenze in merito, senior per chi è capace di assumere importanti ruoli da comunicatore esperto. Ma il merito più grande di questa norma è aver messo ordine a un ramo in cui spesso gli aspiranti al ruolo di comunicatore professionale erano lasciati in balia dell’improvvisazione con la conseguente svalutazione economica.

Anche nel settore pubblico si aprono nuove opportunità: gli autori del testo “#PA brand expert. Competenze e strumenti per i comunicatori della pubblica amministrazione“, Annalisa Derrico e Gianluigi Boanomi, hanno descritto un possibile ruolo per il comunicatore professionale: il PA Brand Expert che opera nella Pubblica Amministrazione per organizzare una comunicazione semplice e chiara con il cittadino.

Questa norma sul comunicatore professionale costituisce una buona risposta al clima di incertezza, confusione, disordine che spesso caratterizza le diverse aree della comunicazione, soprattutto in un contesto in cui notizie e informazioni si diffondono con rapidità e in numero sempre maggiore.

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Giacomo Capodivento

Giacomo Capodivento

Insegno religione dal 2012. Laureato in teologia ho continuato gli studi in Comunicazione e Marketing. Per me occuparmi di comunicazione è una questione politica. Oggi collaboro con BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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