L’economia dello spazio, conosciuta come Space Economy, è da intendersi come processo di ricerca, studio e realizzazione di infrastrutture e missioni spaziali che hanno come obiettivo la conoscenza di tutto quello che c’è al di fuori dalla terra. Negli anni ’20 del 2000 tutto sta cambiando. Ormai i mezzi a disposizione dei governi e delle specifiche aziende, sia economici che fisici, sono tali da non presupporre la cooperazione di altri Paesi o il rischio di un flop. Non ci si pone più la domanda “si può fare?” ma “chi lo farà per primo?”. L’era della gara al monopolio della Space Economy è iniziata e i concorrenti puntano a realizzare un’impresa che ha dello straordinario: il ritorno sulla Luna.

La NASA alla guida dell’economia dello spazio

La NASA è da sempre in testa alla gara allo spazio. Recentemente l’agenzia spaziale statunitense ha inviato la capsula Orion in perlustrazione ed entro il 2030 l’uomo tornerà sulla Luna. Rispetto alla prima spedizione lunare, quella dell’Apollo 11, i mezzi e le infrastrutture a disposizione della missione sono più sicuri e collaudati. L’obiettivo dunque è ottimizzare il viaggio e la permanenza sul satellite spendendo meno e lanciando una campagna lunare dal potenziale enorme. Artemis vuole infatti costruire una base sul suolo lunare facilmente raggiungibile dagli astronauti.

Mentre cinquant’anni fa si puntò una fortuna sul raggiungimento della Luna con poche certezze, oggi l’unica certezza è che la Luna verrà raggiunta e presto colonizzata. Se sarà la NASA a raggiungerla per prima non si può dire, di certo è un passo avanti ad altre realtà spaziali in competizione tra loro. L’obiettivo non sarà più riuscirci, ma cercare di farlo per primi; conquistando in definitiva il monopolio dell’economia dello spazio dal fatturato complessivo di 400 miliardi di dollari. Un dominio che porterà fama a chi riuscirà nell’impresa. Affermarsi come superpotenza della Space Economy significherà distinguersi ed emergere agli occhi degli altri. Basti pensare che l’India e l’Australia sono in corsa per gli stessi motivi di Cina e Stati Uniti.

Come cambia negli anni l’economia spaziale

Lo studio, la ricerca, la costruzione e la messa in pratica delle missioni spaziali sono racchiusi in un giro d’affari chiamato economia dello spazio della quale fanno parte i governi di tutto il mondo impegnati in questo campo e, oggi, anche le aziende private come SpaceX e ispace. Si stima che nel 2030 la Space Economy potrebbe quadruplicare il suo valore in denaro rispetto al 2020. Le superpotenze del settore non dovranno fare altro che spingersi gli uni a fare meglio degli altri al di là dell’esplorazione spaziale. Ne avranno la meglio le nuove scoperte sullo spazio e l’innovazione dal fatturato di oltre 1400 miliardi.

Il modo di intendere l’economia spaziale subirà un salto di qualità. Questo settore non comprende soltanto il raggiungimento e il superamento dei limiti, ora si punta ad altri obiettivi ancora: colonizzare lo spazio spendendo poco nel meno tempo possibile. Una volta fuori dall’orbita terrestre la gara sarà spietata: in palio l’egemonia mondiale. Ma le potenze che parteciperanno alla competizione dovranno riuscire a mantenere il focus sulla conquista dell’universo e non perdere di vista il progresso e la salvaguardia dell’essere umano.

Le aziende private e l’obiettivo Space Economy

Per la prima volta nella storia il rover di un’azienda privata atterrerà sulla Luna: si tratta del lander giapponese di ispace, partito tre settimane fa con l’obiettivo un giorno di portare con sé gli astronauti. Prima del lancio della sonda Hakuto, solo veicoli di agenzie governative erano riusciti ad arrivare lì. L’economia spaziale del futuro sarà caratterizzata dall’intervento di privati nella rincorsa allo spazio. È come dire “l’universo è aperto a tutti e la conquista di esso alla portata di chiunque”. Ispace sta lavorando con l’azienda di Elon Musk che mette a disposizione il razzo Falcon9 per le missioni.

Gli appuntamenti spaziali dei prossimi anni saranno gestiti e finanziati anche da privati. Si fa sempre più concreta l’opportunità di rendere le spedizioni dei veri e propri viaggi di piacere nello spazio. La lotta per la colonizzazione della Luna è ufficialmente iniziata e aperta a tutti. La prima potenza che riuscirà ad affermarsi nell’intricato mondo della Space Economy darà il via al turismo lunare.

Flavia Santilli

Flavia Santilli

Studio presso l'Università degli Studi de L'Aquila. Ho collaborato con diverse testate. Sportiva agonista e istruttrice di nuoto. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista. E tu cosa stai aspettando?

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