Trovare un parcheggio libero è una delle frustrazioni più comuni per chi vive o frequenta la città. Dopo una lunga giornata, bastano pochi minuti a girare tra le strade del quartiere per trasformare il rientro a casa in una fonte di stress. Problema che pesa non solo agli automobilisti, ma anche sull’intera comunità, contribuendo ad aumentare traffico, inquinamento e perdita di tempo.
Eppure, questa situazione potrebbe avere una soluzione. Grazie alla crescente disponibilità degli strumenti dell’intelligenza artificiale, oggi è possibile prevedere la possibilità di disponibilità dei parcheggi e, allo stesso tempo, rendere la mobilità urbana più efficiente e sostenibile.
Il peso invisibile di trovare un parcheggio libero
Una parte consistente del traffico urbano non deriva esclusivamente dagli spostamenti tra diversi spostamenti per arrivare da un punto a un altro, bensì anche alla difficoltà degli automobilisti di trovare un posto dove sostare. Secondo i dati dell’Osservatorio AIPARK, il 30% del traffico urbano in Italia è generato dai veicoli che stanno cercando un parcheggio libero.
Questo fenomeno comporta un aumento di tempi di percorrenza, del consumo di carburante e delle emissioni CO₂, con conseguenze negative sia sulla mobilità cittadina sia sulla qualità dell’aria. I dati di TomTom, azienda olandese attiva nel settore dei sistemi satellitari, confermano alti livelli di congestione nelle maggiori città mondiali.
Nel 2025, tra le città italiane, Milano ha registrato un livello di congestione del 49,4% con una perdita stimata nel traffico di circa 136 ore, nelle ore di punta; mentre Roma ha registrato una congestione media del 45,2% con 115 ore perse nel traffico. Numeri che dimostrano come l’inefficienza della mobilità urbana renda necessaria l’adozione di sistemi intelligenti per la gestione della sosta e l’ottimizzazione dei flussi del traffico.
Smart parking: come l’IA può essere d’aiuto
I sistemi intelligenti per la gestione del parcheggio libero rappresentano una delle risposte più concrete per poter decongestionare le città. Una possibile soluzione arriva da CityZ, una startup torinese che ha sviluppato un sensore IoT adesivo da applicare sull’asfalto. Questo dispositivo dovrebbe monitorare lo stato occupazionale dello stallo e, tramite un app, gli automobilisti potranno sapere quali sono i posti liberi e, in alcuni casi, dove prenotarli oppure dove trovare ricariche elettriche alle apposite colonnine, senza perdere tempo e senza consumare ulteriore combustibile.
Non è l’unica soluzione: anche nella Capitale si stanno sperimentando sistemi analoghi. Il Campidoglio ha avviato il progetto Sospas, un sistema che dovrebbe sfruttare l’utilizzo di sensori intelligenti e di software di monitoraggio per rilevare parcheggi liberi nelle zone di sosta più trafficate e ridurre il traffico causato delle auto.
Quando la tecnologia non basta: il caso di MonkeyParking
La domanda viene da sé: ma questi sistemi intelligenti saranno davvero in grado di funzionare su larga scala? Negli ultimi anni, l’evoluzione delle smart cities ha investito molto sull’innovazione per migliorare la mobilità urbana e sulla qualità dell’aria. I risultati però non sono sempre stati all’altezza delle aspettative.
Un esempio emblematico è stato quello di MonkeyParking, una startup nata a Roma nel 2013 che aveva l’obiettivo di facilitare la ricerca dei parcheggi attraverso un’app che permetteva agli utenti di “vendere” o mettere all’asta il proprio parcheggio su una strada pubblica in tempo reale, scambiandolo con altri utenti a pagamento.
Nonostante l’interesse iniziale, l’app non è riuscita ad affermarsi su larga scala a causa di controversie legali e normative sociali. Infatti, il modello è stato ampiamente criticato perché considerato una forma di commercializzazione di un bene pubblico, suscitando l’opposizione delle autorità e parte dell’opinione pubblica: l’app finiva per avvantaggiare solo chi poteva permettersi di pagare un bene pubblico. Di conseguenza, l’azienda fu costretta a ritirare il servizio nelle città principali. È un caso che dimostra come, nel mondo delle startup, il successo non sempre dipende dall’innovazione tecnologica.
Un futuro è possibile, ma c’è ancora da lavorarci
Le tecnologie di smart parking rappresentano uno dei modi più promettenti dell’intelligenza artificiale nel contesto urbano. Eppure, il loro successo non deve dipendere esclusivamente da quanto siano precisi gli algoritmi o quanto siano efficienti i sensori IoT. La vera sfida è saper dimostrare che queste soluzioni possono essere implementate a costi sostenibili, integrate in modo equo con le politiche pubbliche e rese accessibili a tutti i cittadini. Solo così l’incubo del “giro dell’ isolato” potrà diventare solo un ricordo lontano.