La norma era attesa da tempo e un primo accordo era stato trovato lo scorso giugno, ma adesso il Parlamento europeo ha deciso: con 602 voti favorevoli, 13 contrari e 8 astenuti, sarà l’USB Type-C l’unica porta di ricarica per i dispositivi elettronici come gli smartphone.

Il caricatore universale, infatti, arriverà nell’Unione Europea entro la fine del 2024 e consentirà agli utenti di utilizzare un unico caricabatterie per i loro device. Per la maggior parte delle aziende del settore, queste regole non rappresentano un grosso ostacolo: i problemi coinvolgeranno principalmente Apple. L’azienda americana, infatti, è rimasta una delle poche a non utilizzare la porta USB di tipo C per i suoi dispositivi, continuando a preferire la presa lightning.

Riscopri anche tu il piacere di informarti!

Il tuo supporto aiuta a proteggere la nostra indipendenza consentendoci di continuare a fare un giornalismo di qualità aperto a tutti.

Sostienici

Cosa prevedono le nuove regole

Grazie alle nuove regole, i consumatori non avranno più la necessità di acquistare un nuovo caricabatterie ogni volta che cambieranno dispositivo e potranno utilizzare lo stesso accessorio con un’ampia serie di prodotti elettronici di piccole e medie dimensioni.

La norma riguarda molti dispositivi quali smartphone, cellulari, tablet, fotocamere digitali, cuffie, console portatili per videogiochi, altoparlanti portatili, e-reader, tastiere, mouse, sistemi di navigazione portatili, cuffiette e laptop ricaricabili via cavo, che operano con una potenza fino a 100 W. Tutti questi dovranno avere una porta USB Type-C, indipendentemente dal produttore. Tra le uniche eccezioni troviamo i prodotti troppo piccoli per questo tipo di presa, come smartwatch e tracker per lo sport.

Gli utenti, inoltre, avranno una maggiore chiarezza e potranno facilmente capire se i loro caricabatterie sono compatibili grazie ad apposite etichette, che informeranno sulle caratteristiche di ricarica dei nuovi prodotti. I nuovi obblighi porteranno a un maggiore riutilizzo dei caricatori e, secondo i dati diffusi, aiuteranno a risparmiare fino a 250 milioni di euro l’anno sull’acquisto di inutili accessori aggiuntivi.

Ancora da chiarire la questione riguardante la carica veloce dato che, all’interno del documento, si legge come tutti i dispositivi che supportano la ricarica rapida dovranno avere la stessa celerità, consentendo agli utenti di ricaricare i propri dispositivi alla stesse prestazioni con qualsiasi caricabatterie compatibile. Probabilmente si tratta di una regola studiata per semplificare il mondo delle ricariche rapide.

I vantaggi per l’ambiente

La decisione di adottare la presa USB Type-C per gli smartphone e altri device di piccole e medie dimensioni porterebbe un beneficio per l’ambiente. Ogni anno, infatti, mezzo miliardo di caricabatterie per dispositivi portatili vengono spediti in Europa. Questi oggetti generano da 11.000 a 1311.000 tonnellate di rifiuti elettronici. Nonostante l’impatto rilevante si tratta tuttavia di una piccola percentuale rispetto al totale dei rifiuti elettronici prodotti nell’Unione europea che, nel 2019, erano 4,5 milioni di tonnellate.

Il relatore del Parlamento europeo, il maltese Alex Agius Saliba, ha dichiarato: “Il caricabatteria comune sarà finalmente realtà in Europa. Abbiamo aspettato più di dieci anni per queste regole, finalmente possiamo lasciare al passato l’attuale pletora di caricabatterie. Questa legge a prova di futuro consente lo sviluppo di soluzioni di ricarica innovative e andrà a vantaggio di tutti, dai consumatori frustrati al nostro vulnerabile ambiente”.

Adesso il Consiglio dovrà approvare formalmente la direttiva, che entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Dopo di che, i paesi UE avranno a disposizione 12 mesi di tempo per recepire le norme e di 12 mesi dalla scadenza del periodo di recepimento per la loro applicazione. Le nuove norme coinvolgeranno esclusivamente i prodotti immessi sul mercato dopo la data di applicazione.

Leggi anche:

Come funziona il nuovo supporto di Google Maps alla mobilità sostenibile

Condividi su:
Avatar photo

Giovanni Binda

Giovanni Binda, aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista. E tu cosa stai aspettando?

Riscopri anche tu il piacere di informarti!

Il tuo supporto aiuta a proteggere la nostra indipendenza consentendoci di continuare a fare un giornalismo di qualità aperto a tutti.

Sostienici