Il settore artigianale e manifatturiero italiano, elemento chiave dell’economia nazionale, sta vivendo una situazione complessa. A giugno 2024, Confartigianato Imprese ha riportato che il 47,6% delle posizioni richieste è vacante, pari a 270.000 lavoratori mancanti.
Questa situazione rappresenta un ostacolo crescente per la crescita e la competitività delle imprese italiane, mettendo a rischio l’eccellenza tradizionale del Made in Italy.
Professioni artigianali: sottovalutate dai giovani
Il fenomeno colpisce tutti i settori, ma è particolarmente sentito nella carpenteria metallica (70,5% di carenze) e nelle costruzioni (69,9%). In Trentino-Alto Adige, il 61,6% delle assunzioni programmate resta vacante.
Le cause sono molteplici: un disallineamento tra competenze richieste e offerte, fattori demografici come il calo delle nascite e una generale svalutazione del lavoro manuale. Il sociologo Daniele Marini, durante un intervento a “CamLab: dialoghi su impresa e innovazione”, evento promosso dalla Camera di Commercio di Trento, ha evidenziato come le professioni artigianali figurino ultime tra quelle desiderate dai giovani. Inoltre, il sistema scolastico fatica ad adeguarsi alle necessità del mercato delle imprese artigiane.
Eppure, queste professioni continuano a rivestire un ruolo essenziale nel panorama lavorativo odierno. Molte di esse non solo sono altamente ricercate dalle aziende, ma offrono anche prospettive economiche interessanti. Secondo un recente rapporto del Sistema Informativo Excelsior, che dal 1997 analizza le esigenze lavorative delle imprese italiane, nel settore delle costruzioni e infrastrutture ci sarà un aumento annuale degli occupati tra l’1,9% e il 2,3% dal 2022 al 2026.
Superare la carenza di manodopera qualificata
Per affrontare la sfida della carenza di manodopera qualificata, l’Italia sta adottando un approccio multilivello. Sul piano internazionale, il Paese partecipa attivamente al programma “Partenariati per il talento” della Commissione europea. Tale iniziativa, lanciata nel 2022, mira a creare canali regolari di mobilità lavorativa, attirando professionisti qualificati da Paesi terzi. Il programma va oltre il semplice reclutamento, offrendo percorsi di formazione e integrazione per i lavoratori stranieri.
Sul fronte nazionale, sono stati potenziati i programmi di alternanza scuola-lavoro, che offrono agli studenti un’esperienza pratica e concreta. La formazione sul campo permette ai giovani di acquisire abilità specifiche e di apprezzare le opportunità offerte dai mestieri artigianali. L’allineamento dell’istruzione alle esigenze del mercato, come sottolineato dalla Commissione europea, è fondamentale per garantire che i giovani siano preparati a soddisfare la crescente domanda di manodopera qualificata.
Le imprese associate a Confartigianato stanno giocando un ruolo attivo in questa trasformazione. Secondo il rapporto dell’associazione, il 66% dei piccoli imprenditori ha implementato strategie per attrarre e trattenere talenti. Le misure includono aumenti salariali (32,6%), maggiore flessibilità degli orari di lavoro (28,5%) e miglioramento del clima aziendale.
Queste iniziative mirano a creare un ecosistema favorevole per rilanciare l’artigianato italiano, con l’obiettivo di colmare il gap di manodopera e preservare l’eccellenza del Made in Italy nel lungo periodo. In un panorama economico in continua evoluzione, le imprese artigiane si trovano ad affrontare sfide significative, bilanciando la preservazione delle tradizioni con la necessità di innovazione e adattamento alle nuove dinamiche.
Francia e Germania rispondono alla crisi della manodopera qualificata
La Germania ha introdotto un sistema a punti chiamato Chancenkarte, che facilita l’accesso al mercato del lavoro per i lavoratori qualificati provenienti da Paesi non appartenenti all’Unione europea. Il sistema valuta le qualifiche, l’esperienza professionale e altri criteri personali come l’età, permettendo ai candidati di vivere e lavorare in Germania per un anno mentre cercano un impiego stabile.
L’Irlanda ha ampliato il suo sistema di permessi di lavoro per includere nuove professioni nell’elenco delle figure idonee, come elettricisti e lavoratori del metallo, essenziali per le imprese artigiane. Le modifiche principali includono l’aumento dei requisiti salariali per garantire che i lavoratori migranti ricevano un’occupazione di qualità.
Come ha dichiarato la Ministra del Lavoro Marina Calderone durante il convegno “Lavoro, giovani e valore dell’intelligenza artigiana”, “ci deve essere uno sforzo comune delle istituzioni e delle parti sociali per promuovere la formazione“. Questo approccio collaborativo è essenziale per affrontare il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro e rafforzare il settore artigianale nel lungo termine.