Aumentare la consapevolezza sull’economia circolare e sui suoi benefici: ecco l’obiettivo del webinar gratuito “Ecologia digitale: dispositivi tecnologici e Raee” organizzato da Poste Italiane in collaborazione con Erion Compliance Organization, società senza fini di lucro che si occupa della gestione e della valorizzazione dei rifiuti elettronici. Il webinar, legato all’iniziativa “Mese in Poste Italiane” avviata il 20 aprile, è stato organizzato per rafforzare l’attenzione sulla sostenibilità del Gruppo e hanno partecipato 2.300 persone

Perché è importante il riciclo dei rifiuti elettronici?

In ogni casa c’è un cassetto pieno di vecchie cuffie, cellulari, cavi ed altre apparecchiature elettroniche; si tratta di oggetti che hanno smesso di funzionare o che semplicemente abbiamo sostituito con una versione più aggiornata. Tuttavia, ciò che spesso non si sa è che questi “scarti” possono tramutarsi in fonte di materie prime. «I RAEE (rifiuti elettronici) – spiega Danilo Bonato, direttore Generale di Erion – contengono un numero rilevante di materie prime (rame, acciaio, alluminio, terre rare, metalli preziosi) che è importante recuperare per contribuire a ridurre la nostra dipendenza dalle importazioni di risorse critiche dall’estero

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Recuperando quindi i materiali racchiusi nei rifiuti elettronici potremmo ridurre la nostra dipendenza dalle importazioni abbattendo i costi di produzione e di estrazione, riducendo anche le emissioni di CO2. I costi delle materie prime sono in aumento rispetto al pre-Covid, come rivela l’analisi del Centro studi di Assolombarda (Associazione di Imprese). A gennaio 2022, il prezzo dell’acciaio è aumentato del +54%, l’alluminio del +65%, il rame oscilla tra il +55%/+60%, lo stagno arriva al +139%. «Una vera e propria miniera urbana – prosegue Danilo Bonato – che, soprattutto in periodi come quello che stiamo attraversando, è assurdo non valorizzare

Niente più rifiuti ma miniere dell’economia circolare

Nel 2021, secondo le stime del centro di coordinamento RAEE, sono stati gestiti un totale di 385.258 tonnellate di RAEE. Rispetto al 2020 c’è stato un incremento di oltre 19.000 tonnellate pari al +5,3%. I nostri apparecchi elettronici, spesso confinanti alla discarica prima della fine del loro ciclo di vita, sono il “paese dei balocchi” per la produzione industriale. “Miniere d’oro” che permettono di recuperare materiale da riutilizzare nella produzione di nuovi prodotti.

Secondo il “Libro Bianco sui Raee”, ricerca presentata da Erion Weee, consorzio dedicato alla gestione di questi rifiuti, dal riciclo di 1.000 tonnellate di rifiuti elettronici è possibile ricavare circa 900 tonnellate di materie prime. Nel dettaglio, 500 tonnellate di ferro, 130 tonnelate di plastica, 100 tonnellate di vetro, 80 tonnellate di cemento, 25 tonnellate di rame, 20 tonnellate di alluminio, 10 di legno e 15 di altri materiali. Un considerevole risparmio di materiali e di energia, oltre 1,5 milioni di kWh per ogni 1.000 tonnellate di rifiuto e 7.000 tonnellate di CO2 in meno.

Recuperare i RAEE per investire su un futuro green

«L’Unione europea – spiega Giorgio Arienti, di Erion Weee – preme giustamente per risultati concreti: una raccolta di Raee almeno a 10 kg pro capite all’anno mentre l’Italia è appena a 6 kg.» Il Ministero della Transizione Ecologica ha deciso di incentivare la ricerca e i progetti che puntano a una vera economica circolare.

Esempio virtuoso di questa politica è il progetto “Joint technologies for WEEE-cycle closure” (Tecnologie combinate per la chiusura del ciclo dei RAEE), presentato dal Politecnico di Bari in collaborazione con la società Kyma Ambiente Amiu Taranto SpA (società che a Taranto si occupa della gestione dei rifiuti urbani, compresi i RAEE). Il progetto ha l’obiettivo di verificare la fattibilità tecnica, economica e ambientale di un nuovo schema di trattamento e smaltimento dei rifiuti elettronici. Concentrandosi in modo particolare sulla frazione maggiormente presente e in crescita negli anni (lavatrici, lavastoviglie, forni a microonde, etc). L’obiettivo è raggiungere il 90% di materie prime recuperate. 

La differenza la fanno sempre le nostre scelte: una corretta raccolta differenziata permetterà un maggior recupero delle materie prime, ma «spostarsi – suggerisce Danilo Bonato – verso la scelta di un servizio, rinunciando al possesso del bene, può dare grandi benefici, così come la possibilità di informarsi sulle caratteristiche dei prodotti e prediligere quelli con maggior durata, più facilmente riciclabili o che contengono materiali riciclati. È solo con l’impegno di una vasta maggioranza di cittadini che riusciremo a fare il salto di qualità per un futuro davvero sostenibile.»

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Vittorio Palmieri

Napoletano. Emigrato nell'entroterra irpino-sannita, in controtendenza con l'emorragia dei paesi interni verso la vita metropolitana. Ignoto poeta "prestato alla burocrazia". Nell’entroterra segue percorsi sociali con enti del terzo settore. Ha collaborato ad un progetto di agricoltura sociale con le Associazioni Irpine “Ecopotea Aps” e “Al Centro dei Ragazzi Odv”. Nell’ultimo anno fonda Introterra Aps, nata con lo scopo di rivalutare e riscoprire l'entroterra campano, e con la quale rileva un progetto giornalistico editoriale decennale "bMagazine.it" e fonda l'etichetta "Introterra Edizioni"Aspirante giornalista pubblicista, scrivo per Buonenotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista

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