Tracciare la storia di un indumento dalle prime fibre tessili fino al negozio: è questo che propone l’applicazione della tecnologia blockchain al settore moda. Un progetto interessante che sta prendendo forma nell’ottica della trasparenza. Partendo dalle materie prime fino al confezionamento, è un possibile deterrente contro i fenomeni di greenwashing e una garanzia per il consumatore.

La blockchain applicata al settore moda

Nell’ottica di una moda più sostenibile, si aprono oggi nuovi orizzonti connessi alla tecnologia blockchain. Come riporta il sito web Fondazione Sviluppo Sostenibile, si sta muovendo in questa direzione il progetto TRICK – finanziato dal programma europeo Horizon 2020. Avendo raggruppato un consorzio di circa 30 realtà – tra aziende, enti no profit e centri di ricerca – grazie alla piattaforma tutte le aziende del settore potranno raccogliere e condividere dati certificati che narrano la storia dei loro prodotti. Chi ci sta già scommettendo? Il gruppo Prada e il conglomerato di lusso francese LVMH.

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Il modello rappresenta un deterrente per pratiche di greenwashing e per poter garantire ai consumatori l’accuratezza di informazioni importanti sui capi, come l’origine delle fibre. Tracciare inoltre tutti i potenziali (molteplici) trattamenti applicati agli indumenti può essere la chiave per un ottimale recupero dei materiali, a valle della catena di produzione. Così la blockchain si configura come una soluzione concreta al fine di determinare la circolarità delle materie prime, in una delle industrie ad oggi, ancora, tra le più inquinanti del mondo. In ultima istanza non è trascurabile il ruolo della tecnologia volto a contrastare il fenomeno della contraffazione, andando quindi a certificare e verificare l’originalità dei prodotti, un’applicazione di rilievo per il mercato vintage e second-hand.

Cosa è la tecnologia blockchain

Blockchain tradotto letteralmente significa “catena di blocchi”. Come ricorda Osservatori.net, le tecnologie Blockchain fanno parte della famiglia di Distributed Ledger Technology (DLT), sistemi costruiti su un registro distribuito, che può essere letto e modificato da più nodi di una rete. Si tratta di una tecnologia che sfrutta la struttura stessa della rete informatica: un insieme di nodi interconnessi. La rivoluzione digitale della blockchain è nata nel 2009 con l’avvento dei Bitcoin, la moneta digitale. Da allora però, evolvendosi, ha dimostrato un notevole potenziale di applicazione in diversi settori, poiché consente di gestire e aggiornare – in totale sicurezza – grandi database di dati e informazioni in maniera condivisa, senza la presenza di un’entità centrale di controllo e verifica. Nel dettaglio, le caratteristiche della tecnologia blockchain sono molteplici. In primis la decentralizzazione e disintermediazione, con annessa trasparenza e verificabilità. Al riguardo, un’applicazione con enorme potenziale risulta essere per l’esempio il tracciamento per l’industria agroalimentare.

La blockchain garantisce anche l’immutabilità del registro. Una volta che sono stati iscritti, i dati non possono essere modificati in seguito – a meno che non ci sia il consenso della rete. Un altro aspetto molto interessante della tecnologia è la possibilità di programmare i trasferimenti, rendendoli attivi al verificarsi a monte di determinate condizioni.

La blockchain rappresenta quindi una tecnologia estremamente sfaccettata e duttile, con un enorme potenziale nell’ottica della trasparenza e sostenibilità ancora tutto da sperimentare. Anche nel settore della moda.

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Virginia Allegra Donnini

Con un background di studi ed esperienze lavorative a cavallo tra economia, marketing e moda scrivo di tendenze, pop culture, lifestyle. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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